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pubblicato il 20 marzo 2006

Gli incidenti diminuiscono, ma aumentano le vittime

Gli incidenti diminuiscono, ma aumentano le vittime

Il terzo rapporto annuale Censis/Cnpi mostra come gli incidenti stradali sono ancora un grave problema per il nostro Paese: se è vero che diminuiscono di numero (-1,7 %, dal 2000 al 2004), purtroppo colpiscono un numero sempre più ampio di persone. Dal 2000 al 2004 gli individui che sono stati coinvolti in incidenti stradali sono saliti del 52,9%, passando da 210 mila circa a 322 mila circa.

In realtà si stima che le persone coinvolte negli incidenti stradali siano molte di più, pari almeno a 1.430.000. Questo perché in tanti non denunciano nemmeno l'evento per non incorrere nelle sanzioni di tipo assicurativo, o perché gli incidenti sono lievi.

Il rapporto denuncia un comportamento pericoloso di molti italiani al volante: il 33,6% superano sovente i limiti di velocità, il 27,3% parlano al telefonino senza auricolare e il 15,7 fuma. C'è pure più di qualcuno che mangia mentre è alla guida (10,4%).
Le infrazioni più frequenti, negli ultimi tre mesi, sono state: andare troppo veloce (21,7%), passare con il semaforo rosso (11,5%) e non rispettare i passaggi pedonali (11,8%).
Le cause prevalenti degli incidenti stradali sono legate nel 38.8% dei casi alla stanchezza che provoca distrazione, in secondo luogo al mancato rispetto della segnaletica (17,1%).

Il veicolo considerato più pericoloso è il mezzo a due ruote (31,9%), ma in realtà quello con cui accadono la maggior parte degli incidenti stradali è l'automobile (81,9%), per cui le persone alla guida di un auto si sentono più sicure e sono indotte a sottovalutare i rischi sempre presenti.

La città è il luogo in cui ci si fa più male (66,7%) perché è in città che si concentrano moltissimi problemi che sono di ostacolo alla sicurezza stradale: il traffico (57,5%), i parcheggi non regolari (43,8%), la sporcizia nelle strade (35,7%), la segnaletica stradale assente (27,9%), la scarsa illuminazione stradale (27%).

Nella fase successiva all'incidente il vero problema è rappresentato dai rapporti con le assicurazioni, dalla fase della definizione della colpa, all'accertamento del danno: per questo i periti assicurativi godono di una fiducia bassissima da parte degli italiani (in una scala da 1 a 3, con 1 = max fiducia, i periti assicurativi ottengono un punteggio di 2,2). I vigili del fuoco, invece, sono i tecnici più apprezzati (punteggio=1,3).
Gli italiani, in definitiva, sentono il bisogno di un perito (come il perito industriale o l'ingegnere) che nella fase successiva all'incidente non faccia gli interessi delle sole aziende assicurative (30,2%).

Infine, molti italiani hanno paura della mobilità fisica: dei viaggi ferroviari, di quelli aerei e di quelli stradali, la cui sicurezza negli ultimi cinque anni è diminuita del 28,3%.

Autore: Redazione

Tag: Attualità


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