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pubblicato il 5 febbraio 2011

Marchionne: fusione Fiat-Chrysler e poi via da Torino

In futuro una sola azienda con sede negli USA

Marchionne: fusione Fiat-Chrysler e poi via da Torino

Fiat e Chrysler diventeranno un'unica compagnia entro due o tre anni e la sede potrebbe essere negli Stati Uniti. L'annuncio shock è dello stesso Sergio Marchionne in occasione della tavola rotonda tenutasi ieri a San Francisco e organizzata dalla J.D. Power and Associates e il NADA (North American Dealer Association), l'associazione che riunisce i concessionari americani.

IPOTESI FIAT LONTANO DA TORINO
"Sono ipotesi", ha detto Marchionne, ma è la prima volta che l'AD di Fiat e Chrysler parla - seppur con il condizionale - di un rovesciamento del genere con il trasferimento del quartier generale a Auburn Hills. Questo non accadrà naturalmente prima che i debiti contratti con il governo americano siano ripagati, si ritorni alla profittabilità in modo stabile e sia possibile iniziare l'offerta pubblica di titoli già da quest'anno con l'uscita progressiva di Washington e la conquista progressiva della maggioranza azionaria di Chrysler da parte di Fiat Auto ora al 25%.

LA SCALATA, IL DEBITO MATERIALE E QUELLO MORALE
Partita fondamentale in questa scalata sarà la rinegoziazione del debito con il Governo americano per i quali dice di pagare attualmente "tassi da ". Un'affermazione che i rappresentanti dell'amministrazione Obama non hanno commentato, ma controbilanciata dall'ammissione che "Chrysler ha un profondo debito di gratitudine nei confronti dei contribuenti americani e canadesi. Non c'é dubbio che la determinazione e il coraggio mostrato dai governi americano e canadese è stato unico. Riconosciamo di avere una responsabilità morale e intendiamo mostrare la nostra gratitudine adempiendo ai nostri impegni e restituendo ogni centesimo che ci è stato dato". L'aiuto verrà dalle banche e novità sono attese in merito già nel mese di marzo, Marchionne inoltre punta a un finanziamento governativo di 3 miliardi di dollari per lo sviluppo di un'auto ad elevata efficienza.

L'ITALO-CANADESE SI COCCOLA LA CHRYSLER
Nel corso della sua relazione inoltre Marchionne ne ha avute per tutti a cominciare da Carlos Ghosn, alludendo al fatto che continui a condurre Renault e Nissan come se fossero entità separate, facendo capire che è assurdo per una casa automobilistica avere una struttura bicefala. C'è anche l'ennesimo messaggio per Wolfsburg: "Fino a quando sarò CEO di Fiat e Chrysler, il signor Piech non avrà mai l'Alfa Romeo. Gliel'ho detto in faccia. State alla larga". Anche l'accordo con Tata, attraverso Fiat India Automobiles partecipata al 50% per la distribuzione in India, non dà i risultati sperati. Non è mancata la stoccata al Bel Paese: "Lo stabilimento di Mirafiori - ha dichiarato - è fondamentale per il progetto di Fabbrica Italia, ma nel Bel Paese si fa troppa politica". Ha poi snocciolato tutti i progressi ottenuti da Chrysler ormai in nero operativo per 763 milioni di dollari e con una liquidità di 9,6 miliardi di dollari. Anche la rete dove ha fatto la sua parte investendo 304 milioni di dollari e, nonostante questo, l'80% ha dichiarato profitti, come non accadeva dal 2000. Fino al 2015 saranno spesi altri 500 milioni di dollari e per il 2011 le previsioni di vendita sono di 2 milioni con aumento del 25% rispetto al 2010 mentre il mercato interno si attesterà intorno ai 12,7 milioni di auto.

STANOTTE A TORINO QUALCUNO NON HA DORMITO
Intanto le dichiarazioni di Marchionne hanno fatto rotolare dal letto molti a Torino a cominciare dal sindaco Sergio Chiamparino che ha chiesto un incontro urgente. A spaventare è il fatto che Marchionne, anche se con una battuta, ponga l'ipotetico trasferimento del quartier generale al 2014, quando cioè si tireranno le fila del piano industriale presentato dall'AD italo-canadese. A quel punto Marchionne potrebbe avere le mani libere e, con una Chrysler in accelerazione e una Fiat che fatica ad avviare Fabbrica Italia, dare seguito alla trasformazione di Fiat-Chrysler in Chrysler-Fiat. Intanto il prossimo 7 marzo iniziano i colloqui con i sindacati per il passaggio del personale di Pomigliano alla newco che dovrebbe produrre la nuova Panda. Vedremo se in quell'occasione a parlare sarà il Marchionne italiano o quello nordamericano.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , auto americane , detroit , auto italiane , dall'estero , torino


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