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pubblicato il 12 marzo 2011

Honda CR-Z, l'ibrida "sport"

Divertirsi consumando poco? E' possibile

Honda CR-Z, l'ibrida "sport"
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Auto davvero particolare la Honda CR-Z: una piccola coupé biposto, un segmento dimenticato da tempo, per di più ibrida con cambio manuale, soluzione tecnica che la rende unica nel panorama attuale, ma che Honda aveva già sperimentato con la Insight del 1999, una vettura compatta e carenatissima che ebbe un discreto successo soprattutto negli USA. Se le Insight di ieri e di oggi sono auto che sfruttano il motore elettrico per abbattere i consumi, la CR-Z fa un'altra cosa: usa l'elettricità per farti divertire di più. Il fatto che al benzinaio si risparmi vien da sé. Più che un controsenso si tratta di una possibilità in più che sta prendendo piede negli ultimi anni anche ai massimi livelli del motorsport: l'abbinamento di motore elettrico e termico non solo consente di risparmiare carburante, ma anche di ottenere maggiori prestazioni, come dimostrano le ultime applicazioni nelle competizioni, dal KERS della Formula 1 fino alla 911 ibrida di Porsche, passando soprattutto per i prototipi Le Mans dell'endurance, unica specialità in cui risparmiare carburante può portare dritti al podio più che andare sempre al massimo.

INTEGRATED MOTOR ASSIST
Però diciamolo subito, la Honda CR-Z non è affatto un'auto estrema: 9,9 secondi nell'accelerazione 0-100 km/h e una velocità di punta di 200 km/h sono alla portata delle meglio motorizzate segmento B e C odierne. A cambiare è il modo di godersi l'auto, perché qui il motore elettrico IMA da 14 CV e 78 Nm è in pratica un "turbo" che funziona però a tutti i regimi e rende inaspettatamente brillante un motore - 4 cilindri 1.5 litri i-VTEC 16v da 114 CV e 145 Nm- nato per equipaggiare le Jazz (dunque tutta un'altra pasta di vettura) commercializzate in Giappone e USA. La potenza totale raggiunge così 124 CV a 6.100 giri e la coppia 174 Nm già a 1.000 giri. Non molti, dunque, ma l'erogazione "elettromeccanica" rende l'esperienza di guida diversa da tutte le altre ibride equipaggiate con cambio automatico o CVT. Il sistema IMA condiviso con la Insight ibrida si avvale dello stesso pacco batterie (NiMH da 100,8 V), ma software e parametri sono stati modificati in modo da interagire con il nuovo cambio manuale a 6 rapporti che prende il posto del CVT. Sulla Honda CR-Z debutta inoltre il sistema 3-Mode Drive, tre modalità di marcia che modificano sensibilmente il comportamento della vettura: "Sport", "Normal" ed "Econ".

IL PRECEDENTE CR-X
I progettisti Honda nel tracciare le linee della CR-Z si sono ispirati alla CR-X degli anni '80, una coupé tre porte che si distinse per i bassi consumi (5,7 l/100 km nel ciclo urbano secondo gli attuali standard EPA) in un'epoca in cui il fattore ambientale non destava poi molte preoccupazioni. La CR-Z è un piccolo "cuneo" lungo 4,1 metri e alto meno di 1 metro e 40, che si fa notare per il frontale dalla calandra molto larga raccordato tramite montanti molto inclinati alle fiancate modellate verso l'alto e bruscamente interrotte dalla coda mozza, dominata dal portellone con vetratura a "due dimensioni". Guardando ai dettagli si scopre la cura con la quale è stata studiata l'aerodinamica, come la curvatura del parabrezza, il supporto "ad ala" dei retrovisori, le maniglie coniche, l'antenna dell'autoradio a forma di pinna e il diffusore posteriore in alluminio. Nonostante sia piccola, la CR-Z fa girare i passanti, segno che il design quanto meno colpisce per originalità.

IN CABINA
L'ambiente hi-tech dell'abitacolo è poi studiato per solleticare gli appassionati di tecnologia. In primo piano c'è il quadro strumenti con in primo piano il gruppo contagiri-tachimetro e la barra che in marcia informa su quanta energia si preleva dalla batteria in accelerazione e quanta se ne recupera in decelerazione. Gli altri comandi sono concentrati sui satelliti a sinistra e a destra del volante e tutta la plancia è rivolta verso il guidatore, come si conviene ad una sportiva. Sono tutti ben rintracciabili, anche se per navigare nell'infinità di informazioni fornite dal display sulla destra (tempo trascorso dall'ultimo tragitto, consumo medio, velocità media, etc) bisogna impratichirsi per più di qualche giorno. Molto bello invece il volante di impostazione racing con una forma leggermente a "calice" simile a quello delle Honda più recenti, e la leva del cambio con pomello in alluminio. Bella mossa gli inserti in acciaio lucido sulle maniglie delle portiere e sulla plancia, ed anche i sedili avvolgenti rivestiti in tessuto di ottima qualità, che conferiscono all'abitacolo aria di esclusività. L'abitabilità della Honda CR-Z potrebbe però risultare poco adatte alle "taglie forti" e la panchetta posteriore è più che altro simbolica: accomodarsi per un adulto è impossibile e lo spazio per i piedi è praticamente assente. Meglio sistemarci il seggiolino, anche se piazzare il pupo non sarà neanche operazione semplice. Discreto tutto sommato il bagagliaio da 214 litri: la soglia è alta per via della presenza del pacco batterie sottostante ed abbattendo i sedili sale a 382 litri, ma è più lungo che alto. Non mancano comunque scompartimenti utili a riporre oggetti di uso frequente, come il vano sulla parte superiore della plancia e il pozzetto aperto ricavato sulla consolle centrale.

