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pubblicato il 23 febbraio 2011

Pedaggi ANAS: illegittimi per il TAR del Lazio

Secondo i Giudici il decreto del Governo "viola le norme comunitarie"

Pedaggi ANAS: illegittimi per il TAR del Lazio

L'ennesimo capitolo del braccio di ferro fra Provincia di Roma da una parte e ANAS e Governo dall'altra sull'introduzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare, su 1200 km di tratte gestite dall'ANAS e sull'Asse attrezzato Chieti-Pescara l'ha scritto il TAR del Lazio: i giudici hanno infatti accolto i ricorsi presentati insieme alle province di Firenze, Rieti, Ferrara e Pescara, Regione Toscana ed il Movimento dei cittadini e disposto l'annullamento del decreto ministeriale del 25 giugno 2010 con il quale erano stati individuati i caselli nei quali dovevano essere applicati gli aumenti dei pedaggi a partire dal 1 luglio 2010.

CONTRO LE NORME UE
E questo è già il terzo pronunciamento negativo che l'introduzione di aumenti e nuovi pedaggi portata avanti da Governo e ANAS riceve da un organo di giustizia amministrativa: dopo un primo pronunciamento del TAR in estate e del Consiglio di Stato pochi mesi dopo, il Tribunale Amministrativo ha rilevato nella sentenza che il provvedimento fa acqua da almeno due parti. La prima è che, dice il Tribunale, il provvedimento "si rivela adottato in violazione  di norme comunitarie, nonché della norma nazionale di recepimento, atteso che determina forfettariamente la maggiorazione per le classi di pedaggio, a prescindere peraltro dall'effettivo uso dell'infrastruttura".

NON C'È INTERCONNESSIONE
Nella sentenza il TAR ha rilevato che il decreto non tiene conto degli automobilisti che percorrono le strade di interconnessione senza però entrare nelle autostrade. In pratica introdurre nuovi pedaggi non si può per ragioni strutturali. Si legge nella motivazione che "non vi è la necessaria e imprescindibile corrispondenza tra chi è tenuto al pagamento del pedaggio e quanti utilizzano le tratte di strada interessate dal provvedimento. La tariffa, al pari della tassa, è dovuta per la fruizione di un servizio a domanda individuale, secondo il principio del 'beneficio', in ragione del quale il pagamento è dovuto da chi riceve l'utilità, che si contrappone al criterio della 'capacità contributiva' alla base del sistema delle imposte". Secondo il TAR del Lazio la tariffa deve corrispondere ad un servizio "divisibile" fra chi ne può usufruire e chi no: "La ricorrente ha fatto presente che, per otto stazioni di esazione che interferiscono sul territorio provinciale, non sussisterebbe la necessaria interconnessione con le tratte di strade in gestione diretta Anas soggette al nuovo pedaggio".

E I RIMBORSI?
"Il rimborso da parte di Anas dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del decreto legge sara' assunta quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al decreto in discussione", aveva detto il presidente dell'ANAS Pietro Ciucci dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato del primo settembre scorso. L'Anas, infatti, attendeva una sentenza definitiva per poter procedere al rimborso dei pedaggi, pagati secondo la tariffa maggiorata poi dichiarata ingiusta durante il breve periodo di applicazione del decreto legge.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , roma , infrastrutture , autostrade


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