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pubblicato il 25 gennaio 2011

A Termini Imerese si faranno SUV De Tomaso e citycar elettriche

L'accordo per la riconversione del sito ex-Fiat è vicino

A Termini Imerese si faranno SUV De Tomaso e citycar elettriche

Saranno contenti Gian Mario Rossignolo e Simone Cimino. La conferma ufficiale non è ancora arrivata, ma le ultime voci che in queste ore sono riportate dalla stampa dicono che saranno loro - insieme ad altre aziende che però operano fuori del settore automobilistico - ad aggiudicarsi lo stabilimento di Termini Imerese, in Sicilia. La fabbrica, messa in vendita dal Gruppo Fiat per via degli "elevati costi logistici", dovrà essere riconvertita e sul suo passaggio di proprietà - lo ricordiamo - sta monitorando per conto del governo l'advisor Invitalia che, a quanto dicono le ultime indiscrezioni, avrebbe deciso di assegnarne una porzione a tutti. All'imprenditore Rossignolo (a cui fa capo il marchio De Tomaso) andrebbe lo stabilimento; al Gruppo Cape (presideduto dal finanziere Simone Cimino e al 49% partecipato dalla Regione Sicilia) la superficie dello stabilimento Magneti Marelli; alla Ciccolella (florovivaistica), alla Einstein multimedia (studi tv), alla Biogen (stoccaggio biomasse per energia elettrica), alla Lima Corporate (protesi ortopediche) e alla Newcoop (gdo e logistica) gli spazi tra il porto e la zona industriale. Una spartizione che verrà confermata tra pochissimi giorni. Ieri infatti il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha assicurato che si riuscirà a chiudere l'accordo entro gennaio.

NON PIU' LANCIA YPSILON, MA SUV DI LUSSO E CITYCAR ELETTRICHE
Lo stesso stabilimento che ha dato i "natali" alla Fiat Cinquecento, alla Panda, alla Punto e infine alla Lancia Ypsilon, produrrà, in base alle ultime indiscrezioni, SUV di lusso De Tomaso e citycar elettriche prodotte dal Gruppo Cape. In Sicilia la nuova De Tomaso vorrebbe inoltre produrre una compatta premium da contrapporre alle ultime proposte di Audi e MINI, ad un prezzo che si aggirerebbe attorno ai 30.000/50.000 euro. Il progetto "Sunny Car in a Sunny Region", come aveva detto ad OmniAuto.it lo stesso Simone Cimino, prevede invece un investimento complessivo di 935 milioni di euro: 400 per la realizzazione delle auto, 135 per i sistemi di alimentazione e altri 400 milioni per la costruzione in Sicilia di duemila centraline per il rifornimento di energia elettrica.

SINDACATI NON SODDISFATTI
La reazione dei sindacati all'annuncio di Romani è stata immediata. Il ministro per lo Sviluppo economico non ha fatto in tempo a dire che si è entrati nella fase finale dell'accordo e che si tratta di "una straordinaria occasione per il distretto industriale che sembrava dismettere tutto azzerando i 1.500 collaboratori, mentre si riportano 3.300 dipendenti con sette tipologie manifatturiere diverse, di cui due nell'automobile", che il segretario della Fiom di Palermo è intervenuto. Roberto Mastrosimone ha criticato il ministro perchè non ha convocato il sindacato ed ha ribadito: "L'impegno era quello di farci conoscere i dettagli e la qualità delle proposte dei sette raggruppamenti, dovevano convocarci per metà gennaio, ancora aspettiamo". E intanto la stampa nazionale calcola la somma dei sette investimenti in ballo. Secondo quanto dichiarato da ministero e Invitalia nell'area di Termini Imerese sarebbero previsti un miliardo e 60 milioni di euro di investimento, con un fabbisogno di aiuti pubblici dichiarato dalle aziende di 184 milioni.

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Tag: Mercato , produzione , lavoro


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