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pubblicato il 10 gennaio 2011

Come cambiano le autoscuole: "La Nuova Guida"

OmniAuto.it è tornata a studiare

Come cambiano le autoscuole:  "La Nuova Guida"
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Siamo tornati a scuola guida. Ebbene sì, per un giorno intero OmniAuto.it ha vestito i panni di un giovane fresco di maggiore età che deve ottenere la patente per capire cos'è cambiato e cosa sta cambiando nel sistema delle autoscuole italiane, che vogliamo testare per voi perché sono le prime ad essere additate quando si parla di incompetenza al volante. Lo abbiamo fatto perché, dopo le novità introdotte nel Codice della Strada, è la volta dei quiz per la patente - che dal 3 gennaio sono più difficili - mentre il metodo di insegnamento nelle autoscuole è in continua evoluzione. Fra chi si sta impegnando a migliorare il sistema, sia seguendo le nuove disposizione del Codice che sviluppando una metodologia più evoluta, c'è ad esempio "La Nuova Guida", un consorzio di autoscuole promosso dal Gruppo Sermetra (una rete di agenzie di pratiche auto). L'intento dichiarato è quello di diffondere una "reale cultura della sicurezza stradale", uscendo dalla brutta tradizione italiana che vede la scuola guida come un organo utile solo al superamento dell'esame "perché tanto alla fine si impara a guidare sulla strada, quando si ha la patente" (ndr.). E allora vediamo cosa succede dietro i banchi di un'autoscuola del genere con il nostro inviato finto "patentando".

LA LEZIONE "INTERATTIVA"
Entriamo in classe e c'è la prima sorpresa. L'istruttore ci da il benvenuto consegnandoci un piccolo telecomando elettronico. Ci dicono che serve a registrare innanzitutto la presenza in aula e permette all'insegnante di sapere a quali lezioni si è già partecipato e con quali risultati. Ma è anche uno strumento serve all'alunno per rispondere alle domande che l'insegnante pone dopo aver spiegato un concetto. Insomma, le matite non ci sono più ed è anche impossibile imboscarsi, accomodandosi nell'ultima fila: tutti tramite il telecomando sono chiamati a rispondere alla domanda posta dalla cattedra e gli esiti vengono memorizzati nella scheda personale di ognuno (in formato digitale), nonchè mostrati sullo maxi schermo in aula. In questo modo il docente ha subito la percezione di qual è il grado di comprensione raggiunto in classe e inizia anche un dibattito che coinvolge gli alunni portando alla migliore comprensione della nozione mantenendo viva l'attenzione in classe. Inoltre l'uso degli strumenti multimediali (come il tastierino e il maxi schermo collegato al PC dell'insegnante) permette di "giocare" in classe. E' così che ad esempio per far capire cosa significa "tempo di reazione" sul maxi schermo viene mostrato agli studenti un parabrezza di un'auto in marcia e gli viene chiesto di premere un tasto dello speciale telecomando al comparire di un ostacolo improvviso. I tempi di reazione di ciascuno vengono quindi memorizzati e trasformati in classifiche che vengono mostrate sul maxi schermo. A questo punto il dibattito sull'importanza del tempo di reazione per evitare un incidente stradale ha inizio.

SI CONTINUA A STUDIARE ANCHE DOPO
La lezione finisce, ma il training può continuare tramite il PC di casa o in aula utilizzando i computer a disposizione degli iscritti. Insomma, si deve studiare per forza. Collegandosi ad un sito dedicato e registrandosi (con user name e password), si ha accesso al profilo personale. Da qui si prosegue da soli con i test ed ogni mossa viene registrata in modo da essere monitorata dall'insegnante. Il metodo de La Nuova Guida vuole infatti essere il più possibile "dinamico" anche per dare la possibilità agli insegnanti di migliorare le proprie tecniche di insegnamento. A questo punto è chiaro che sulla scheda di ciascuno rimane impresso ogni passo, dalla partecipazione in aula allo studio personale, e l'insegnante ha la possibilità di correggere tutti gli errori. Ogni lezione teorica dura circa 45 minuti ed, esclusi i ripassi, a ciascuno viene chiesto un minimo di 20 lezioni (in media con 5 lezioni a settimana la teoria dura un mese circa).

LA PRATICA "PROGRESSIVA"
Prima di salire in macchina, il corso di guida pratica comincia in aula, dove l'insegnante spiega "che cos'è una strada", come è composta e quanto sono importanti alcuni aspetti - spesso sottovalutati - come, ad esempio, la posizione di guida e l'ampiezza del campo visivo. A questo punto si sale a bordo dell'auto, dove l'istruttore segue un medoto di insegnamento che ci dicono sia nato in Svizzera (all'Università di Losanna, dove "la precisione è di casa") e che è diviso in quattro fasi, ovvero in quattro lezioni di base di un'ora ciascuna che è consigliato seguire, in quando la legge non prevede minimi di lezione obbligatori. Nella prima si impara ad assumere la corretta posizione di guida, ad utilizzare lo sguardo, a destreggiarsi con il volante e con la pressione di acceleratore e freno. Nella seconda, dopo aver dato prova di aver appreso le nozioni precedenti, si impara ad usare il cambio e nelle due successive (previe verifiche) si approfondisce la frizione e poi si passa alle manovre. Anche in questo caso ogni alunno "è schedato": tutte le prove pratiche e ciascun argomento trattato vengono trascritte insieme ai progressi compiuti in modo da dare sempre, anche all'istruttore che sostituisce un collega, tutte le informazioni utili sull'allievo. E' inoltre interessante l'installazione su ciascuna vettura, in via sperimentale, di una telecamera che, registrando la prova pratica, dà ad ogni aspirante automobilista la possibilità di rivedersi al volante e capire - insieme all'istruttore - quali sono stati gli errori commessi.

SCEGLIETE BENE
Il nostro consiglio iniziale, prima di scegliere un'autoscuola, è quello di recarsi sul posto per verificare di persona la qualità delle attrezzature e visionare il parco auto. E' preferibile infatti che per la pratica le auto siano il più possibile "moderne". Nel caso de La Nuova Guida non c'è uno standard tra autoscuole, perché ciascuna sceglie le proprie vetture in piena autonomia in base alle singole strategie di marketing. Si può dire però che in media si preferiscono le utilitarie, che sono le più diffuse sul mercato. Lo stesso vale per i prezzi. Ciascuna autoscuola che aderisce a La Nuova Guida ne adotta la strategia di insegnamento, ma applica prezzi diversi in base alle specifiche condizioni di mercato esistenti sul territorio. Pertanto, essendo il margine molto ampio, non è possibile dare un'informazione precisa. Ricordiamo inoltre che il nuovo Codice della strada non impone un numero obbligatorio di lezioni, ma fornisce solo un'indicazione. Quello che ci ha colpito de La Nuova Guida è che sembrerebbe che non ci sia alternativa all'imparare a guidare e ci auguriamo che questo metodo funzioni, ma soprattutto che gli aspiranti automobilisti cambino davvero il loro approccio quando si siedono dietro i banchi di un'autoscuola, divenendo desiderosi di imparare ed esigenti sulla qualità dell'insegnamento. Solo così l'intero sistema delle autoscuole italiane potrà davvero compiere un salto di qualità.

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Tag: Attualità , codice della strada , incidenti , sicurezza stradale


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