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pubblicato il 11 gennaio 2011

Confindustria: Fiom dica sì al referendum su Mirafiori

Elkann e Marchionne ne seguiranno l'esito insieme

Confindustria: Fiom dica sì al referendum su Mirafiori

Confindustria e Gruppo Fiat sono "sulla stessa sponda". Lo ha detto chiaramente Emma Marcegaglia, che ieri sera alla trasmissione Tv di RaiUno Porta a Porta ha interrogato personalmente il sindacalista Giorgio Airaudo. "Se malauguratamente, e spero non accada, dovessero vincere i NO, quale sarebbe il piano B della Fiom? Si perderebbe l'auto a Torino e l'occupazione", ha detto il Presidente di Condindustria al segretario nazionale Fiom e responsabile auto. La decisione dell'amministratore delegato, Sergio Marchionne, di investire il milione di euro a Mirafiori oppure all'estero dipende infatti dall'esito del referendum che ci sarà giovedì e venerdì. Secondo Confindustria si tratta di un accordo "importante, che non lede i diritti dei lavoratori", per questo la Fiom - che non ha firmato l'accordo su Pomigliano d'Arco - dovrebbe accettarlo e dire di SI al referendumm. Secondo Airaudo, invece, se come spera vinceranno i NO, "l'effetto sarà di riaprire la trattativa" e non di perdere l'investimento.

MARCEGAGLIA: "FIAT RIENTRERA' IN CONFINDUSTRIA CON IL NUOVO CONTRATTO DELL'AUTO"
L'intervento televisivo di ieri sera è servito ad Emma Marcegaglia anche per riassumere le relazioni tra sindacati e Confindustria negli ultimi anni. Due anni fa, ha detto il Presidente, la Confederazione ha firmato "un accordo su nuovi assetti contrattuali con Cisl e Uil, sotto l'occhio attento del governo. In questo accordo è prevista la possibilità di deroghe al contratto nazionale, che vanno rispettate con sanzioni, per imprese e lavoratori". Dal punto di vista degli industriali, ha spiegato, è quindi già stato avviato un processo di riforma che però la Cgil non appoggia. Ciò dimostra "che guardiamo avanti, come la Fiat. Ed è sbagliato dire, come ho sentito in questi giorni, che Confindustria è conservatrice e Fiat innovatrice", ha puntualizzato, spiegando che quando sarà pronto un nuovo contratto dell'auto ("con certe caratterisctiche"), il Gruppo Fiat dovrebbe rientrare.

ELKANN E MARCHIONNE SEGUIRANNO LA VOTAZIONE INSIEME
Tra due giorni, quando gli operai di Mirafiori saranno chiamati a votare con un SI o con un NO al referendum sulle nuove disposizioni contrattuali dettate dal Gruppo Fiat, John Elkann e Sergio Marchionne seguiranno insieme l'esito delle urne. Il Presidente del Lingotto ha infatti anche lui lo sguardo puntato su Torino, sebbene ormai nella casa automobilistica italiana si respiri sempre di più un'aria internazionale. Tuttavia è "solo crescendo all'estero che la Fiat può rafforzarsi e mantenere una realtà produttiva sana, consolidata in Italia", sostiene Elkann, che in un'intervista al Corriere della Sera ha detto: "Internazionalizzare sempre più la Fiat è una necessità e una sfida esaltante soprattutto per me che ho fatto esperienze professionali e di vita in vari Paesi".

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Tag: Attualità , lavoro , torino


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