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pubblicato il 7 dicembre 2010

Marchionne: "Su Mirafiori ho più di un Piano B"

Senza accordo con i sindacati, le Alfa e Jeep potrebbero traslocare negli USA

Marchionne: "Su Mirafiori ho più di un Piano B"

Il confronto tra il Gruppo Fiat e i sindacati sulla ristrutturazione dello stabilimento di Mirafiori (Torino), dove si dovrebbero produrre una berlina e un SUV con marchio Alfa Romeo e Jeep, va avanti. "Il dialogo è in corso", ha detto ieri l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ma a chi gli ha chiesto se una soluzione definitiva verrà trovata entro Natale ha risposto: "Non so, ma ho più di un piano B"; tra le alternative c'è la produzione negli USA, "ma ce ne sono anche altre". Un'affermazione che lascia intendere l'esistenza di un dialogo tutt'altro che moderato con le parti sociali in Italia. E a rincarare la dose ci pensa il contesto in cui è stata pronunciata questa frase: la celebrazione dell'investimento nello stabilimento Chrysler di Sterling Heights (Michigan) rilanciato "grazie alla collaborazione tra azienda, sindacati e poteri pubblici".

MIRAFIORI COME STERLING HEIGHTS?
La fabbrica di Sterling Heights è rinata ufficialmente ieri grazie all'investimento di 850 milioni di dollari (circa 650 milioni di euro) approvato dallo stesso manager che un anno fa aveva deciso di chiudere l'impianto. E di questo Marchionne ne ha fatto un caso emblematico in cui il richiamo alla situazione italiana e alla trattativa in corso su Mirafiori è molto evidente. La vicenda di Sterling Heights dimostra "quello che può essere fatto quando tutte le parti riconoscono che la realtà della concorrenza va al di là del Michigan e degli Stati Uniti", ha detto Marchionne, ricordando che dopo averne annunciato la chiusura tutte le amministrazioni locali e lo stesso stato del Michigan sono intervenute lavorando ad un piano d'investimento che ha convinto Chrysler (leggi Marchionne) a tornare sui suoi passi.

L'IMPORTANZA DI AIUTI PUBBLICI E SINDACATI "COMPRENSIVI"
Una rinascita che entro marzo vedrà assumere a Sterling Heights 900 nuove persone e che non sarebbe stata possibile senza gli aiuti pubblici. "Elementi cruciali del piano - ha detto Marchionne - sono stati un credito fiscale approvato dalla Michigan Economic Growth Authority, altri incentivi fiscali e la designazione del sito come 'brownfield' approvata dal consiglio comunale". E poi ci sono i sindacati americani, che capiscono, sostiene il manager italo-canadese, "che i posti di lavoro dei suoi membri dipendono dal successo dell'azienda sul mercato". La stoccata a Mirafiori è evidente e presto Marchionne si confronterà su questo tema con Confindustria. L'appuntamento con il Presidente Emma Marcegaglia è fissato per questo fine settimana. "Entrare o uscire da Confindustria è un dettaglio, ma non importa. Quello che importa è garantire a Fiat la governabilità dell'impianto"; ha commentato Marchionne, aggiungendo: "Fiat è in società con Chrysler e dobbiamo garantire a loro il successo degli investimenti".

CHRYSLER 200 E DODGE AVENGER DA IERI IN PRODUZIONE
Ieri a Sterling Heights è partita ufficialmente la produzione di Chrysler 200 e Dodge Avenger, di cui verrà progressivamente aumentato il volume produttivo, e poi dal 2012 Sterling Heights inizierà ad assemblare i modelli Chrysler prodotti su base Fiat, ovvero sulla piattaforma adattata al mercato statunitense.

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Tag: Mercato , Fiat , detroit , VIP , produzione , dall'estero , lavoro , torino


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