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Curiosità

pubblicato il 6 febbraio 2011

Bosch compie 125 anni

L'epopea di Robert nacque da una scintilla, come una nuova idea

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Il 1886 è stato un anno fatidico per l'automobilismo: 125 anni fa, nel giro di alcuni mesi, Karl Benz brevettò la sua Patent Motorwagen e Robert Bosch diede i natali all'omonima azienda. Quella di Bosch si può definire senza mezzi termini "una bella storia".

ROBERT, IL PADRE FONDATORE
Robert Bosch, classe 1861, nacque nella provincia tedesca del Sud, in Baden-Württemberg (nei pressi di Ulm), da un'umile e numerosa famiglia di agricoltori. Intraprese gli studi tecnici e fu quindi impiegato in Edison e in Siemens. Tuttavia l'ambizione di Robert fu tale che, dopo le prime esperienze professionali, egli si dedicò senza mezzi termini all'idea di poter fondare un'azienda, da gestire secondo le proprie pulsioni. Fu così che nel novembre del 1886 nacque, a Stoccarda, l'Officina di Precisione Meccanica ed Energia Elettrica di Robert Bosch. Le attività erano incentrate nel settore elettromeccanico, con particolare attenzione alle applicazioni industriali. Da tempo Bosch cercava l'idea "giusta" su cui investire e, dopo meno di un anno di attività, trovò negli uffici tecnici della Deutz qualcosa da cui prendere spunto: il sistema di accensione a magnete, che sviluppò negli anni successivi.

L'IDEA DI CANDELA SCOCCO' COME UNA SCINTILLA
A questo punto, però, occorre fare una precisazione di ordine tecnico. Oggi diamo per scontate realtà che oltre un secolo fa non lo erano affatto, come appunto il sistema di accensione comandata dei motori a scoppio: il modo per incendiare il carburante dentro la camera di scoppio era a quei tempi un vero limite dello sviluppo motoristico. Di approcci ne furono sperimentati a bizzeffe e fu il più noto tra i pionieri dell'automobilismo, Karl Benz, a dare la prima soluzione al problema con una sorta di candela ante litteram. Propose infatti di utilizzare il tubo incandescente, idea, a onor del vero, appartenente a Gottlieb Daimler. In realtà il tubo incandescente, seppur il migliore dei sistemi di accensione per applicazioni automobilistiche noti all'epoca, non garantiva né la necessaria affidabilità né adeguati margini di sviluppo. L'idea di Daimler era del 1883, ma già dagli anni Settanta del '800 vi erano motori industriali con accensione mediante magnete e candela. La Deutz utilizzò tale sistema, concepito dalla Siemens, a partire dal 1877 e, quattro anni dopo, lo stesso Nicholaus Otto sfruttò il principio nel suo motore a benzina a quattro tempi. Bosch iniziò a produrre magneti per il sistema Siemens-Deutz già dal 1887 e la sua intuizione fu quella di applicare l'accensione a magnete ai piccoli motori automobilistici: nel 1897 mosse i primi passi un triciclo a motore con accensione Bosch. Anche se, come abbiamo visto, l'idea di base non era nuova, fu un'autentica rivoluzione per lo sviluppo dell'automobile: il magnete era affidabile e soprattutto permetteva, con i dovuti accorgimenti, di far scoccare la scintilla al momento giusto: l'uovo di Colombo!

LA CRESCITA DEL NOVECENTO
Da allora l'azienda di Robert Bosch iniziò una crescita vertiginosa: la produzione su scala industriale fu avviata nel 1901 e poco più di quindici anni dopo la Robert Bosch fu trasformata nella Bosch AG, società per azioni. In quel periodo la produzione fu ampliata, includendo anche i gruppi ottici. Ben presto si unirono a fari e magneti i tergicristalli e, in un secondo tempo, le pompe di iniezione per motori a ciclo Diesel. All'affacciarsi degli anni Trenta l'azienda superava già la soglia dei quarant'anni di attività, predisponendosi per una nuova fase industriale: grazie alla Junkers - acquisita nel 1932 - la Bosch avviò il business parallelo degli utensili e degli elettrodomestici, che si affiancarono al settore automotive contribuendo ad un'era di grande sviluppo. Nello stesso decennio esordì la linea di accessori audio per auto sotto il marchio Blaupunkt, mentre i contemporanei accordi politici con il Giappone sfociarono curiosamente in una joint-venture con la concorrente nipponica Denso (che si strinse una volta terminata la Seconda Guerra Mondiale).

TRA IL MITICO "I.E." E IL COMMON RAIL, CI SONO ABS E ESP
Il Secondo dopoguerra fu - ovviamente - il periodo di maggior floridità per l'azienda tedesca: furono sviluppati i sistemi di alimentazione, che sfociarono nella prima applicazione su larga scala del 1966, l'iniezione elettronica. Dopo i primi motori montati sulle Volkswagen 1600 LT per gli USA, fu perfezionata dieci anni dopo tramite l'introduzione della sonda Lambda per il controllo dei gas di scarico. Tra i brevetti Bosch che rivoluzionarono l'automobilismo dagli anni '70 in poi, si contano una serie di pietre miliari sulla strada del miglioramento della sicurezza attiva. Fece da apripista il sistema ABS, dalla cui base tecnologica si svilupparono per affinamenti successivi l'ASR e, soprattutto, l'ESP. Intanto, sin dai primi anni Ottanta, i sistemi di iniezione ed accensione integrate "Motronic" quasi monopolizzarono il mercato dell'automotive. Nel decennio successivo la Bosch avviò gli studi per l'industrializzazione del common-rail, ovvero l'applicando i concetti base di un sistema di iniezione indiretta di benzina ad un diesel ad iniezione diretta. L'idea, concepita dal Centro Ricerche Fiat, entrò immediatamente nelle mire del colosso tedesco che ne acquisì i diritti dalla Casa torinese, fondando i pilastri per lo sdoganamento dei motori diesel. Da qui, l'incessante sviluppo di questa tecnologia si protrae ormai da quasi vent'anni.

L'ATTENZIONE PER L'UOMO E LA SICUREZZA
L'azienda, il cui logo - occorresse precisarlo - è la stilizzazione del disegno tecnico di un magnete, ha sempre avuto un lato umanitario. Robert Bosch era un magnate illuminato: fu tra i primi, agli albori del Novecento a garantire adeguate condizioni lavorative agli operai. Introdusse la giornata lavorativa di otto ore e devolse buona parte degli utili della sua AG in beneficenza, costruendo anche un ospedale e varie opere sociali. La Bosch ben presto creò una fondazione senza scopo di lucro e fu attiva - come altre aziende europee di quel periodo - nella salvaguardia "occulta" delle comunità ebraiche, proteggendo quanta più gente possibile dall'orrore delle deportazioni. Con la progressiva diffusione delle tecnologie di ausilio alla guida ABS e ESP, il supplier tedesco promuove la sicurezza stradale con manifestazioni ed eventi che dimostrino l'efficacia dei sistemi di sicurezza attiva nella riduzione degli incidenti stradali. Per il futuro, Il progresso tecnico passerà anche dalle tecnologie ibride ed elettriche applicate alle automobili: l'azienda con sede a Gerlingen avrà sicuramente un ruolo importante in questo processo. Insomma, è vero: praticamente non c'è autoveicolo al mondo che non "indossi" un componente che non si riallacci al nome di Bosch. Ma oggi sappiamo che dietro questo marchio c'è un'incredibile storia lunga 125 anni!

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Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Curiosità , VIP


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