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pubblicato il 28 febbraio 2011

Lohner-Porsche Mixte Hybrid

A Ginevra si rivede la prima ibrida della storia realizzata da Ferdinand Porsche

Lohner-Porsche Mixte Hybrid
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Dalla prima all'ultima: insieme alla Porsche Panamera S Hybrid la Casa tedesca porta al Salone di Ginevra (3-13 marzo) una vettura nata... più di un secolo fa. Si tratta di una fedele replica della Lohner "Semper Vivus", conosciuta anche come "Lohner-Porsche Mixte Hybrid" ma soprattutto come la prima auto ibrida mai realizzata. Fu concepita da Ferdinand Porsche nel suo primo incarico all'età di appena 25 anni presso la "k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co." di Florisdorf, nei pressi di Vienna.

RINASCE DOPO 111 ANNI
A Zuffenhausen hanno lavorato ben quattro anni per completare la Lohner "Semper Vivus", ricreandola nei minimi dettagli completamente da zero in base alle rare fotografie e disegni tecnici dell'epoca arrivati fino ai giorni nostri. La "Semper Vivus" arrivò pochi mesi dopo la Lohner Elektromobile, una piccola automobile totalmente elettrica presentata all'Esposizione Mondiale di Parigi del 1900. Era un'elettrica "ante litteram", ma fu la prima vettura ad essere mossa da motori elettrici integrati nei mozzi, un'invenzione di Porsche. Ve ne erano due sull'asse anteriore da 2,5 CV a 120 giri e grazie ad una batteria a 44 celle da 300 A/h e 80 V (che pesava ben 410 kg) La Mixte poteva percorrere 50 km con una carica e raggiungere una velocità massima di quasi 50 km/h, ma solo per 20 minuti. Fra i clienti delle Lohner-Porsche c'era la créme del "beau monde" mitteleuropeo, anche perché poteva costare da 10.000 fino a 35.000 Corone austriache. Fra i suoi possessori c'erano il Principe Egon von Furstenberg, il banchiere e Barone Nathan Rothschild e il Principe Max Egon von Thurn und Taxis.

PASSATO DA CORSA
Allora come oggi, però, la limitata autonomia offerta dalle batterie era la preoccupazione principale. Un gentleman driver inglese, tale E.W. Hart di Luton, nord di Londra, aveva ordinato un esemplare dotato di quattro motori elettrici da impiegare in gara. Nel settembre del 1900 nacque espressamente per Hart questa Lohner in versione "sport", che poteva raggiungere 60 km/h, ma che a causa delle batterie sovradimensionate per durare lo spazio di una corsa pesava troppo: solo gli accumulatori raggiungevano i 1.800 kg. Il problema fu risolto da Porsche nel 1901, quando pensò di abbinare ai motori elettrici un motore a combustione interna che mantenesse il veicolo "sempre vivo". Inoltre abbinando un motore termico alle batterie si poteva diminuire la dimensione di queste ultime, risparmiando chili. Fu così che nacque la prima Lohner-Porsche Mixte, prima auto ibrida della storia: i motori elettrici erano posizionati ancora sui mozzi anteriori, mentre ad alimentare le batterie provvedeva un motore quattro cilindri Daimler da 16 CV. In frenata parte dell'energia dissipata veniva restituita alle batterie, un sistema oggi rispolverato da tutte le ibride ed elettriche più recenti. La Lohner-Porsche Mixte Hybrid pesava adesso 920 kg e raggiungeva gli 80 km/h e finalmente era diventata competitiva: le cronache dell'epoca riportano che Ferry Porsche partecipò da pilota insieme a Ludwig Lohner a numerose competizioni, fra cui una corsa in salita nei pressi di Exelberg, dove l'ibrida austriaca vinse la sua classe. Fu quella, probabilmente, la prima vittoria nelle competizioni di un'auto ibrida.

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Tag: Curiosità , Porsche , ginevra , auto storiche , auto ibride


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