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pubblicato il 1 gennaio 2011

Venezia è la città più “eco-mobile” d’Italia

Per la prima volta, si registra un calo nell’indice di motorizzazione

Venezia è la città più “eco-mobile” d’Italia

Euromobility, l'associazione dei mobility manager, elegge Venezia come la città più "eco-mobile" d'Italia e, per la prima volta, rileva un calo di mezzo punto nell'indice di motorizzazione che tuttavia, con 60,78 auto ogni 100 abitanti è ancora ben distante dalla media europea di 46 su 100. La classifica - stilata anche quest'anno su 50 città italiane tra capoluoghi di regione, di provincia e quelle con popolazione superiore ai 100mila abitanti, esclusa però L'Aquila - vede dunque trionfare la Città sulla Laguna che così scalza Bologna retrocessa nel frattempo al 6° posto in una top ten dominata comunque dalle città del Centro-Nord e in particolare da quelle dell'Emilia-Romagna con altre tre presenze.

VINCE VENEZIA, DIETRO DOMINA L'EMILIA-ROMAGNA
Dietro infatti il capoluogo lagunare, si piazzano Parma (salita dal 2° al 3° posto), Reggio Emilia (scesa dal 7° al 8°) e Ferrara (salita dal 12° al 10° posto). Al 3° e al 4° posto arrivano invece con un balzo di 10 posti rispettivamente Torino e Brescia, segue Milano stabile al 5° posto mentre da rimarcare, per motivi opposti, sono il 7° posto di Bergamo (dall'11°) e Firenze che rotola dal 2° al 9° posto. Maglie nere sono le città del Sud e delle Isole. Partendo dal basso, tra le "bottom 10" troviamo Siracusa, Sassari, Taranto, Salerno, Catania, Campobasso, Latina, Potenza, Palermo e Messina. La città del Centro-Nord più bassa in classifica è Monza (38°), quella del Sud più in alto è invece Bari al 14° in calo però di 5 posizioni. Roma è solo al 30° posto, ben 12 posizioni in meno rispetto allo scorso anno. Venezia tuttavia vince grazie a un trasporto pubblico che funziona, a importanti innovazioni nella gestione della mobilità come il Car Sharing e il Bike Sharing, ad una riduzione dell'indice di motorizzazione e ad un significativo aumento delle automobili a gas (GPL e Metano). Sono questi infatti gli indicatori che determinano ogni anno la pagella dei city manager italiani.

PER LA PRIMA VOLTA, MOTORIZZAZIONE IN CALO
Tra questi suscita interesse il calo dell'indice di motorizzazione: siamo a 60,78 automobili ogni 100 abitanti, un calo di circa mezzo punto rispetto al 61,32% precedente per un dato che rimane tuttavia ben lontano dal dato europei di 46 auto ogni 100 abitanti. In questo - ovviamente - eccelle proprio Venezia (41,1) mentre tra le città normale, Genova (46,7) è già in linea con i parametri europei. La più lontana è invece Latina (72,3). Da segnalare che solo 13 centri su 49 mostrano aumenti quantitativi di auto in circolazione.

PIÙ EURO 4 ED EURO5. E PIÙ GAS, PER ORA...
Progressi anche sulla qualità del circolante grazie all'aumento delle auto omologate Euro 4 ed Euro 5, giunte al 39,4%. Queste ultime tuttavia riguardano ancora una fetta molto piccola, basti pensare che la città di gran lunga con più auto Euro 5 è Aosta con circa il 9% del circolante. Maglia nera è Napoli che ha sulle strade ancora oltre il 60% tra Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Valutato positivamente l'aumento dell'indice relativo all'incidenza del gas passate da 4,72% a 6,06%. Anche qui a dominare sono le città dell'Emilia-Romagna: 8 sulle prime 10 con Ravenna e Ferrara che sfiorano il 17% e con percentuali di Metano di circa il 50%, diretta conseguenza di una rete di distribuzione capillare che rende praticabile il combustibile meno caro sul mercato. A Ravenna addirittura le auto a gas naturale superano quelle a GPL. Spiegabile anche il fatto che Trieste, Udine e Aosta siano le città meno "gasate": sono tutte vicine alle frontiere oltre le quali i prezzi dei carburanti tradizionali sono più bassi per ragioni di concorrenza e di tassazione. Va detto che queste elaborazione sono su dati non completi sul 2010 e vengono dopo il 2009, anno dell'esplosione del gas grazie agli incentivi. I dati del prossimo rapporto potrebbero dunque subire robuste ripercussioni visto il repentino abbandono dei carburanti alternativi e il ritorno massiccio a quelli tradizionali, gasolio soprattutto.

L'ARIA È PIÙ PULITA, MA C'È ANCORA DA FARE
Altro indicatore tenuto in considerazione è naturalmente quello relativo alla qualità dell'aria valutata in base al PM10 e ai giorni di superamento consentiti dalla legge (35) pari a 20 microgrammi al metro cubo. Ebbene Bolzano è la più virtuosa con soli 7 giorni mentre all'esatto opposto c'è Siracusa con 309 giorni e una media 84 microgrammi al metro cubo. In generale c'è un miglioramento, ma siamo ben lontani dall'accettabilità visto che soltanto 16 città registrano un numero di superamenti al di sotto di 35 giorni e 36 città una media annuale inferiore al limite dei 40 microgrammi al metro cubo.

CAR SHARING IN CONSOLIDAMENTO...
Uno sguardo va dato anche agli altri indicatori. La superficie di città parzialmente o completamente libera al traffico per ogni abitante vede primeggiare Firenze e Venezia. Interessante poi vedere come evolvono car sharing e bike sharing. Per il primo, si registra una contrazione delle flotte (-3,6%) di fronte a un leggero aumento degli utenti (+0,7%) dopo anni di aumenti a due cifre, con Roma in netta controtendenza (da 41 a 105 mezzi) così come per gli utenti che, da pochi più di mille, sono passati a 1.720. Drammatico invece il calo a Milano sia in termini di flotta che di utenti: da 133 a 86 la prima, da 4.097 a 2.885 i secondi. Venezia primeggia di gran lunga sia per il rapporto tra utenti e flotta sia per quello tra utenti e popolazione. Ovvio che ci sono particolari condizioni ambientali che favoriscono - e probabilmente costringono - a fare uso del car sharing, ma i city manager pensano anche che sia una questione di organizzazione e di comunicazione del servizio.

BIKE SHARING IN CRESCITA
Il bike sharing invece è in piena esplosione, soprattutto a Milano che ha una flotta di 1.400 biciclette a fronte delle 300 di Torino e delle 120 di Roma, in calo rispetto alle 150 del 2009. Nella capitale gli iscritti sono ben 16.800, sotto la Madonnina sono 13mila e questi dati determinano una disponibilità nettamente diversa per l'utente: 10,71 ogni 10 mila abitati a Milano contro 0,44 di Roma. Brescia invece brilla per il rapporto tra utenti e abitanti: 177 ogni 10mila contro i 99 di Milano.

Autore: Nicola Desiderio

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