DUE POSTI METROPOLITANA
Al posto guida della CR-Z ci si sente subito come su una vera coupé: si sta seduti in basso e saldi sui sedili contenitivi, le gambe sono ben distese e la leva del cambio è a pochi centimetri dal volante, pronta ad essere azionata. La visibilità anteriore è ottima, ma per quanto riguarda il posteriore, beh, si deve andare un po'... ad intuito: i larghi montanti posteriori impegnano praticamente tutta la visuale di tre quarti posteriore e per uscire da un parcheggio parallelo alla strada è inutile girarsi a guardare. Osservando dallo specchietto posteriore, la visuale è abbondantemente occupata dalla traversa di rinforzo del portellone, che su strada si trova esattamente all'altezza dei fari delle auto che seguono. D'obbligo è dunque imparare a usare bene i retrovisori laterali. Ma del resto la Honda CR-Z è un'auto che guarda... avanti. Poche vetture offrono sensazioni così diverse premendo un pulsante: è l'effetto del sistema 3-Mode Drive. Nelle modalità "Normal" ed "Econ", a parte la naturale piacevolezza della postura che offrono le coupé ben progettate, ci si sente su una buona compatta cittadina: sterzo leggero, sospensioni efficaci, abitacolo silenzioso ed andatura brillante, che viene smorzata maggiormente in "Econ". E' un programma di marcia ottimo per il traffico, in cui si riduce la sensibilità dell'acceleratore drive-by-wire e il 4 cilindri lavora con una mappatura più dolce, il compressore del clima viene limitato e viene impostato il ricircolo dell'aria, mentre l'assistenza del motore elettrico interviene con discrezione. Si procede ad andature tutt'altro che sportive, ma il vantaggio è che una volta tanto il cambio manuale non è un grosso fastidio in città, perché con il supporto del motore elettrico si usa molto meno.

SPORT FUORI CITTA'
Il tasto "Sport" corrisponde invece alla modalità "ora ci divertiamo": in un istante la CR-Z lo sterzo diventa più fermo, l'acceleratore si fa più reattivo, il motore elettrico spinge di più e, dulcis in fundo, una bella nota sportiva dello scarico filtra nell'abitacolo. La coupé ibrida si trasforma finalmente nella sportivetta che Honda aveva promesso e si scopre un'altra auto. L'inserimento è preciso, l'assetto è sempre composto e l'appoggio è ottimo, ma soprattutto manovrare il cambio è un vero piacere: corsa corta, innesti precisi e un bel "clack" che appaga i guidatori più allegri tanto da spingere all'abuso. In uscita di curva si apprezza poi la maggiore assistenza del motore elettrico che entra in funzione proporzionalmente all'affondare del pedale, fa salire veloce di giri il piccolo 4 cilindri 1.5 aspirato e lo fa girare allegro anche quando, come nella marcia in salita, potrebbe andare in affanno. In realtà sulla CR-Z non si va così forte (ma neanche piano), però la sensazione è quella di grande divertimento. La modalità "Sport" è anche quella più indicata nelle situazioni tipo tangenziale, in cui le doti di ripresa fanno la differenza nei sorpassi e qui la CR-Z ha una marcia in più, dimostrandosi anche un'ottima stradista nei trasferimenti autostradali. Quando si rientra in città si può poi tornare alla modalità "Econ", così si risparmia, anche se dopo circa 200 km di misto guidato col piede pesante non siamo riusciti ad andare oltre i 7 l/100 km. Obiettivo centrato, dunque, perché ci siamo divertiti tanto spendendo (e inquinando) poco.

PREZZI
La gamma Honda CR-Z è composta da cinque versioni - S, Sport, GT, GT Plus e GT Plus i-Pilot - con un listino che parte da 21.800 euro e arrivar a un massimo di 28.100 euro per la 1.5 GT Plus i-Pilot. Di serie su tutti i modelli ci sono 6 airbag, poggiatesta attivi, sistema di controllo della stabilità con assistente alle partenze in salita e Sistema audio radio AM/FM lettore CD/MP3 e climatizzatore.

Scheda Versione

Honda CR-Z
Nome
CR-Z
Anno
2010 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
coupé
Porte
3 porte
Motore
ibrida
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Honda , auto giapponesi , auto ibride


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