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Prototipi e Concept

pubblicato il 16 febbraio 2011

Rinspeed BamBoo

"Nomen est omen", il destino è nel nome. E a Ginevra...

Rinspeed BamBoo
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L'ultima creazione dell'eccentrico Frank M. Rinderknecht, il patron della svizzera Rinspeed, si chiama "BamBoo" ed è stata completamente realizzata con l'omonimo materiale. Rinderknecht ha infatti voluto fare suo l'antico motto "Nomen est omen - Il destino è nel nome", per seguire la credenza dei Romani secondo la quale nel nome di ogni persona c'è indicato il suo futuro. Ma la fantasia di Rinspeed non poteva di certo fermarsi qui, pertanto il motto è stato rielaborato. E' così che la quattro posti BamBoo è andata oltre la tradizione e, ai materiali semplici e naturali, ha accostato l'immagine di una decappottabile adatta a percorrere le strade di città mondane come St. Tropez grazie ad un motore elettrico da 72 CV che le fa toccare la velocità massima di 120 km/h, garantendole un'autonomia di 105 km.

Il target a cui vuole mirare è infatti sofisticato. E' la classe agiata che gioca a golf e che si sposta sui capi di tutto il mondo guidando le golf buggy. Automobilisti che frequentano le assolate spiagge di Tahiti e che hanno compagne fascinose come Brigitte Bardot. Eppure a bordo della BamBoo non c'è niente di superfluo, è forma pura e limpida, come l'aria che vuole espellere dalla sua motorizzazione a basso impatto ambientale. E lo stesso vale per l'inquinamento acustico. Sulla BamBoo, che debutta in anteprima mondiale al Salone di Ginevra 2011 (3-13 marzo), non c'è posto per fastidiosi clacson o companelli... solo per tanta tecnologia (leggi tablet PC da 7 pollici integrato davanti al passeggero).

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Tag: Prototipi e Concept , Rinspeed , ginevra


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