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pubblicato il 3 gennaio 2011

Pechino limita le immatricolazioni auto 2011

Il "taglio" delle targhe comincia a far sentire i suoi effetti nelle concessionarie

Pechino limita le immatricolazioni auto 2011

La capitale cinese Pechino, da anni alle prese con i sempre più pressanti problemi del traffico e dell'inquinamento atmosferico, ha imposto per il 2011 un limite di 240.000 auto immatricolate nella propria area urbana. Si tratta di un provvedimento cui la municipalità della metropoli cinese è giunta dopo aver preso una serie di iniziative analoghe, come il blocco alle auto più inquinanti e l'obbligo dal 2008 di immatricolare solo auto equivalenti all'Euro 4.

CONCESSIONARIE QUASI DESERTE
Rispetto al mercato libero che ha portato all'immatricolazione a Pechino di oltre 800.000 vetture nel 2010, la nuova normativa ordina quindi una riduzione di oltre un terzo alle vendite, fatto che già si ripercuote in maniera pesante sulle concessionarie quasi deserte. In pratica chi vuole acquistare un'auto nuova a Pechino deve affidarsi ad una lotteria che per il 2011 "regala" 240.000 targhe ad altrettanti fortunati automobilisti. In questo modo la metropoli cinese intende porre un freno del 70% al crescente numero di veicoli privati che circolano sulle sue strade, arrivati ormai a contare 5 milioni di unità su una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti.

SARA' UNA "REAZIONE A CATENA"?
Per la capitale della Repubblica popolare cinese - primo mercato di auto al mondo - si tratta di una prima assoluta e segue l'esempio di Shanghai, mentre le province di Jiangsu e Zhejiang stanno già pensando a nuove misure restrittive come il divieto di acquistare l'auto a chi non dispone di un proprio posto auto. La direttiva imposta da Pechino potrebbe quindi provocare un fenomeno di imitazione "a catena" in tutto il paese e anche al di fuori dei confini nazionali. Le nuove regole vanno poi a scontrarsi con gli incentivi statali definiti per le auto elettriche e a basso impatto ambientale e sembrano ancora lontane dall'essere adottate anche nelle metropoli d'Europa e America, ma non c'è dubbio che potrebbero essere copiate in altre realtà in via di sviluppo che stanno vivendo una motorizzazione di massa "esplosiva" e ingestibile. In un'intervista rilasciata a France-Press, un rivenditore del marchio Chery a Pechino esprime la propria preoccupazione per una legge che ha già fatto sentire i propri effetti sulle vendite, dato che "nessun contratto è stato stipulato nel suo salone dal 24 dicembre". Il timore di "non avere guadagni nel 2011" e di "rischiare la chiusura dell'azienda" viene definito comune fra i concessionari di Pechino.

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Tag: Mercato , incentivi , sicurezza stradale , inquinamento , cina


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