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pubblicato il 15 febbraio 2011

A Termini Imerese non più solo auto

Dopo l'era Fiat, si occuperà anche di cinema, tv, fiori e energia solare

A Termini Imerese non più solo auto

L'impegno finanziario pubblico da 450 milioni di euro è stato messo nero su bianco e la promessa di concedere la fabbrica di Termini Imerese - messa in vendita dal Gruppo Fiat a causa degli elevati costi logistici - a sette delle 31 aziende interessate verrà firmata domani. Così ha deciso il governo, come ha riportato MF-Milano Finanza, che è riuscita a visionare in anteprima l'ultima bozza dell'accordo. L'area industriale verrà quindi suddivisa tra le diverse imprese, come era già stato anticipato pure da OmniAuto.it, e due saranno gli imprenditori auto presenti: Gian Maria Rossignolo e Simone Cimino. Resta ancora in panchina la DR, la Casa molisana che vorrebbe approdare in Sicilia con 4 modelli da produrre in 60.000 unità all'anno, ma la cui manifestazione di interesse - l'unica fra quelle avanzate finora che presuppone l'acquisizione totale dello stabilimento - è pervenuta oltre i limiti di tempo consentiti.

COME VERRA' DIVISA L'AREA PRODUTTIVA DI TERMINI IMERESE
In base a quanto deciso dal governo e dall'advisor Invitalia l'imprenditore Rossignolo (a cui fa capo il marchio De Tomaso) rivelerà lo stabilimento; il Gruppo Cape (presideduto dal finanziere Simone Cimino e al 49% partecipato dalla Regione Sicilia) avrà la superficie dello stabilimento Magneti Marelli; la Ciccolella (florovivaistica), la Einstein multimedia (studi tv), la Biogen (stoccaggio biomasse per energia elettrica), la Lima Corporate (protesi ortopediche) e la Newcoop (gdo e logistica) si prenderanno invece gli spazi tra il porto e la zona industriale. In base alle prime indiscrezioni le auto che verranno prodotte in Sicilia saranno, oltre alle elettriche di Simone Cimino, un mini suv e una city car De Tomaso che avranno un ritmo produttivo pari a circa 35 mila unità all'anno. Un volume che richiederà a Rossignolo un investimento pari a quasi 380 milioni.

450 MILIONI DI EURO DALLO STATO
La riconversione del sito a Termini Imerese costerà in totale, tra investimenti pubblici e privati, un miliardo di euro circa. Dallo Stato italiano arriveranno circa 450 milioni di euro di cui 100 milioni di euro saranno garantiti dal ministero dello Sviluppo Economico e 350 milioni dalla Regione Sicilia (di questi 350 milioni 150 verranno spesi per le infrastrutture).

SINDACATI SEMPRE ATTENTI
L'accordo che verrà chiuso domani non ha comunque tranquillizzato i sindacati, che hanno promesso una vigilanza continua sulle migliaia di posti di lavoro in ballo nella cittadina siciliana. Proprio per venire incontro alle necessità sociali sarebbe stata inserita nell'accordo una clausola che impone alle imprese la permanenza di almeno dieci anni nel sito siciliano. Cgl, Cisl e Uil e Ugl, che hanno incontrato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, hanno infatti già detto che la vera prova della "validità del progetto sarà l'occupazione che l'accordo saprà implementare", come sottolinea l'Adnkronos.

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Tag: Attualità , auto elettrica , auto italiane , produzione , roma


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