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pubblicato il 14 febbraio 2011

Chevrolet Captiva LTZ AWD 2.2 184 CV

C'è tutto di serie e anche in 7 si viaggia comodi

Chevrolet Captiva LTZ AWD 2.2 184 CV
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Più che di semplice restyling per la Chevrolet Captiva si potrebbe parlare di seconda generazione, tanti sono i cambiamenti che la Casa del Cravattino ha apportato alla sua popolare SUV lanciata nel 2006 come prima vettura dello sbarco di "Chevy" in Europa in sostituzione del marchio Daewoo. Alla precedente Captiva, che in Italia ha venduto 25.000 unità in cinque anni (120.000 in tutta Europa), General Motors ha regalato un vestito alla moda, motori Diesel di ultima generazione, nuovi interni e alcune migliorie tecniche che incrementano comfort e sicurezza. Quello che è stato ridotto è invece il listino, che adesso comprende appena tre versioni a partire da 28.100 euro. Sulle Alpi austriache abbiamo percorso qualche centinaio di chilometri con la Captiva 2.2 Diesel LTZ dotata di cambio manuale a 6 rapporti e trazione 4WD, il modello di mezzo della gamma Captiva 2011 e probabilmente quello più interessante il cliente-tipo che ad un SUV medio-grande chiede spazio, comfort e sicurezza sui fondi scivolosi che si possono incontrare in settimana bianca.

LOOK PIU' CAPTIV...O
Comune a tutte le versioni è il look aggiornato secondo gli ultimi dettami stilistici del marchio Chevrolet, a partire dal frontale adesso molto più cattivo (nomen omen). Belli i fari con elementi cilindrici protetti da una carenatura trasparente e il cofano scolpito (che è in alluminio) ben raccordato al paraurti, dal quale partono delle modanature in materiale plastico che circondano i passaruota anteriori e posteriori e sono raccordate da altre due fasce paracolpi sul brancardo. Sulle Captiva LTZ (disponibili solo con il propulsore 2.2 184 CV e la trazione integrale) c'è qualche dettaglio più raffinato, come le barre portatutto, scivolo anteriore e maniglie in color alluminio satinato, cerchi in lega da 19" (con pneumatici 235/50), luci posteriori e terminali di scarico cromati.

INIEZIONE DI QUALITA'
Pur mantenendo l'impostazione e alcuni componenti della precedente Captiva, sulla nuova versione del SUV del Cravattino sono stati migliorati finiture e materiali, accorgimenti che contribuiscono a conferire all'abitacolo un'aria meno "cheap". Sono stati inoltre ridisegnati il quadro strumenti, la consolle centrale che sulla LTZ accoglie il navigatore satellitare di serie con telecamera di retromarcia, e il tunnel, che grazie all'adozione del freno di stazionamento elettrico ha liberato spazio per due portabicchieri e una ulteriore vasca portaoggetti refrigerata a scomparsa. Nel caso del nostro allestimento "top" i sensi sono appagati ulteriormente dai sedili in pelle di serie di buona fattura e dall'ottima visibilità offerta dalla vetratura piuttosto estesa, oltre che dalla comoda posizione di guida offerta dalla regolazione millimetrica a comando elettrico del sedile del guidatore di serie. I comandi sono tutti posizionati in maniera intuitiva e facilmente raggiungibile, tranne quelli al volante (i pulsanti del vivavoce e del cruise control), che costringono a spostare le mani dalla posizione corretta perché posizionati in mezzo alle quattro razze. Confermato anche il sistema di sedili che permette di ospitare 7 persone senza difficoltà, una caratteristica che le concorrenti offrono solamente come optional.

SU STRADA CON 184 CV
La Captiva LTZ del nostro test è dotata della motorizzazione 2.2 litri da 184 CV e 400 Nm di coppia con cambio manuale a 6 rapporti e sistema di trazione integrale ITCC (Intelligent Torque Controlled Coupling) che distribuisce la forza propulsiva fra gli assi anteriore e posteriore. In moto si apprezza la silenziosità del propulsore e il limitato livello di vibrazioni ad ogni regime, grazie ad una nuova testata bialbero che contribuisce anche a migliorarne l'efficienza e ad un lavoro di insonorizzazione ben eseguito, che oltre ai decibel del motore non fa filtrare a bordo il rumore da rotolamento delle gomme, neanche quelle termiche, che in Austria nella stagione invernale sono giustamente obbligatorie. Pur dovendo sobbarcarsi una massa non indifferente - la nostra Captiva pesa ben 1.953 kg a vuoto - il turbodiesel svolge serenamente il suo lavoro, facendo sembrare veritiero il dato di accelerazione dichiarato di 9,6 secondi da 0 a 100 km/h, anche se i consumi non sono certo da primato: percorrendo centinaia di chilometri in salite e tornanti, comunque senza troppi riguardi per il pedale dell'acceleratore, abbiamo rilevato una media di circa 9 l/100 km. In virtù della massa e della tipologia di vettura è inutile aspettarsi un comportamento sportivo del nuovo SUV Chevrolet, che comunque non è afflitto da rollio e beccheggio eccessivi. I tecnici Chevrolet sapevano che questo era un punto debole della vecchia Captiva ed infatti le sospensioni McPherson all'anteriore e a quattro bracci al retrotreno sono state aggiornate con molle più rigide, barre antirollio più grandi e boccole di nuova concezione. Per quanto riguarda l'elettronica di assistenza alla guida, è stato introdotto il sistema Hill Start Assist (HSA), che evita l'arretramento del veicolo nelle partenze in salita mentre per le discese più ripide e su fondi scivolosi c'è il sistema di DSC (Descent Control System) che, se attivito, limita automaticamente ad una manciata di km/h la velocità. Il guidatore deve concentrarsi soltanto sullo sterzo, trascurarando del tutto il pedale del freno.

Scheda Versione

Chevrolet Captiva
Nome
Captiva
Anno
2006 (restyling del 2010) - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Chevrolet


Listino Chevrolet Captiva

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
LT 2wd 2.2D 163cv anteriore diesel 163 2.2 7 € 29.230

LISTINO

LTZ awd 2.2D 184cv 4x4 diesel 184 2.2 7 € 35.300

LISTINO

LTZ awd 2.2D 184cv auto 4x4 diesel 184 2.2 7 € 36.600

LISTINO

 

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