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pubblicato il 4 gennaio 2011

"Questa piazza non è un parcheggio"!

Legambiente denuncia le piazze più antiche d'Italia sfigurate dalla sosta selvaggia

"Questa piazza non è un parcheggio"!

Non più patrimoni storici, ma parcheggi di lusso in pieno centro città. Sono davvero tante le piazze d'Italia dove le auto sostano in maniera selvaggia deturpando il paesaggio e disturbando la quiete cittadina. A denunciarlo è Legambiente che ha fotografato la situazione nazionale in un dossier intitolato "Questa piazza non è un parcheggio". L'obiettivo è quello di stimolare i sindaci a immediate ordinanze di pedonalizzazione citando esempi come quello di Piazza San Zeno a Verona. Come ricorda Legambiente questo bellissimo spazio cittadino ospita la basilica omonima che tra il IX e il XII secolo fu il più ricco e potente della città, chiostri, giardini e orti. Un patrimonio che appare come un grande parcheggio. E questo è solo l'inizio. "Abbiamo raccolto una serie di casi emblematici di cattiva gestione degli storici spazi di aggregazione sociale e culturale nonché del patrimonio artistico e turistico italiano - ha detto Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente -. La domanda è: se le amministrazioni locali non sono in grado di migliorare la vivibilità urbana restituendo queste poche centinaia di metri quadrati ai cittadini, come si può sperare che quegli stessi amministratori abbiano le capacità di eliminare gli ingorghi e di assicurare una mobilità più spedita e sicura nel proprio territorio?".

DA NORD A SUD, LA SITUAZIONE NON CAMBIA
Da Milano a Napoli lo spettacolo è sempre lo stesso: auto dappertutto. Piazza Sant'Ambrogio, come spiega Legambiente, è uno dei luoghi simbolo di Milano e la basilica da cui prende il nome una delle più antiche chiese della città. L'amministrazione comunale ha però inserito la piazza nel piano parcheggi del 2000, contro il parere di architetti, storici dell'arte e residenti: il progetto, dice Legambiente, prevede 5 piani interrati per una capienza di 581 posti auto e 70 posti per motociclette. Oltre agli scavi in area a vincolo monumentale, preoccupa la costruzione della rampa di accesso che altererebbe la natura della piazza. Diversa, ma comunque emblematica, la storia di Piazza Caduti della Resistenza a Padova, nel centro di un quartiere di edilizia popolare d'inizio 900, ristrutturato all'inizio degli anni 2000, che si sta lentamente trasformando da luogo di aggregazione in parcheggio abusivo. Piazza Vittorio a Torino, orgoglio dei torinesi per essere la più grande piazza d'Europa interamente porticata, è stata invece pedonalizzata nel 2006 per i giochi olimpici invernali, ma nelle notti del fine settimana è presa d'assedio da centinaia di auto in sosta selvaggia. Lo stesso vale per Piazza Paolo VI a Brescia, Piazza Colombo a Genova o Piazza Aldrovandi a Bologna. Proseguendo verso Sud si può citare Piazza Provenzano a Siena in pieno centro storico, a un passo da piazza del Campo. Nonostante qui ci si trovi all'interno della ZTL, auto e motorini sono parcheggiati ovunque. A Napoli, infine, Legambiente ricorda le speranze che aveva suscitato la pedonalizzazione di Piazza Trieste e Trento (dove vige attualmente un divieto di sosta, spesso non rispettato) e di Largo Castello, nell'ambito di un progetto che prevedeva di pedonalizzare tutta l'area tra Piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino. Ma piazza Castello è diventata l'area di sosta dei Citysightseeing, i bus a due piani per turisti. L'amministrazione comunale vi ha, inoltre, recentemente istituito uno di due nuovi parcheggi. L'altro è sugli spalti del Maschio Angioino, alla faccia delle speranze dei cittadini che sognano una città più vivibile.

ROMA, TRA PEDONALIZZAZIONE E CAOS
Merita una nota a parte Roma. La Capitale infatti sta attraversando un momento molto delicato dal punto di vista della viabilità. Non solo c'è in ballo la possibilità di un GP di Formula 1 che sta dividento la città (e su cui i residenti saranno chiamati ad esprimere il proprio parere con un referendum), ma l'amministrazione Alemanno sta procedendo spedita verso la pedonalizzazione del centro storico. Tuttavia Legambiente ricorda quante criticità ci sono oggi, a cominciare da quelle che hanno a che fare con il Colosseo, dove con la parziale chiusura alle auto nel 1980 è nata la prima isola pedonale italiana. Trent'anni dopo, però, quella pedonalizzazione è ancora parziale, così che il monumento italiano più noto al mondo e più visitato dai turisti è ancora degradato al ruolo di spartitraffico. C'è poi il caso di Piazza delle Cinque Scole, al ghetto. Nel 2005, i residenti protestarono a gran voce contro l'uso da "parcheggio di interscambio" che veniva fatto della piazza e la pavimentazione sconnessa, e chiesero l'inserimento nella Ztl diurna e notturna. Il Campidoglio rispose con un cambiamento dei sensi unici e una barriera sul lungotevere, che risolve in parte il problema, ma per la pavimentazione, niente da fare. E proprio a Roma vide la luce trenta anni fa la prima isola pedonale urbana della Penisola, con un nuovo assetto stradale dell'area dei Fori Imperiali e il divieto di circolazione delle auto per un tratto intorno al Colosseo. Il progetto si inseriva in un più vasto programma che prevedeva la chiusura domenicale del primo tratto di via dei Fori Imperiali tra Piazza Venezia e Largo Corrado Ricci e, in prospettiva, la chiusura definitiva dello stesso tratto. Nei 30 anni successivi, nessun sindaco è stato, però, in grado di portare a compimento l'ampliamento dell'originaria isola pedonale e il vagheggiato parco archeologico.

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Tag: Attualità , viaggiare , lifestyle , milano , roma , torino , napoli


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