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pubblicato il 21 gennaio 2011

Spionaggio in Renault: uno dei licenziati li denuncia

Balthazard, ex membro del comitato di direzione, giudica "lesiva del suo onore" l'accusa

Spionaggio in Renault: uno dei licenziati li denuncia

Da accusato ad accusatore. Michel Balthazard, membro del comitato di direzione di Renault a stretto contatto con l'ad Carlos Ghosn, passa all'attacco e, dopo essere stato licenziato dalla casa automobilistica per "colpa grave" in quanto sospettato di aver ricevuto ingenti somme di denaro in cambio dei segreti sull'auto elettrica Renault, sporge denuncia. Il manager, da 30 anni in Renault, si proclama innocente e ritiene l'accusa nei suoi confronti "lesiva del suo onore". Secondo il procuratore della Repubblica di Parigi, Jean-Claude Marin, si tratta di "un affare complesso, che richiederà indagini internazionali", dato che la denuncia riguarda "la fornitura di elementi d'interesse per il segreto economico francese a una potenza straniera".

Sulla vicenda, infatti, è già stato aperto un fascicolo giudiziario e la Renault ha sporto denuncia contro ignoti per spionaggio industriale, furto e ricettazione. Rimangono invece ancora nell'ombra i mandanti. La Cina ha respinto le accuse circolate a mezzo stampa nei giorni immediatamente successivi all'esplosione dello scandalo diramando un messaggio ufficiale. Il portavoce del ministero degli esteri cinese, Hong Lei, ha detto: "Le accuse sono senza fondamento, ne abbiamo le prove e non possiamo accettarle. Sono accuse irresponsabili". E intanto a Parigi, l'Eliseo continua a mantenersi su posizioni moderate.

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Tag: Attualità , Renault , auto elettrica


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