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Retrospettive

pubblicato il 29 gennaio 2011

Le due Alfa Romeo 8C

Stessa sigla per il duplice capolavoro del Biscione, dagli Anni ‘30 ad oggi

Le due Alfa Romeo 8C
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Non sono molte le sigle automobilistiche in grado, nella loro essenzialità, di "evocare", di offrire testimonianze tecniche e storiche di portata tale da suscitare passione, rispetto e desiderio. Una di queste è proprio "8C". Pronunciata di fronte a due appassionati di diversa età suscita un'espressione estatica in entrambi, ma mentre il più giovane quasi certamente starà mentalmente accarezzando le forme sinuose delle attuali e rare Alfa Romeo 8C Competizione Coupè e Spider, l'altro farà correre la memoria alle forme romantiche, ma non meno accattivanti dell'Alfa Romeo 8C prodotta a partire dal 1930. Non a caso, infatti, gli uomini del marketing Alfa hanno recentemente rispolverato questa sigla gloriosa che abbraccia idealmente la storia più fulgida del Biscione. Seguendo questo suadente richiamo a cavallo fra storia e attualità abbiamo deciso di ripercorrere le tappe di due vetture estreme, speciali e legate per sempre alla memoria dei cultori di bella meccanica.

LA MADRE DI TUTTE LE 8C
Scrivere Alfa Romeo e leggere Vittorio Jano è un tutt'uno. Dall'ingegno di questo straordinario progettista uscirono le auto probabilmente più straordinarie dell'Alfa, fra le altre la celeberrima 6C 1750 del 1929, da molti ritenuta il capolavoro di Jano ed alla cui impostazione si rifà la successiva 8C del 1930, alla quale queste righe sono indegnamente dedicate. Auto estremamente costosa (quasi 100.000 lire qualche anno prima che Rabbagliati cantasse "se potessi avere 1000 lire al mese"), ma anche estremamente sofisticata, era prevalentemente destinata alle corse. Diversi esemplari, un po' addomesticati, vennero però venduti ad abbienti appassionati dell'epoca, alcuni dei quali, si sussurrava, per lei avevano tradito la blu Bugatti. Il classico telaio a longheroni e traverse ed il suo lungo 8 cilindri in linea obbligavano i carrozzieri di allora a disegnare vetture la cui linea, per forza di cose (e fortunatamente viene da dire) era "sbilanciata" sull'anteriore: cofani lunghi quindi, ad esaltazione della potenza e della velocità, abitacoli piccoli e raccolti, che sottolineavano l'essenzialità e sportività del progetto ed infine code minimali che dichiaravano la maneggevolezza dell'auto. L'Alfa - come era uso generalizzato all'epoca - vendeva "rolling chassis" che venivano poi vestiti dai più famosi carrozzieri contemporanei. citiamo i classici Pininfarina e Castagna che davano un tocco di eleganza e raffinatezza ai loro lavori e Touring che parallelamente a Zagato, esaltavano le doti di sportività e "handling" con carrozzerie basse e filanti, dalle scarne rifiniture come si addiceva a vetture così dichiaratamente sportive.

