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Interviste

pubblicato il 26 febbraio 2011

Perché il car pooling non conquista gli italiani

L'auto condivisa cresce al Nord. Dice Francesco Alberoni: "La sua chiave è l'amicizia"

Perché il car pooling non conquista gli italiani

E' in periodi come questo, quando i prezzi dei carburanti arrivano alle stelle, che si torna a parlare di "auto condivisa", in una parola di "car pooling". L'idea è quella di viaggiare in più persone a bordo di una sola auto per dividersi le spese di carburante e gli eventuali pedaggi autostradali. Ma se in Nord Europa e negli Stati Uniti in molti conoscono il carpooling e lo utilizzano, in Italia questo tipo di moderno-autostop ha cominciato a diffondersi solo di recente. E' stato circa un anno fa che Autostrade per l'Italia ha lanciato la sua iniziativa di carpooling e allo stesso tempo sono comparsi numerosi siti internet in cui la domanda e l'offerta di passaggi in auto si incontrano. Tuttavia il principale ostacolo alla sua diffusione resta la naturale diffidenza nel condividere un viaggio in auto con degli sconosciuti. I siti Internet cercano di ovviarvi tramite un sistema di commenti e feedback che possano far conoscere in anticipo il comportamento abituale di un eventuale compagno di viaggio e chiedono agli utenti di registrarsi, anche con documenti di identità. E sull'importanza di fidarsi del proprio compagno di viaggio si è espresso anche Francesco Alberoni, sociologo, giornalista e docente universitario molto noto nel nostro Paese. Intervistato da OmniAuto.it il Professor Alberoni ha detto che "la chiave del car pooling è l'amicizia". E gli italiani, come dimostra la timida crescita del carpooling in un anno, continuano a "non fidarsi degli sconosciuti" e a tenere per sé la propria auto.

CHI SCEGLIE IL CAR POOLING OGGI IN ITALIA
Allo stato attuale chi si sposta di più con il car pooling è un uomo intorno ai 30 anni, istruito e attento alle ultime tecnologie, come emerge dall'inchiesta di OmniAuto.it su dati forniti dai principali siti di carpooling in Italia. Una identikit che non stupisce, visto che tendenzialmente sono i giovani i più assidui navigatori in Internet e i più sensibili verso il low cost. E se in media il 30% degli utenti sono donne, per aumentarne la quota molti portali puntano a rassicurarle sulla sicurezza del carpooling. Ad esempio, Postoinauto.it offre il "viaggio rosa", l'auto condivisa solo tra donne, e Passaggio.it propone alle automobiliste che preferiscono viaggiare senza uomini di rendere visibili le loro richieste o offerte solo ad un pubblico femminile. A tale proposito Massimo Iossa, Responsabile Marketing e Sviluppo Commerciale di Autostrade per l'Italia, ci ha detto che la piattaforma web AutostradeCarpooling.it è stata progettata dedicando la massima attenzione alle tematiche di tutela e sicurezza degli utenti. In particolare, ha spiegato il sito prevede una procedura di registrazione che richiede una serie di dati personali (nome, cognome, data di nascita, sesso, città di residenza) non visibili agli altri utenti nel rispetto della privacy ed il sistema tiene traccia di ogni operazione compiuta dai membri della community navigando la piattaforma compresi i messaggi scambiati per consentire l'organizzazione del viaggio. Sono poi disponibili nella sezione "Consigli utili" del sito una serie di raccomandazioni utili alla sicurezza, condivise con la Polizia Postale e ad oggi, ha aggiunto Iossa, "non abbiamo riscontrato nessun avvenimento che abbia compromesso la sicurezza dei nostri utenti".

L'ITALIA E' DIVISA IN DUE
Oltre però alle differenze tra l'uso del car pooling tra uomo e donna c'è un evidente divario tra il Nord e il Sud d'Italia. Nelle Regioni settentrionali la pratica dell'auto condivisa è utilizzata e incentivata di più, grazie sia all'attenzione delle amministrazioni locali che dei cittadini. Esemplare è il caso dei Comuni nella Provincia di Bolzano che sono stati prima pionieri del car pooling in Italia attivandosi per creare una rete di auto condivisa sul territorio tramite il sito del Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano e poi, come ha spiegato Christoph Pixner ad OmniAuto.it, hanno deciso di guardare oltre. Tra uno o due mesi l'interfaccia passerà su Passaggio.it, dove apparirà uno spazio dedicato all'offerta e alla domanda di passaggi in auto sul territorio. Anche Autostrade per l'Italia è partita dal Nord per lanciare il "suo" carpooling. "Abbiamo introdotto inizialmente il carpooling nell'area nord di Milano per rispondere ad un'esigenza locale di riduzione dell'inquinamento e di miglioramento della fluidità dell'Autostrada dei Laghi (A8-A9), interessata ad oggi dall'esecuzione di lavori di ampliamento a 3 e 5 corsie", ci ha spiegato Iossa, previsando che è al vaglio la possibilità di estendere l'area di ricerca dei viaggi a tutto il territorio nazionale. Ed è proprio in questa direzione che è stata intanto lanciata la sezione Carpooling Eventi, che consente di trovare compagni di viaggio per raggiungere grandi manifestazioni (concerti, partite, etc) in tutta Italia.

IL PROSSIMO FUTURO
Le integrazioni tra i siti di car pooling e i social network, come FaceBook, o con la telefonia mobile, pensiamo alle applicazioni per smartphone, continueranno ad essere al centro dello sviluppo del car pooling, confermano le nostre fonti. E se c'è chi pianifica un'espansione anche al di fuori dell'Italia, come RoadSharing.com, è opinione condivisa tra queste piattaforme che un intervento da parte del Governo a sostegno del car pooling, magari con campagne informative, darebbe una bella spinta all'auto condivisa, che in un anno ha permesso a questi siti di accrescere in media la propria utenza di 7-8 punti percentuali.

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Tag: Interviste , car pooling , interviste


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