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pubblicato il 1 dicembre 2010

Bosch eBike, una scossa per la mobilità sostenibile

La pedalata assistita arriva anche sulle biciclette tradizionali

Bosch eBike, una scossa per la mobilità sostenibile
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Il convegno "Efficienza energetica per la mobilità e il trasporto sostenibile" svoltosi a Milano, presso la sede della Regione Lombardia, ha posto in evidenza le soluzioni più interessanti che riguardano il tema della mobilità urbana. Tra le aziende che hanno partecipato c'era Bosch, che ha annunciato al comitato di esperti l'entrata in produzione nel 2011 del progetto eBike, proposta di elettrificazione delle biciclette anticipata dai nostri colleghi di OmniMoto.it. L'incontro è servito anche a pianificare una collaborazione tra Italia e Germania per lo sviluppo di un nuovo concetto di mobilità urbana.

ELETTRIZZARE LE BICICLETTE ESISTENTI
Infatti, sebbene la bici elettrica sia ormai già utilizzata dagli abitanti più lungimiranti delle nostre città, la decisione di un'azienda come Bosch di riversare l'esperienza e la tecnologia delle proprie forniture automotive su un nuovo mezzo di trasporto crea spazio per nuovi scenari. Anzitutto, si apprende come l'aspetto originale del modulo che garantisce la pedalata assistita risieda nella possibilità di installarlo sul telaio senza modificare l'interasse tra le ruote. Grazie a questa caratteristica, pertanto, molte delle biciclette tradizionali potrebbero essere modernizzate senza dover subire modifiche importanti. L'idea di poter utilizzare la bici senza dover faticare alletterebbe così molte persone, stanche di dover subire il traffico a bordo della propria auto per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro. A dire il vero, lo sforzo richiesto per pedalare non sparisce del tutto, ma la coppia fornita dal motore elettrico viene incontro al ciclista in tutte quelle situazioni che scoraggiano i più, come salite, cavalcavia o anche dei semplici falsopiani che comunque sono presenti nei centri urbani.

TECNOLOGIA AUTOMOTIVE PER I CICLISTI
A livello tecnico le caratteristiche più interessanti di questa proposta di e-mobility sono molteplici, ma la peculiarità consiste proprio nel travaso di know how messo in atto dal sistemista tedesco. Ci riferiamo all'adozione dei diversi sensori che inviano segnali alla logica di controllo contenuta nella centralina elettronica. Il funzionamento del sistema è quindi molto simile ad altre applicazioni Bosch come i sistemi ABS ed ESP, caratterizzati appunto dall'interazione tra sensori e logica di controllo. Il risultato di questa strategia di implementazione si traduce in quattro livelli di servoassistenza (Eco, Tour, Sport e Speed) selezionabili dal ciclista, che intervengono poi sulla coppia erogata al pedale in base agli input velocità di percorrenza, frequenza e intensità della pedalata provenienti dai sensori. I dati dichiarati sono di un'autonomia variabile da 35 a 80 km in base alle prestazioni richieste mentre la batteria si ricarica completamente in 2,5 ore e fino al 50% con un ciclo di 1 ora. La massima velocità garantita in modalità elettrica è fissata a 25 km/h per non sforare nella categoria dei ciclomotori all'atto dell'omologazione. Il 100% dell'eco-sostenibilità si raggiunge infine con la possibilità di ricaricare le batterie con la tecnologia del fotovoltaico, grazie ad un sottile film in grado di rifornire di energia una batteria al litio di 8 Ah in 2,5 ore tra i -40°C e gli 85°C di temperatura.

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Tag: Curiosità , mobilità sostenibile , inquinamento


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