dalla Home

Mercato

pubblicato il 31 gennaio 2011

Toyota è la prima casa auto per riserva di liquidità

Seguono il Gruppo Volkswagen, General Motors e Ford

Toyota è la prima casa auto per riserva di liquidità

La Toyota è la casa automobilistica con le maggiori riserve di liquidità e con oltre 48,3 miliardi di dollari (35,5 miliardi di euro) è la seconda azienda al mondo per disponibilità di liquidità dopo la General Electric saldamente in cima con 78,4 miliardi di dollari (57,6 miliardi di euro). È quanto emerge dalla ricerca effettuata dalla famosa agenzia di valutazione americana Standard&Poors sulla base dei dati provenienti dalla top 50 delle aziende quotate in borsa in tutto il mondo.

VOLKSWAGEN SECONDA, GENERAL MOTORS RINATA E TERZA
Dopo Toyota, la casa con più denaro immediatamente disponibile nelle proprie casse è il Gruppo Volkswagen con 34,6 miliardi di dollari (25,4 miliardi di euro) che si situa al settimo posto assoluto, immediatamente seguita dalla General Motors con 33,5 miliardi di dollari (24,6 miliardi di euro) che sembra miracolosamente rinata dopo l'amministrazione controllata e l'imponente iniezione di denaro pubblico. Chi invece ha fatto tutto da sola è la Ford, quarta tra costruttori auto con 23,7 miliardi di dollari (17,4 miliardi di euro).

LA FIAT SPA AL QUINTO POSTO
A sorpresa, al quinto posto (il 25esimo in generale) troviamo la Fiat SpA che ha in cassa 16,4 miliardi di dollari pari a oltre 12 miliardi in euro. La Honda ha 15,1 miliardi (11,1 in euro), la Daimler 13,2 miliardi (9,7 in euro), il gruppo BMW si ferma a 12,7 miliardi (9,3 in euro) e ha ad un'incollatura PSA Peugeot-Citroen con 12,5 miliardi di dollari, pari a poco meno di 9,2 miliardi di euro. Se si sommano le riserve di queste 9 aziende, si arriva a 210 miliardi di dollari, ovvero 154,3 miliardi di euro e questo dà la dimensione della capacità che ha ancora questa industria di generare profitti. Queste cifre infatti si riferiscono non alla ricchezza cartacea, ma all'effettivo potere di spesa che però influenza i valori in borsa e dunque la valutazione dell'intero patrimonio delle singole aziende.

USA E EUROPA PAREGGIANO NEL NUMERO DELLE AZIENDE
Da rimarcare che in questa top 50 l'Europa e gli USA si spartiscono 17 posti a testa, anche se il peso delle aziende americane è nettamente maggiore con 458,2 miliardi di dollari contro 287,7 miliardi mentre l'area Asia-Australia è a quota 13 aziende dotate complessivamente di 270,1 miliardi di dollari. Il Sudamerica ha una sola presenza, ma è di quelle pesanti visto che la Petroleo Brasileiro S.A. - Petrobras con 34,7 miliardi di euro (oltre 25,5 in euro) è la compagnia energetica di gran lunga più dotata di denaro liquido. A testimoniare il ruolo emergente delle società energetiche è il 21esimo posto dell'Enel, con 19,3 miliardi di dollari (14,2 in euro) mentre oramai non stupiscono più le dimensioni di Google che, con 33,4 miliardi di dollari pareggia la General Motors.

MA L'EUROPA STRAVINCE SU TUTTI PER DENARO IN CASSA
Analizzando invece il settore automobilistico in particolare, l'Europa vince a tutto campo per numero di aziende auto, cinque contro le due a testa di USA e Giappone, e per quantità di denaro. Il Vecchio Continente può mettere infatti sul piatto 89,4 miliardi di dollari (65,7 miliardi di euro) e di questi ben 60,5 (44,5 in euro) sono di provenienza tedesca, più di quanto possano fare GM e Ford insieme he si fermano a 57,1 miliardi (42 in dollari). Meglio può fare il Giappone con 63,4 miliardi di dollari pari a 46,6 miliardi di euro.

LA PRUDENZA COSTA, MA PREMIA
Dati dunque interessanti che, oltre a misurare la solidità delle aziende, danno anche un indice del loro stile manageriale orientato più alla prudenza che al ricorso del credito azionario, obbligazionario, bancario e a tutte gli altri tipi di attività finanziaria per portare avanti i loro business. Non stupisce dunque come una casa come Toyota, che più di altre ha pagato la crisi nelle vendite, sia ancora straordinariamente forte dal punto di vista finanziario. Molti economisti non giudicano positivamente questo atteggiamento perché avere la disponibilità immediata della propria ricchezza ha tendenzialmente un costo superiore al denaro chiesto in prestito pur offrendo maggiori sicurezze. Insomma, andare allo sportello per avere denaro alla fine costa meno che tenerlo sotto la mattonella.

L'ESPERIENZA DI TOYOTA
Spesso alla base di queste scelte ci sono una filosofia e soprattutto un'esperienza. La Toyota, a questo proposito, rappresenta un esempio. All'inizio nel 1950 infatti la casa giapponese affrontò una crisi finanziaria durissima, con debiti che ammontavano a 8 volte la propria capitalizzazione, e dovette chiedere aiuto a un consorzio di 24 banche che condizionarono il proprio aiuto a una pesantissima ristrutturazione e a un allontanamento della famiglia Toyoda dalla presidenza. Un errore che la casa non ha più compiuto inanellando anni ininterrotti di profitto e accumulo di riserve fino all'anno fiscale 2008 nel quale ha registrato per la prima volta una perdita di 350 miliardi di yen, pari a circa 2,9 miliardi di euro (al cambio attuale). Meno male che sotto la mattonella...

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Toyota , auto giapponesi , dall'estero


Top