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pubblicato il 21 marzo 2006

Renault Clio 1.5 dCi Luxe

Renault Clio 1.5 dCi Luxe
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Questi ultimi mesi si stanno rivelando un periodo tra i più carichi di novità per la maggior parte dei Costruttori generalisti che operano nel mercato europeo. In uno spazio temporale relativamente breve stanno debuttando le nuove "piccole" di Fiat, Suzuki, Opel, Peugeot, Toyota, VW e Renault. Un lancio simultaneo dei modelli più importanti in termini di vendite, che ha reso il mercato a dir poco "incandescente"...

Da oltre 3 lustri, la Renault Clio è una delle protagoniste del cosiddetto "segmento B" e questa sua terza generazione, è chiamata a difendere la posizione di best seller storica in un terreno sempre più affollato e difficile.

Come la maggior parte delle nuove concorrenti, anche la Clio ha beneficiato di un aumento delle dimensioni che, francamente, ne rende inopportuna la definizione di utilitaria. Di questa crescita ha beneficiato l'abitabilità, nonostante buona parte dei centimetri supplementare sia funzionale al rispetto delle norme sulla tutela dei pedoni, che impongono frontali pronunciati e fortemente deformabili, con spazi meccanicamente "vuoti". La Clio III in particolare, ha visto aumentare le sue dimensioni di 18 cm in lunghezza (che sfiora i 4 m) e 7 cm sia in larghezza che in altezza.

Dal punto di vista "statico", della nuova Clio si apprezza anzitutto il design: all'anteriore troviamo un cofano motore molto corto (dovuto al forte avanzamento del parabrezza) ed un frontale elaborato ma comunque piacevole. Il corpo vettura dà una bella impressione di compattezza, grazie anche all'associazione tra linee tese, superfici levigate e "muscolosi" passaruota, che fanno apparire l'auto stabile e "ben poggiata" al suolo. Ancor più attraente il posteriore, probabilmente la parte più riuscita, che grazie soprattutto al taglio del lunotto e dei gruppi ottici risulta "sbarazzino" ed elegante allo tempo stesso.

Anche l'interno è molto piacevole: le superfici della plancia hanno un disegno elegante e soprattutto i materiali sono di qualità decisamente elevata. Il quadro strumenti risulta facilmente leggibile ed è integrato da un computer di bordo e dall'indicatore di livello dell'olio. A stonare, è forse il volante a quattro razze, con la zona centrale particolarmente estesa che non rende l'impugnatura ottimale. Inoltre le leve per i comandi di luci e tergicristalli sono insolitamente corte, e quindi nascoste alla vista del guidatore dal volante stesso. Bene i sedili: eleganti e rifiniti sono comodi e ben avvolgenti.

Come previsto, lo spazio interno è relativamente abbondante sia avanti che dietro. Anche il bagagliaio offre una buona capacità, dichiarata a 285 litri. Il vano ha una forma regolare ma è penalizzato dalla soglia di carico alta. Quest'ultima soluzione progettuale è però necessaria per ottenere una scocca più rigida e quindi più sicura.

L'equipaggiamento è completo, e nella versione "Luxe" dai provata, comprende anche il climatizzatore automatico, fari auto-adattivi, cerchi in lega da 15", fari fendinebbia, 6 airbag, radio con CD singolo con lettura mp3 e comandi al volante, quest'ultimo rivestito in cuoio al pari della cuffia del cambio.

Trattandosi di una Renault, per accendere il motore non poteva mancare il pulsante "Start/Stop", abbinato al comodo sistema "Easy acces system", per aprire le portiere senza dover tirare fuori chiave o telecomando. All'avvio si nota una grande qualità del propulsore 1.5 dCi: la rumorosità è veramente contenuta ed il ronzio del propulsore è appena percettibile, persino al minimo. Un risultato degno di autovetture ben più blasonate, e reso possibile principalmente da due fattori: da un lato l'eccellente insonorizzazione dell'abitacolo. Dall'altro le raffinate caratteristiche tecniche del propulsore, dotato del sistema di iniezione Common Rail di ultima generazione con attuatori piezo-elettrici in luogo dei meno precisi elettro-magnetici. Tale tecnologia consente fino a cinque iniezioni di combustibile durante le fasi di compressione e combustione: le prime due, molto piccole, preparano la camera di combustione, innalzandone la temperatura e permettendo alle gocce della successiva iniezione principale una combustione rapida ma non impulsiva, smussando così il famigerato ticchettio dei motori diesel.

Altra impressione molto positiva si ha innestando la marcia ed utilizzando il cambio manuale a sei rapporti: il comando, nonostante la leva lunga, risulta preciso e ben manovrabile, confermando il buon lavoro svolto dai tecnici sulle recenti trasmissioni Renault-Nissan.
Altrettanto non si può dire del comando dello sterzo e del relativo sistema di servoassistenza elettrica: nonostante il sofisticato software di gestione, che in funzione delle condizioni di guida sceglie quale taratura adottare tra le 16 disponibili, risulta difficile prevedere la risposta del volante quando si imposta una curva, privando così il guidatore di quel "feeling" fondamentale per sentire "come va" l'auto in curva. Per fortuna, la stabilità e soprattutto l'ottima tenuta laterale del veicolo permettono di "digerire" tranquillamente brusche variazioni di traiettoria. Ottimo quindi l'autotelaio, grazie anche alle elevate dimensioni di passo e carreggiate, ed al particolare schema della sospensione anteriore "pseudo McPherson", con braccio inferiore rettangolare accoppiato al semplice assale semi rigido posteriore. In tema di qualità di guida, spicca anche il motore, che è il più potente tra i tre diesel (tutti di cilindrata pari a 1461 cc ) disponibili, con 106 cavalli erogati al regime di 4000 giri al minuto. La sua elevata potenza specifica è stata ottenuta grazie alle elevate pressioni di iniezione (pari a 1600 bar) e di sovralimentazione ( 2.7 bar).
Ne beneficia quindi anche la curva di coppia massima, che ha un picco di 240 Nm disponibili già dai 2000 RPM. Questo influenza positivamente l'elasticità del motore, che risponde con sufficiente prontezza (il ritardo di risposta è abbastanza contenuto grazie alla geometria variabile del turbo compressore) e buon vigore. Tuttavia il peso relativamente elevato della vettura, la cui massa a vuoto è di ben 1200 kg, penalizza le prestazioni; il tempo di accelerazione 0-100 km/h di chiarato, è ad esempio di 11,7", in linea con la concorrenza ma inferiore a quello che ci si poteva aspettare fino a pochi anni fa da un modello del segmento B con un motore così prestante. Buona invece la velocità massima di 190 km/h, meno penalizzata dal peso della vettura.

Aldilà dei numeri, il motore è piacevole, fluido, corposo e costante nella risposta, e giustifica l'esborso supplementare di 600 € rispetto al meno potente dCi da 85 CV (1400€ rispetto al 70 CV) considerando anche i consumi altrettanto contenuti di combustibile, come testimonia il valore di 21.7 km/l per il ciclo combinato (contro i 22.7 km/l del dCi da 85 CV).

Il terreno di sfida, data l'agguerrita presenza della numerose concorrenti, è molto difficile, ma la Clio III, con queste valide premesse potrà giocare un ruolo di primo piano. Sarà il mercato ovviamente, e quindi voi consumatori, a decretare il vero risultato. Buona scelta!

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Autore: Mario Testa

Tag: Test , Renault


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