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pubblicato il 12 febbraio 2011

Fiat conferma l'investimento in Italia

Fabbrica Italia si farà. Incerto il trasferimento da Torino

Fiat conferma l'investimento in Italia

Il Gruppo Fiat ha confermato la volontà di investire in Italia per 20 miliardi di euro entro il 2014, ma sembra ancora in bilico il ruolo di Torino a seguito di una prossima fusione con Chrysler. L'ipotetico trasferimento negli USA ''non è un problema di oggi e nemmeno di domani'', secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, presente insieme ai ministri dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dell'Economia, Giulio Tremonti, all'incontro di oggi a Palazzo Chigi tra il premier Silvio Berlusconi e l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, e il presidente del Gruppo John Elkann. Tuttavia, anche se Marchionne ha confermato che Fabbrica Italia si farà, John Elkann è stato piuttosto vago sull'ipotesi di trasferirsi negli USA: "Dipende da noi - ha detto in un'intervista al Sole 24 Ore -. Quel che ho capito è che sopravvivono solo le organizzazioni capaci di evolversi e di adattarsi. Dobbiamo, ciascuno di noi e le nostre aziende, rimetterci sempre in discussione, partendo dalla realtà, non dai nostri desideri o aspirazioni". Comunque ottimista il sindaco della città, Sergio Chiamparino. "Mi sembra che oggi si sia compiuto un passo avanti - ha commentato al termine della riunione -. Oggi sono stati formulati impegni in un tavolo istituzionale impegnativo, ma devono essere conquistati ogni giorno". Meno soddisfatti, invece, i sindacati, esclusi dall'incontro di questa mattina.

UNA SEDE NEGLI USA "NON E' UN PROBLEMA DI OGGI NE' DI DOMANI"
L'apertura di una sede Fiat negli Stati Uniti "non è un problema di oggi e nemmeno di domani", dice Sacconi e Pieferdinando Casini auspica che si arrivi a "un percorso comune tra Fiat, governo ed enti locali per costituire un gruppo multinazionale solido in Italia anche attraverso il finanziamento dello sviluppo tecnologico e della ricerca". Fiat ha infatti confermato in maniera definitiva la volontà di investire nel nostro Paese e "il Governo ha preso atto positivamente delle intenzioni manifestate dalla Fiat e del suo ruolo sul mercato globale", come si legge nella nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio al termine dell'incontro con i vertici di Fiat a Palazzo Chigi. ''L'esecutivo - prosegue il comunicato stampa - ha inoltre confermato che concorrerà a realizzare le migliori condizioni di competitività perchè gli investimenti previsti in Italia siano il volano per raggiungere il più alto posizionamento rispetto ai concorrenti del settore''.

TORINO E' SODDISFATTA, MA SERVONO ALTRI PASSI AVANTI
Sebbene soddisfatto, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha ammesso, al termine dell'incontro, che realizzare Fabbrica Italia "non è facile". "Siamo in un mercato competitivo in cui c'é una sovrapproduzione mondiale di 30 milioni di auto", ha ricordato, per questo la sola conferma di Fiat non basta, servono, secondo il sindaco, "ulteriori passi in avanti nel governo degli stabilimenti, con una maggiore partecipazione, attraverso un percorso da costruire". E su questo, dice che c'è stata un'intesa anche del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Serve un sistema che coinvolga maggiormente i lavoratori nei processi aziendali", ha insistito, "l'evoluzione di questo progetto dipende anche dallo sforzo comune".

SECONDO LA CGIL QUESTO INCONTRO E' SOLO "UNA PASSERELLA"
Commenti poco positivi sull'incontro di oggi sono arrivati da parte dei sindacati. Dalla Cgil in testa. La segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, ritiene che ''se ci fosse stata davvero la volontà effettiva di avviare un confronto sul piano industriale che rimane ancora misterioso ci sarebbe stata sicuramente la convocazione anche delle organizzazioni sindacali''. Secondo Camusso infatti la riunione di oggi "è solo una passerella". Quello che continua a chiedere la Cgil-Fiom, che non ha firmato gli accordi su Pomigliano e che ha votato no a Mirafiori, è di conoscere il piano industriale annunciato dalla Fiat, "come si struttura, capire che conseguenze ha e come le alleanze internazionali possano influire o meno. Se non c'è un governo in grado di essere autorevole nei confronti di una grande impresa la si insegue come l'incontro di oggi dimostra", ha concluso la Camusso.

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Tag: Attualità , auto americane , detroit , auto italiane , roma , torino


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