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pubblicato il 1 febbraio 2011

Bloccata la produzione di auto in Egitto

L'instabilità politica costringe GM, Daimler, BMW, Nissan e VW alla ritirata

Bloccata la produzione di auto in Egitto

Catene di montaggio bloccate. Sollecitazioni a rimpatriare. Carichi di auto dispersi. Succede in Egitto, dove l'incerta situazione politica e le sommosse di questi ultimi giorni hanno spinto Nissan, General Motors, Daimler e BMW a fermare la produzione per questioni di sicurezza. "Stanno tutti bene", si legge su Automotive News Europe, ma la preoccupazione per il prossimo futuro è così alta che le case auto hanno invitato i loro dipendenti a rientrare in patria, senza sapere tra quanto tempo sarà possibile ricominciare ad assemblare auto in Egitto. E mentre sia Daimler che GM hanno fatto sapere che stanno monitorando costantemente la situazione senza però alcun rientro in corso, BMW ha annunciato che due dei suoi impiegati sono in volo verso la Germania insieme alle loro famiglie.

La stessa cosa ha fatto Nissan, che ha chiesto ai suoi di tornare in Giappone. Al momento però non è noto se qualcuno ha accettato, ne tantomeno qual è la loro identità. L'unica comunicazione ufficiale riguarda la volontà del costruttore giapponese di riprendere il lavoro il prima possibile. Vale la pena a questo punto ricordare che l'anno scorso sono state prodotte nello Stato del Nord Africa 10mila Nissan (tra cui il modello X-Trail) e che ne sono state vendute 12.000 su tre milioni e mezzo di unità vendute in tutto il mondo. Infine, un'ultima comunicazione riguarda Volkswagen AG, che a causa delle sommosse ha sospeso le spedizioni verso l'Egitto. Il carico di auto sarebbe però attualmente bloccato in un luogo non precisato dalle agenzie di stampa in attesa di conoscere il suo destino.

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Tag: Attualità , produzione , dall'estero


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