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pubblicato il 3 dicembre 2010

Multe all'estero: accordo fra i Ministri UE

Una rete elettronica permetterà di identificare e sanzionare i responsabili

Multe all'estero: accordo fra i Ministri UE

Con l'accordo raggiunto ieri a Bruxelles dai Ministri dei Trasporti europei è stato compiuto un ulteriore passo verso il varo di un Codice della Strada europeo, un progetto di cui si parla da anni ma ancora di là da venire. Argomento del giorno le infrazioni commesse all'estero: i conducenti che commettono infrazioni al Codice della Strada in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del loro veicolo infatti spesso non vengono sanzionati, in quanto gli Stati non sono in grado di identificare e dunque perseguire i responsabili dopo che questi sono tornati nel loro paese. Con l'accordo raggiunto fra i Ministri dell'UE si porrà rimedio a quella che sembra un'anomalia grave, frutto della mancanza di una adeguata rete di scambio di informazioni fra gli Stati.

UNA RETE CONTRO GLI INDISCIPLINATI
In pratica, le nuove norme permetteranno di istituire una rete elettronica per lo scambio dei dati necessari tra lo Stato nel quale è stata commessa l'infrazione e quello dove il veicolo è stato immatricolato. Una volta a conoscenza del nome e dell'indirizzo del proprietario del veicolo, gli verrà inviata una notifica di infrazione, il cui modello è stabilito dalla proposta di direttiva.
Spetterà poi allo Stato membro dove è stata commessa l'infrazione decidere quale seguito darvi. La direttiva però non armonizza ancora né la natura dell'infrazione né le sanzioni previste. Pertanto continueranno ad applicarsi le norme nazionali dello Stato membro dove è avvenuta l'infrazione per quanto riguarda sia la natura di quest'ultima che le sanzioni previste.

INDISCIPLINATI IN TRASFERTA
Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e responsabile per i trasporti, ha dichiarato in proposito: "Le probabilità che un conducente straniero commetta un'infrazione sono tre volte superiori rispetto ad un residente. Molti sembrano ritenere che quando sono all'estero le norme non valgono nei loro confronti. Voglio ribadire invece che esse valgono per tutti e intendiamo farle applicare". I dati a disposizione dell'UE indicano infatti che i conducenti stranieri rappresentano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni commesse.

CONTRO I "BIG KILLERS"
La politica di sicurezza stradale dell'UE definita dal Programma 2011-2020 punta soprattutto a combattere quattro infrazioni più pericolose, quelle che provocano il 75% delle vittime della strada e che l'Europa definisce "big killers": la velocità, il mancato rispetto dei semafori, il mancato uso delle cinture di sicurezza e la guida in stato di ebbrezza. Nella scala dei malcostumi da combattere seguono la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, il mancato uso del casco, l'uso non consentito di una corsia di emergenza, l'uso del telefono portatile durante la guida.

DAL 2013
Le proposte discusse a Bruxelles dai Ministri dei Trasporti, secondo il normale iter dell'Unione, devono essere approvate dal Parlamento europeo prima che diventino legge. All'approvazione seguirà comunque un periodo di due anni durante il quale gli Stati membri dovranno provvedere a recepire la normativa UE prima della sua entrata in vigore, quindi non prima del 2013.

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Tag: Attualità , codice della strada , unione europea , dall'estero , multe


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