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pubblicato il 27 gennaio 2011

Sciopero Fiat: è scontro tra sindacati

Alla vigilia della protesta, Cisl e altre sigle vanno contro la Fiom

Sciopero Fiat: è scontro tra sindacati

Sindacato contro sindacato. Il giorno prima dello sciopero generale indetto dalla Fiom negli stabilimenti Fiat è scontro tra i rappresentanti degli operai sul significato e la necessità dello stop. Al centro della polemica c'è il nuovo contratto che è stato già firmato dai lavoratori di Pomigliano d'Arco (Napoli) e che è in procinto di essere sancito anche a Mirafiori (Torino). Come alcuni ricorderanno, ancor prima del referendum del 14 gennaio, Fillea, Flai e Cgil Roma si sono schierate a fianco della Fiom per scioperare domani, ma oggi il segretario generale della Cisl dell'Emilia Romagna, Giorgio Graziani, si è detto contrario, affermando che si tratta di "uno sciopero sbagliato con connotati prettamente politici, che possono solo danneggiare il Paese in questo momento di crisi. E' uno sciopero - ha detto Graziani - che rischia di accrescere la divisione tra i lavoratori con ricadute negative in termini di aumento delle tensioni sociali".

Da qui l'invito a Fiom e Cgil regionali, da parte del responsabile emiliano romagnolo della Cisl, "ad abbassare i toni". Anche Fim, Uilm, Fismic ed Ugl di Termoli oggi hanno detto "no" allo sciopero, perché considerato "strumentale ed inutile", e "sì" al lavoro, perché - si legge in una nota - "gli accordi di Pomigliano e Mirafiori non ledono alcun diritto, salvaguardano migliaia di posti di lavoro e danno un futuro al settore dell'auto in Italia". Di tutt'altro avviso la Fiom, che oggi è scesa in piazza a Bologna per anticipare la mobilitazione di domani in tutta Italia. "Siamo oggi in piazza - ha detto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso - perché pensiamo che il Contratto nazionale di lavoro deve rimanere l'unico strumento di tutela dei diritti dei lavoratori e anche di governo delle loro condizioni". E poi il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha aggiunto, dopo aver assicurato che lo sciopero di domani non è la fine della contestazione, un Paese che "non garantisce i diritti dei lavoratori non è un Paese libero".

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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