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pubblicato il 12 gennaio 2011

Berlusconi su Fiat: "Spero vinca il sì"

Secondo il premier se vincerà il no Marchionne farà bene ad investire all'estero

Berlusconi su Fiat: "Spero vinca il sì"

Anche Silvio Berlusconi sta seguendo con interesse e partecipazione la vicenda Fiat-Mirafiori. Secondo il premier il referendum operaio dovrebbe dare esito positivo, perché altrimenti l'amministratore delegato del Gruppo italiano, Sergio Marchionne, farebbe bene a spostare la produzione di Alfa Romeo e Jeep all'estero. Con la vittoria del no - quella sostenuta dalla Fiom - "le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi", ha detto il Presidente del Consiglio a Berlino, dopo l'incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel. In Italia, invece, i dirigenti della Fiat stanno incontrando gruppi di lavoratori per spiegargli l'accordo e chiedergli di votare sì. A dirlo alle agenzie è stato il responsabile del settore auto della Fiom, Giorgio Airaudo, che accusa il Lingotto di fare sindacato svolgendo le proprie assemblee. La Fiat ha risposto che "è nelle sue prerogative" spiegare un accordo che l'azienda ha firmato. "Le assemblee aziendali - ha poi commentato Airaudo - la dicono lunga su quanto sia libero il referendum della Fiat". Le urne si apriranno domani sera alle 22 per tre ore ed interesseranno i lavoratori del terzo turno. Gli addetti del primo e secondo voteranno, invece, rispettivamente a partire dalle 8:45 di venerdì e dalle 15:45. Nove i seggi allestiti per il primo secondo turno, uno solo invece per il terzo turno di domani sera.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO A FAVORE DI MARCHIONNE
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ribadito oggi a Tv 2000 che "nella vicenda torinese della Fiat non c'è un regresso nelle condizioni di lavoro o nell'esercizio dei diritti, ma il venir meno di una impropria funzione sindacale, quella di mettere il veto all'adattamento dei moduli di produzione". E poi, dopo aver invitato la Fiom, a rivedere la propria linea sindacale in caso di vittoria del sì, ha concluso affermando che "è ragionevole supporre che nel caso di una vittoria dei no a Mirafiori, l'investimento non si faccia. Marchionne ha dimostrato di essere uomo di parola nel bene confermando l'investimento di Pomigliano d'Arco, ma potrebbe essere altrettanto uomo di parola di fronte ad un esito negativo a Torino. Mirafiori potrebbe essere l'altra vittima della razionalizzazione Fiat oramai parte di un sistema multinazionale".

SECONDO L'OPPOSIZIONE IL GOVERNO VA CONTRO I LAVORATORI
Il grido d'opposizione arriva direttamente dai cancelli della fabbrica di Mirafiori, dove questa mattina si è recato il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. "Il Governo non è assente, il Governo che avrebbe dovuto svolgere il ruolo dell'arbitro tra le due squadre è invece sceso in campo a gamba tesa dalla parte di Marchionne - ha detto -. Questo è davvero un fatto gravissimo, inaudito perchè snatura anche le relazioni industriali nel momento in cui il Governo scende in campo contro i lavoratori. Bisogna avere rispetto di tutti i lavoratori comunque voteranno e io non voglio parlare di un orientamento al referendum perchè decidono i lavoratori", ha concluso, sostenendo però che "un referendum come questo è una porcata, per usare la celebre espressione di Calderoli".

Per esprimere la tua posizione sulla produzione di auto a Mirafiori secondo le regole di Marchionne, vota il sondaggio di OmniAuto.it.

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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