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pubblicato il 18 gennaio 2011

Marchionne: "Lasciatemi lavorare e alzerò i salari"

L'ad rompe il silenzio su Mirafiori e spiega le sue intenzioni su Melfi e Cassino

Marchionne: "Lasciatemi lavorare e alzerò i salari"

Sergio Marchionne rompe il silenzio e si lascia andare. In un'intervista pubblicata oggi da Repubblica l'amministratore delegato, il cui piano aziendale è stato giudicato un taboo dalla Fiom, ha parlato dei suoi progetti futuri e delle sue colpe. Il manager ha ammesso di aver sottovalutato la guerra mediatica a scopi politici che starebbe conducendo la Cgil-Fiom, che "ha costruito un capolavoro mediatico mistificando la realtà. Ma non c'è riuscita", dice il numero uno del Gruppo Fiat, spiegando che nelle sue intenzioni c'è l'aumento dei salari degli operai, a patto però che lo lascino fare. "Fatemi migliorare il costo di utilizzo degli impianti", chiede, dicendo di credere che in Italia si possa arrivare allo stesso livello della Germania e della Francia. "Io sono pronto", aggiunge e spiega che però prima gli utili "dobbiamo farli".

I NUOVI MODELLI IN ARRIVO
Il Lingotto infatti ha perso quote di mercato negli ultimi anni, ma è pronto a rinascere con il lancio di nuovi modelli, alcuni nati sotto il segno dell'Alleanza con il Gruppo Chrysler. E' il caso di Lancia che potrà contare sul robusto apporto di scocche e motori provenienti da Oltreoceano, mentre la Chrysler 200 - in arrivo anche la cabriolet - sarà la nuova Lancia Flavia e la 300 che sarà la nuova Lancia Thema. Molto però del rilancio del marchio nato a Chivasso dipenderà dal successo della nuova Ypsilon, cresciuta nelle dimensioni e nel numero delle porte, e per il marchio Fiat dalla nuova Panda, attesa al rinnovamento dopo 7 anni di onorata carriera. Novità sono attese anche per la 500, con il debutto della versione ibrida derivato dall'accoppiata tra TwinAir, motore elettrico e cambio a doppia frizione. E poi c'è Alfa Romeo, che per il 2011 ha previsto il debutto della Giulia, erede della non troppo fortunata 159.

MARCHIONNE: "SONO CONVINTO DI FARE BENE"
Marchionne è sicuro di se stesso. "Sono convinto che le nostre ragioni siano ottime", dice a Repubblica parlando della produzione di auto in Italia. Fabbrica Italia insomma secondo lui funzionerà, anche se si rammarica di non essere "riuscito a farle diventare le ragioni di tutti. Mi sembrava chiaro: io lavoratore posso fare di più se mi impegno di più, guadagnando di più. E invece ha preso spazio la tesi opposta, il diritto semplicemente ad avere", dice Marchionne, riferendosi alla battaglia sindacale condotta dalla Fiom, che però non cambia il piano dell'azienda su Mirafiori. "Le urne hanno detto che il sì ha avuto la maggioranza. Il discorso è chiuso, anche se dentro quella maggioranza molti cercano il pelo nell'uovo". Adesso, dice Marchionne, "comincia il mio compito. Ci sono due voti che mi preoccupano: quello di chi ha votato no su informazioni sbagliate e quello di chi ha votato si' per paura. Voglio convincerli, spiegare chi sono". E questo perché secondo lui il suo lavoro parla chiaro. "Non ho mai fatto un investimento di così pessima qualità per l'azienda come quelli di Mirafiori e Pomigliano. Questo vuol dire crederci". E poi lancia un avvertimento: il nuovo contratto arriverà anche a Melfi e Cassino, perché "non c'è alternativa, non possiamo vivere in due mondi".

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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