NATA PER CORRERE
La carriera sportiva di quest'auto fu folgorante nonostante un debutto in tono minore alla Mille Miglia del 1931 (ovviamente sotto i colori della Scuderia Ferrari) e questo - paradossalmente - proprio a causa dell'eccellenza delle sue prestazioni. Pilotata da Tazio Nuvolari, vuoi per le caratteristiche di guida del fuoriclasse mantovano che, antesignano di tutti i rallisti, gettava l'auto di traverso ben prima dell'inizio curva uscendone in spettacolari sbandate controllate, vuoi per i pneumatici non all'altezza della potenza alla ruota, fatto sta che l'auto dovette fermarsi a cambiare le gomme un numero imprecisato di volte, relegando la debuttante 8C ad un misero ed immeritato nono posto assoluto. Ma fu solo il primo, e potremmo dire unico, passo incerto di una neonata destinata a bruciare le tappe. Lo stesso anno sempre Nuvolari vinse, in condizioni meteo avverse, una massacrante Targa Florio e non dimentichiamo che per più d'uno la corsa siciliana veniva considerata ancora più probante della Mille Miglia della quale la 8C vinse, peraltro, quattro edizioni consecutive dal 1931 al 1934. Proprio quello fu l'arco di tempo nel quale venne prodotta la 8C 2300; non appena uscita di produzione Jano lavorò al progetto della nuova 8C 2600 Monza, gloriosa biposto da gran premio, e poi alla 8C 2900 la cui serie A entrò in produzione nel 1936, debuttando alla Mille Miglia della quale monopolizzò l'intero podio. Già nel 1937 venne introdotta la serie B, leggermente depotenziata, circostanza che non le impedì comunque di conquistare anche le Mille Miglia del '37 e '38 però, a differenza del debutto, si aggiudicò "solamente" la prima e seconda posizione. La 8C 2900 "B" fece sua anche la prima Freccia Rossa del dopoguerra, nel 1947, e quello fu il canto del cigno di un modello che ha fatto e fa ancora oggi sognare.

REGINA DEL COLLEZIONISMO
Da sempre l'Alfa Romeo 8C in tutte le sue forme, cilindrate e versioni ha rappresentato per i collezionisti un autentico sogno ad occhi aperti, dato che i pochi esemplari rimasti in circolazione (190 circa le 8C 2300, 6 le versione A e quasi 30 i modelli B) passano di mano molto raramente e a suon di milioni di euro o dollari. A titolo di esempio basti ricordare una delle vendite all'asta più importante degli ultimi anni, quando nel 1999 una 8C roadster fu venduta a Pebble Beach per 4 milioni di dollari. Ancor più pregiata e costosa, quasi una "Gioconda su ruote" è la 8C con carrozzeria Touring, sia Spider che Coupé, come quella vittoriosa al Villa d'Este 2009. Per uno di questi esemplari sono stati spesi 6,71 milioni di dollari in una vendita all'incanto dello scorso anno. Parte di questa incredibile escalation dei prezzi è da attribuire all'eleganza di queste vetture, ma il merito è soprattutto di una meccanica d'eccellenza. Il motore bialbero 8 cilindri in linea in lega leggera era formato da due blocchi da 4 cilindri fra i quali era stata inserita la cascata di ingranaggi della distribuzione a doppio albero a cammes in testa. Grazie al suo compressore volumetrico Roots l'8 cilindri erogava inizialmente 140 CV a 4.900 giri/min, valore salito poi a quota 175 CV a 5400 giri/minuto. La sofisticazione di questo mezzo non si fermava solamente al motore, visto che il telaio poteva essere proposto in tre diversi interassi: passo lungo 3,1 m per circuiti veloci tipo Le Mans o Spa, passo corto (2,75 m) per gare su strada (fu quello più utilizzato da Zagato) ed il "Monza" (2,65 m) rispondente alla normativa della categoria GP.

TORNA L'ALFA 8C, COMPETIZIONE
Testimonianza del modo di lavorare di oggi, che anche nel campo delle Supercar può essere se non condizionato perlomeno influenzato da vocaboli quali sinergie ed "economie di scala", l'attuale Alfa Romeo 8C Competizione ha raccolto il meglio della produzione Ferrari-Maserati portandolo e trasformandolo in un prodotto dal DNA tipicamente Alfa. Se facciamo un attimo mente locale sembra quasi di vedere, nella genesi di quest'auto, un remake di "ritorno al futuro" perfettamente riuscito: l'Alfa divenne grande attraverso la Scuderia Ferrari e Ferrari presta oggi il suo meglio per far tornare l'Alfa a agli antichi splendori. Nel 2003 viene presentato il prototipo della 8C Competizione Coupè ed il successo e le richieste sono tali da "obbligare" l'Alfa a produrne solo 500 esemplari, tutti andati a ruba ancor prima della prima consegna. Nel 2005 Pininfarina presenta a sorpresa a Pebble Beach il prototipo della 8C Spider e la storia viene riscritta in "copia e incolla". Richiesta a furor di (ricco) popolo e messa in produzione in altri 500 esemplari, tutti acquistati sulla carta.

