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pubblicato il 3 febbraio 2011

Subaru Trezia, pragmaticità giapponese

Adatta a qualsiasi tipo di percorso, da il meglio di sè quando è turbodiesel

Subaru Trezia, pragmaticità giapponese
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Trazione integrale, motore boxer, Subaru: automobilisticamente parlando, potrebbero essere considerati quasi dei sinonimi. Poi ci sono le eccezioni: per limitarci ai tempi recenti, un esempio è l'ultima Justy, utilitaria a trazione anteriore e propulsore a tre cilindri in linea, "fotocopia" della Daihatsu Sirion nel gioco a incastri delle joint-venture e partecipazioni del gigante Toyota. Ora che la Justy è uscita di scena, il suo posto viene preso dalla Trezia, la nuova monovolume di segmento B, anch'essa a trazione anteriore e con motore a 4 cilindri in linea. Non che la Justy sostituisca la Trezia, sia chiaro: le vetture coprono segmenti di mercato completamente differenti. Piuttosto, la Justy non ha un'erede e il suo posto alla base della gamma viene ora occupato dall'ultima nata, la cui mission è quanto mai articolata: occupare un segmento inedito per la Casa, allargare la quota di mercato Subaru e ridurre le emissioni di anidride carbonica della gamma, ora che la deadline del 2012 (130 g/km per tutti) imposta dall'Unione Europea si sta avvicinando.

PRAGMATICITA' GIAPPONESE
"Figlia" degli accordi commerciali con Toyota (che detiene una quota di poco inferiore al 15% in Fuji Heavy Industries, proprietaria di Subaru), la Trezia è "gemella" della Verso S. Rispetto al passato, però, quando la Casa delle Pleiadi si limitava ad apporre il proprio Marchio sulle vetture fornite da Toyota, la collaborazione tra le due Case giapponesi è stata più stretta: ingegneri Subaru hanno affiancato i colleghi per la definizione di un prodotto condiviso. Detto questo, motori e cambi appartengono alla Casa delle due ellissi, che già li monta su Yaris, iQ, Urban Cruiser... Si tratta dell'1.3 VVT-i, a benzina, e dell'1.4 D-4D, turbodiesel common rail. Il primo eroga 99 cavalli, il secondo 90.

D-4D PER UNA VETTURA "COMPLETA"
Approfondite ricerche di marketing mostrano come le BMPV, più familiarmente monovolume intorno ai quattro metri di lunghezza, possano ricoprire il ruolo di seconda vettura di famiglia. Molto spesso, però, in modo particolare nei nuclei più giovani, costituiscono l'unica auto di casa. Specialmente in questo caso, ci sentiamo di consigliare la motorizzazione turbodiesel. Non per una questione di costi, - anzi, bisogna percorrere molti chilometri per recuperare i 2.000 euro di sovrapprezzo - quanto di guidabilità. La coppia del diesel, 205 Nm tra 1.800 e 2.800 giri (contro 125 Nm a 4.000), assicura infatti riprese più pronte, una marcia più fluida e un minore ricorso al cambio. Un'elasticità superiore che emerge in particolare nelle condizioni più classiche di utilizzo familiare: a pieno carico. Inoltre, il D-4D è l'unico dei due motori a poter essere abbinato al cambio robotizzato M-MT a sei marce, una manna in mezzo al traffico: non è rapidissimo come il DSG Volkswagen, né morbido negli innesti come un automatico tradizionale, oltre a costare 800 euro e implicare un lieve peggioramento dei consumi, da 23,3 km/l a 22,7 km/l. Ma quando si capisce come prevenire un certo "effetto elastico" nei passaggi di marcia è difficile farne a meno.

SPIRITO DI ADATTAMENTO
Urbano, extraurbano, autostrada: come detto, la Trezia nasce per essere una vettura "completa" e tale si dimostra su qualsiasi tipo di percorso. In città, per esempio, non si tarderà ad apprezzare la compattezza della carrozzeria, sotto i 4 metri di lunghezza (3,99), quando molte rivali hanno superato di slancio i 4,2 metri (4,29 la Meriva): un vantaggio sensibile in manovra. Il passaggio sui fondi sconnessi mette in luce un assetto non morbidissimo, ma in grado di smorzare le vibrazioni e di non innescare mai fastidiosi colpi secchi. Un buon compromesso che consente alla nipponica di muoversi con disinvoltura anche fra le curve di un misto di montagna. Premessa: si tratta di una vettura familiare dal baricentro rialzato, quindi sarebbe illogico pretendere una reattività da sportiva. Detto questo, ci si sposta da una curva all'altra con discreta agilità e con pochi movimenti di braccia (grazie alla buona prontezza di sterzo), con il D-4D che conduce rapidamente fuori dalle curve anche quando la lancetta si trova al di sotto dei 2.000 giri. Discorso diverso con l'1.3 VVT-i: i 125 Nm soffrono un po', più che altro in salita, e bisogna andargli incontro con il cambio: un comando peraltro riuscito, con innesti secchi e corsa corta. Infine, l'autostrada: a 130 km/h sono solo i fruscii aerodinamici a limitare il comfort. Peccato, perché l'insonorizzazione di motore (benzina e diesel) e rotolamento pneumatici è efficace. Come in extraurbano, poi, il turbodiesel sfoggia una verve superiore nei cambi di ritmo rispetto al benzina.

