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Tecnica

pubblicato il 3 dicembre 2010

OLED, la luce del futuro

Dopo i LED pronta per le automobili una nuova e più avanzata tecnologia di illuminazione

OLED, la luce del futuro
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I LED sono l'ultima frontiera dell'illuminazione per l'automobile e stanno contribuendo a ridefinire i parametri in tema di consumi energetici e di funzione estetica sia per i gruppi ottici sia per l'abitacolo. Eppure esiste qualcosa che può già superarli e sono gli OLED (Organic Light Emitting Diode), ovvero diodi simili ai LED, ma che sfruttano come componente fondamentale molecole organiche (carbonio e idrogeno) al contrario dei LED per generare la cosiddetta elettroluminescenza, ovvero la luce visibile che si crea al passaggio dell'energia elettrica.

OLTRE I LED
La conformazione degli OLED consente un'altra differenza fondamentale rispetto ai LED ed è la conversione diretta dell'energia elettrica in luce. Per capire la differenza basta prendere un qualsiasi faro a Led. Qui la luce che viene generata è la somma della luce generata da ciascun LED che compone il faro. La conformazione del gruppo ottico stesso è quindi l'insieme di molteplici punti luminosi costituiti da LED che, a loro volta, hanno una forma e degli ingombri che sono funzione della loro potenza. Per gli OLED invece questi vincoli non esistono e si può immaginare una fonte luminosa OLED unica, trasparente, dallo spessore inferiore ai 2 mm, flessibile e ritagliata secondo la forma desiderata. Per ogni faro dunque basterebbero tre OLED: uno per le luci di posizione e gli stop, uno per la retromarcia e l'ultimo per l'indicatore di direzione. La differenza di colore dipende essenzialmente dalla composizione della molecola organica.

PELLICOLE DI LUCE APPLICABILI OVUNQUE
Si passa dunque dal concetto di punti di illuminazione a quello di superfici di illuminazione per la cui forma non esiste alcun vincolo andando oltre le libertà già concesse dai LED e occupando molto meno spazio. I fari OLED potrebbero dunque trasformarsi in pellicole adesive da applicare sulla carrozzeria o annegate nei cristalli, così come già accade per gli schermi televisivi di ultima generazione e, parlando di applicazioni automobilistiche, per le strumentazioni posizionate nei cruscotti e quelle più futuristiche annegate nei parabrezza, per ottenere head-up display, senza i problemi e le limitazioni degli attuali sistemi a rifrazione, oppure luci posteriori nascoste nei lunotti. Le potenzialità sono infinite anche per l'illuminazione ambiente degli abitacoli dove lo spazio a disposizione e la forma dei pannelli rappresentano un vincolo non facile da superare. Una pacchia per gli stilisti, ma anche per i progettisti che potrebbero disegnare scocche più semplici nella conformazione e da stampare. Ci sarebbe anche più spazio a disposizione dei bagagli e dei passeggeri e nel vano motore. Si può persino immaginare un abitacolo ricoperto di superfici luminose soffuse. Anche l'intera superficie della carrozzeria potrebbe trasformarsi in un'enorme sorgente luminosa.

L'ITALIA C'ENTRA, MA IN FRANCIA
A questa tecnologia sta lavorando la Astron Fiamm, società con base a Tolone, in Francia, ma fondata e condotta da Alessandro Dolcetta, discendente di Giulio, fondatore del gruppo Fiamm nel 1942 che ha il suo quartier generale a Montecchio e oggi è presente in 60 paesi. Una dimostrazione delle potenzialità degli OLED la Astron Fiamm l'ha data attraverso un concept presentato allo scorso Salone di Parigi e battezzato Car.bones (nella foto di copertina), un po' per citare la già citata natura organica degli OLED, un po' perché davvero si tratta di un semplice scheletro sulle cui ossa - "bones" in inglese vuol dire proprio ossa - sono applicate queste sottili superfici trasparenti che magicamente si accendono di una luce colorata e riposante. A prima vista potrebbe sembrare non abbastanza forte, ma è in realtà ben visibile perché la conversione diretta elimina la necessità di superfici protettive e riflettenti del gruppo ottico che, all'atto pratico, riducono l'efficacia della luce prodotta. Tra gli altri pregi degli OLED c'è anche l'assenza di calore generato, ulteriore segno di efficienza ovvero di effettiva conversione dell'energia elettrica in luce.

OLED PRONTI PER LA CASA, AGLI INIZI SULLE AUTO
Le applicazioni domestiche degli OLED per l'illuminazione domestica sono davvero spettacolari e una dimostrazione è il grande lampadario prodotto dalla stessa Astron Fiamm e posizionato all'interno della Camera di Commercio di Tolone. Dopo le prime applicazioni, già disponibili in commercio sull'elettronica di consumo, c'è già chi pensa a cellulari, TV e computer con visori trasparenti. Tre i campi nei quali occorre lavorare per rendere questa tecnologia applicabile ai gruppi ottici delle auto. Il primo è la luminosità che oggi non supera i 100 lm/W contro gli oltre 150 dei LED; il secondo è la durata, oggi già accettabile con circa 14mila ore, ma ancora lontana dalle almeno 25mila dei LED. Il terzo infine è il costo che, come tutte le variabili tecnologiche, è però funzione delle economie di scala e dunque soggetta a forti cali con l'aumento dei volumi una volta dimostrata la superiorità degli OLED.

PER LE STRUMENTAZIONI DA OGGI, DOMANI PER I FARI
Naturalmente la società italo-francese non è l'unica a lavorare sugli OLED e le prime applicazioni per l'automobile sono già partite, in particolare per i sistemi di visualizzazione dei dati di bordo. La prima auto di serie ad avere un componente OLED è la Lexus RX per il pannello strumenti, ancora più sofisticate e spettacolari invece le applicazioni per la strumentazione viste su alcuni concept come la Cadillac XTS, la Hyundai Blue-Will, la Kia Electric POP concept e la Volkswagen L1. Il vantaggio offerto dagli OLED è quello di poter offrire due strumentazioni complanari, una in fondo e un'altra in primo piano trasparente e che si attiva solo quando serve. Più lunga sicuramente sarà la strada per gli OLED per i gruppi ottici, anche se si sono già viste le prime realizzazioni sperimentali sulla Volkswagen Viseo e un concept della EDAG, gigante tedesco dell'elettronica altrettanto fiducioso nelle potenzialità degli OLED per le automobili, e infine sulla Car.bones della Astron Fiamm. Quel che è sicuro è che le case automobilistiche hanno già messo gli occhi sulle potenzialità dei diodi organici e vedremo un numero crescente di automobili con strumentazioni OLED e concept dotati di gruppi ottici che adottano questa promettente tecnologia secondo un percorso che sarà simile a quello dei LED, ovvero dapprima per i gruppi ottici posteriori e poi per quelli anteriori.

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Autore: Nicola Desiderio

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