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pubblicato il 15 febbraio 2011

Risanare Alfa Romeo senza lo sbocco negli USA "sarebbe impossibile"

Così Marchionne alla Camera, parlando del futuro di Fiat

Risanare Alfa Romeo senza lo sbocco negli USA "sarebbe impossibile"
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Il risanamento di Alfa Romeo senza lo sbocco sul mercato americano "sarebbe impossibile". Lo ha detto oggi l'amministratore delegato del Lingotto e di Chrysler, Sergio Marchionne, durante la sua audizione alla commissione Attività produttive della Camera. Il marchio del Biscione, di cui si è più volte ipotizzata la vendita, ha il suo asso nella manica nell'Alleanza tra Fiat e Chrysler, una partecipazione azionaria destinata a diventare controllo societario che, come ha ribadito Marchionne, serve a entrambe le parti. A Chrysler è utile per risollevarsi dal fallimento e dotarsi di motorizzazioni più efficienti in termini di emissioni e pianali più compatti e alla Fiat serve "perché le permette di portare produzioni in Italia" e contare su un mercato fondamentale per la sorte di Alfa Romeo come quello USA. E per l'Italia il manager ha detto di avere "progetti ambiziosi", mentre proprio stasera partiranno le trattative per lo stabilimento ex Bertone e domani si firmerà l'accordo definitivo per la cessione della fabbrica a Termini Imerese a sette diverse aziende. Ancora in stallo è, invece, l'accordo a Mirafiori dopo l'esito affermativo del referendum.

VIA DA TORINO?
In Italia Sergio Marchionne ha intenzione di produrre 1,45 milioni di vetture (1,650 milioni nel 2014), "tolte le 530.000 che saranno prodotte a Pomigliano e Mirafiori le restanti andranno a Melfi e Cassino", ha detto oggi il manager. Tuttavia "quando anche Chrysler sarà quotata si porrà un problema di governance" e, "se il cuore della Fiat resterà a Torino - dice Marchionne -, la testa deve essere in più posti". Questo significa che a Torino, in base alle intenzioni dell'amministratore delegato, rimarrà la gestione delle attività europee, a Detroit si penserà a quelle americane, ma poi bisognerà pensare anche al Brasile e, in futuro, all'Asia. Marchionne ha specificato che comunque una decisione sul quartier generale della nuova società che sorgerà dalla fusione tra Fiat e Cheysler non è stata ancora presa, molto dipenderà dalla scelta della sede legale. E, affinché la Fiat decida di restare in Italia, è necessario, dice Marchionne, che si realizzino certe condizioni rispetto al Piano Fabbrica Italia. "Fra gli elementi che prenderemo in considerazione ci sarà l'agibilità dei mercati finanziari e le condizioni ambientali in favore del settore manufatturiero - ha spiegato - . Se queste condizioni ci saranno anche in Italia, il paese potrebbe avere un piccolo vantaggio. Fino a quel momento nessuno può dire che la Fiat vuole lasciare l'Italia".

LA PRODUTTIVITA' IN ITALIA "DEVE AUMENTARE, COME I SALARI"
Il Gruppo Fiat ha già confermato di voler realizzare Fabbrica Italia e quindi di aumentare la produzione di auto nel nostro Paese, tuttavia anche oggi Marchionne ha sottolineato che ciò significa "assumersi la responsabilità di sanare quegli handicap produttivi che ci hanno fatto apparire inefficienti al confronto di altre nostre realtà all'estero". Se questo obiettivo del Lingotto verrà raggiunto, promette il Manager, anche i salari italiani verranno aumentati al livello di quelli tedeschi e francesi.

"NEL 2009 SIAMO STATI I PIU' BRAVI DEL MONDO"
Il discorso di oggi alla Camera è servito a Marchionne anche per lodare se stesso e la Fiat. "Nel 2009, lo dico con un po' di presunzione - ha ammesso -, siamo stati i più bravi del mondo. Poi, nel 2010 davanti alla situazione di mercato abbiamo deciso di rinviare nel tempo l'uscita dei nuovi modelli. Se non lo avessimo fatto, ora saremmo in condizioni disastrose", ha spiegato, ricordando di aver convinto "gli americani (di General Motors, ndr) a pagare 2 miliardi per non prendersi Fiat" che era in grave difficoltà.

ENTRO QUEST'ANNO 7 NUOVI MODELLI
Infine, il manager ha ricordato ai parlamentari i tratti salienti del Piano Strategico 2010-2014 presentato agli azionisti il 21 aprile 2010. In riferimento a quest'anno, arriveranno sette novità di prodotto "e anche questa forse è una scelta troppo aggressiva vista la debolezza del mercato", si è detto Marchionne. Poi nella seconda metà del 2012 partiranno le produzioni a Mirafiori di una berlina e un SUV con marchio Alfa e Jeep. Tra i veicoli commerciali, invece, "ci saranno 34 nuovi modelli nel giro di cinque anni, due terzi dei nuovi modelli saranno prodotti da Fiat, mentre 13 da Chrysler. Stiamo lavorando perché l'Alfa Romeo possa tornare sul mercato americano entro la fine del 2012".

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Tag: Mercato , Alfa Romeo , produzione , torino


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