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pubblicato il 30 novembre 2010

Renault, verso le emissioni zero

La strategia della casa francese punta direttamente all’elettrico

Renault, verso le emissioni zero
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Ridurre l'impatto ambientale dell'automobile e dell'industria che la sostiene. Un impegno che tutte le case hanno dovuto mettere al centro della loro azione di fronte a legislazioni sempre più stringenti - nel 2012 le emissioni medie per ogni costruttore dovranno essere di 130 g/km di CO2 e nel 2020 si scenderà a 95 g/km di CO2 - e ad una percezione sempre più spiccata da parte dei consumatori per i problemi che riguardano la conservazione del pianeta. L'obiettivo, anche di immagine, è quello di ridurre le emissioni delle fabbriche e dei prodotti in un mondo nel quale la produzione globale di automobili è salita dai 16,5 milioni di unità del 1960 ai 62 milioni di oggi e i trasporti pesano per il 36% delle emissioni di CO2, il gas serra individuato come principale responsabile dei cambiamenti climatici in corso. Se la rotta è unica, i percorsi sono molteplici e Renault ne ha scelti fondamentalmente tre.

L'APPROCCIO RENAULT
Auto elettrica, downsizing e ottimizzazione dei motori a benzina e Diesel sono gli obiettivi della casa francese. Il progresso registrato per l'ultimo capitolo appare evidente: nel 1995 una Renault Clio 1.9D da 63 CV registrava un valore medio di emissione pari a 164 g/km di CO2, oggi la terza generazione della Clio ha diminuito questo valore fino a scendere sotto i 100 g/km. Per i prossimi anni sono possibili ulteriori miglioramenti del 20%. Ulteriore spinta verso l'efficienza arriverà dall'utilizzo di motori di cilindrata e frazionamento inferiori dotati di turbocompressore e iniezione diretta come il nuovo 3 cilindri. Il capitolo più innovativo e ambizioso è quello dei veicoli a impatto zero che offrono un rendimento alla ruota del 34% contro il 20% di quelli dotati di motore tradizionale. Le batterie agli ioni di litio, sviluppate dall'alleata Nissan insieme alla NEC, offrono oramai potenza, affidabilità, sicurezza, nessun effetto memoria, una durata di 10 anni e riciclabilità del 90% alla fine del ciclo di vita. La casa francese ha in programma una gamma di quattro prodotti a zero emissioni: Twizy (microcar con due posti allineati versione "con" e "senza" patente), Zoe (lunga 4 metri, come una Clio), la berlina Fluence Z.E. e il Kangoo Express Z.E.

LE ANSIE DEL CLIENTE
L'automobilista che si avvicina all'auto elettrica ha bisogno di essere rassicurato e di sapere che possederla e utilizzarla non crea problemi. Due le certezze che chiede: la presenza di una infrastruttura di ricarica e assistenza e un'autonomia accettabile. Renault promette per le sue auto elettriche, allo stato attuale, 160 km tra una ricarica e l'altra, una distanza ampiamente inferiore al tragitto medio di un automobilista europeo che, per l'87% della popolazione, non supera i 60 km. I progressi tecnici attesi per i prossimi anni assicureranno autonomie fino a 250 km, pur sempre assai inferiore alle abitudini odierne. Questo fattore, unito alla mancanza di una infrastruttura di rifornimento per le batterie, rischia di creare ansia e insicurezza nell'automobilista. Un problema psicologico più che reale, ma prima di questo c'è il problema dei costi.

COSTO ACCESSIBILE
Renault intende offrire un veicolo elettrico al 100% alla portata di tutti, offerto con una strategia di vendita orientata alla semplicità attraverso tre modalità: l'acquisto, il noleggio o il finanziamento. Per diminuire il costo per il cliente e fornire un ulteriore elemento di rassicurazione, Renault chiederà al cliente di acquistare l'auto separatamente dall'elemento più "sensibile", ovvero la batteria per la quale pagheranno un noleggio compreso tra 70 e 80 euro mensili per allontanare ogni rischio e dilazionarne il costo. Quanto al costo del carburante, ovvero dell'energia elettrica, Renault calcola in 2,5 euro ogni 100 chilometri il costo, contro i 7,1 euro di una Clio 1.2 16v che dichiara 5,9 litri/100 km di consumo medio di benzina. I costi di utilizzo inferiori che ne risultano bilanceranno il costo superiore derivante dall'acquisto dell'auto elettrica. Secondo il costruttore francese, infatti, la somma del costo relativo al carburante e alla manutenzione di una Renault a benzina/Diesel sarà sempre maggiore del costo generato dal noleggio della batteria, dalla manutenzione e dal consumo di elettricità.

QUALE SCENARIO FUTURO?
Renault ritiene che nel 2020 il 10% delle vendite di nuovi veicoli nel mondo sarà coperto da modelli elettrici. Le previsioni per l'Europa sono di 600.000 auto elettriche nel 2016 e 1,2 milioni nel 2020. Il Gruppo Renault-Nissan scommette molto su questo scenario futuro, tanto che nel 2013 produrrà 500.000 veicoli elettrici, un volume imponente sostenuto da un apparato industriale che solo in Europa potrà contare su tre stabilimenti.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Mercato , Renault , mobilità sostenibile , auto elettrica


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