PARTENZA AL GRAN COMPLETO
Due numeri dicono più di molte parole: 429 e 1.388. Sono i litri di capacità del bagagliaio, al top del segmento. La Opel Meriva, per esempio, fa segnare un range di 400-1.500, mentre la Lancia Musa si attesta su 390/1.488. Tradotto in termini "empirici", c'è spazio in abbondanza per non dover fare il gioco della torre con le valigie della moglie, le biciclettine dei figli, varie ed eventuali... Anzi, per gli amanti delle due ruote a pedali è previsto un apposito portabiciclette da tetto, mentre per i carichi extra sono disponibili le barre portatutto. E non è finita: il vano di carico può essere infatti personalizzato anche con delle "vasche" in materiale plastico espanso, a loro volta suddivise in vani di varie forme e dimensioni, per trattenere gli oggetti più piccoli altrimenti liberi di "vagare" per il bagagliaio a ogni curva. Da segnalare, in tema di praticità, il piano di carico regolabile su due altezze e le leve per l'abbattimento a distanza degli schienali posteriori: si trovano ai lati del bagagliaio e consentono di non effettuare contorsioni alla ricerca del tasto sul sedile. Inoltre, e qui si vede tutta l'esperienza Toyota in materia, con un solo movimento si ottiene un piano di carico completamente piatto, senza bisogno di rimuovere i poggiatesta posteriori o di alzare la seduta del divano. L'unica mancanza, dunque, resta quella dei sedili posteriori scorrevoli: una soluzione che avrebbe permesso di modulare secondo le esigenze il volume interno.

IN QUATTRO COMODI, IN CINQUE COSì COSI'
Se lo spazio per le valigie non manca, altrettanto vale per gli occupanti. Il guidatore gode delle regolazioni in altezza del sedile e in profondità del volante, che però rimane sempre un po' troppo basso, vicino alle gambe. Chi siede dietro ha dalla sua, invece, il pavimento completamente piatto, privo cioè del fastidioso tunnel che ruba spazio ai piedi: anche in questo caso la "chicca" è firmata Toyota, che da qualche anno ormai ha abituato a questa soluzione. Nonostante questo, però, tre adulti non sono esattamente comodi sul sedile posteriore: è facile infatti che vengano a contatto con le spalle. Meglio riservare il posto dietro al centro a un bambino.

LA PRATICITA' E' TUTTO
Auto razionale per famiglie che non badano troppo all'immagine, la Trezia ha tra i propri punti di forza i numerosi vani portaoggetti: davanti al passeggero ci sono due ampi cassetti (in quello superiore si trovano le connessioni Aux e i-Pod), mentre la plancia, il tunnel e i pannelli porta sono disseminati di tasche, vani e portalattine che soddisfano ogni esigenza. Funzionalità, dunque, che sulla Subaru non fa rima con materiali e finiture di qualità. Le plastiche sono infatti rigide al tatto e non si può certo dire che l'abitacolo dia un senso di ricercatezza: per quanto moderna, la plancia è priva di "guizzi" di stile.

LISTINO EQUILIBRATO
Per vetture low-cost rivolgersi altrove: la Trezia non è certo la più economica della categoria. Tuttavia, se si analizzano contenuti e dotazioni, si capisce come la richiesta dei giapponesi non sia certo "esosa": 15.980 e 17.180 euro per le versioni Comfort e Trend (2.000 euro in più con il motore diesel), 21.480 euro per la top di gamma Exclusive, in abbinamento al solo D-4D. La versione base offre, fra gli altri, lo stereo con lettore CD MP3, la chiusura con telecomando, il climatizzatore manuale, prese Aux e USB, il computer di bordo e gli specchietti regolabili e riscaldabili elettricamente. La Trend aggiunge il piano di carico regolabile su due livelli, il pomello del cambio e il volante in pelle, i cerchi in lega da 16 pollici e i fendinebbia. Infine, la più costosa Exclusive include nella dotazione di serie la telecamera posteriore, il sistema multimediale con schermo da 6 pollici e vivavoce Bluetooth, il tetto in cristallo con tendina elettrica, il bracciolo posteriore, il climatizzatore automatico, il keyless access e il sensore luce.

Scheda Versione

Subaru Trezia
Nome
Trezia
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Subaru , auto giapponesi


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