IL SUCCESSO DELLA TIRATURA LIMITATA
Un trapianto di organi meccanici da una marca all'altra non sempre produce risultati totalmente felici, ma nel caso della 8C Competizione, ed in particolare a nostro avviso della versione Coupé, Wolfang Egger - il designer tedesco che ne ha firmato la linea - ha veramente catturato tutta l'essenza del prodotto Alfa al quale si rivolge la passione dei veri alfisti. Si tratta di un'auto che richiama immediatamente alla mente tanto la 33 Coupé di Scaglione quanto le meravigliose TZ 1 e, ancor di più, TZ2. Non possiamo, ahinoi, celebrare le gesta sportive di quest'auto che avrebbe fatto faville, opportunamente preparata, anche in pista. Così non è stato perché avrebbe dato fastidio - all'interno del Gruppo - ad altre GT e ad altri Monomarca e non ci resta quindi che rinfrescarci la memoria con le sue caratteristiche tecniche di assoluta eccellenza. Il motore, alloggiato in posizione arretrata rispetto all'avantreno, è il noto 8 cilindri a V di 90° da 4.691 cc che sviluppa 450 CV a 7.000 giri/min ed una coppia massima di 470 Nm a 4.750 giri/min. Quest'unità è dotata di variatori di fase ad attuazione continua sugli assi a camme di aspirazione che permettono di ottenere l'80% della coppia già a 2000 giri/minuto. Basamento e testate sono in alluminio con canalizzazioni di acqua, olio, ed aria secondaria e sono realizzate direttamente nelle fusioni del motore, cosa che ha permesso di ottenere un'unità compatta e leggera. Particolare attenzione è stata posta nella acustica di aspirazione e scarico in modo da rendere l'auto inconfondibilmente Alfa anche all'udito. Lo schema di trasmissione è transaxle con cambio al retrotreno. Il cambio a 6 rapporti, con selezione computerizzata delle marce tramite paddles, ha 4 modalità di gestione: Manuale-Normale, Manuale-Sport, Automatico-Normale, Automatico-Sport e Ice. Le sospensioni sono a quadrilateri con portamozzi e bracci in alluminio forgiato e puntone supplementare per il controllo della convergenza. L'impianto frenante è dotato di dischi forati autoventilanti con pinze in alluminio. I pneumatici da 20" sono stati sviluppati appositamente per questo modello nelle misure 245/35 all'avantreno e 285/35 al retrotreno. L'Alfa Romeo 8C Competizione pur se sportiva stradale estrema, o forse proprio questo, adotta il sistema integrato di controllo di stabilità e trazione VDC Alfa Romeo che, limitando per quanto possibile i suoi interventi, garantisce grande "feeling" nella guida.

QUOTAZIONI DA AMATORE
Per l'Alfa Romeo 8C Competizione non si può parlare ancora di un vero e proprio mercato collezionistico, ma di certo una simile sportiva prodotta in numero limitato ha già suscitato l'interesse degli "amatori" in cerca di supercar interessanti. Se la 8C Competizione Coupé è infatti già stata venduta in tutti i suoi 500 esemplari al prezzo base di 162.701 euro, la 8C Spider è ancora a listino e viene venduta a 213.250 euro. Spulciando però fra gli annunci europei di Autoscout24 si trovano richieste comprese fra i 179.000 e i 230.000 per le 8C Competizione Coupé nuove o seminuove, mentre la 8C Spider si piazza fra i 195.000 e i 280.000 euro.

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Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , Alfa Romeo , auto storiche , auto italiane


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