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pubblicato il 29 novembre 2010

Porsche dice no alla crociata anti-SUV di Padova

Per l'UNRAE "sono pochi e ingombrano quanto una station wagon"

Porsche dice no alla crociata anti-SUV di Padova

Padova e SUV, un rapporto conflittuale sul quale UIGA, UNRAE e Porsche Italia, che proprio nel capoluogo veneto ha sede, hanno voluto far luce a qualche settimana dalla proposta lanciata dalla giunta patavina di vietare ai SUV il transito all'interno delle mura urbane a causa dell'eccessivo ingombro e dei danni causati alla pavimentazione stradale da questa tipologia di auto. Chiamando a raccolta accademici, giornalisti, tecnici di settore e rappresentanti delle istituzioni a confronto nel talk show "Auto@Ambiente - Vere bugie e false verità" ospitato sabato scorso dal Lounge Q di Padova, il mondo dell'auto si è espresso compatto: le accuse ai SUV sono mistificazioni.

SUV E FAMILIARI PARI SONO
In termini di peso e dimensioni, l'UNRAE ha fatto notare che le differenze fra SUV e le vetture più diffuse sono sottilissime: "Si tratta di accuse - ha spiegato il direttore generale Gianni Filipponi, - che non stanno in piedi. In primo luogo perché dalle statistiche dell'immatricolato italiano nei primi dieci mesi del 2010 emerge che le lunghezze medie ponderate dei SUV e delle auto station wagon corrispondono rispettivamente a 4,5 e 4,6 metri, mentre gli ingombri equivalgono agli 8,1 mq degli uni contro gli 8,3 mq delle altre; e un dato del tutto analogo vale per i veicoli immatricolati nella provincia padovana". Stesse considerazioni per quanto riguarda i danni al ciottolato del capoluogo veneto da parte del consigliere provinciale Carlo Emanuele Pepe del PDL, secondo il quale "Un semplice calcolo eseguito dagli addetti ai lavori ci dice che il SUV medio, con pneumatici di primo equipaggiamento, che sono più grandi rispetto a quelli montati su una vettura media e dunque con una maggiore impronta a terra, grava per circa 1,67 kg per cmq, mentre quest'ultima esercita un carico al suolo pari a 1,97 kg per cmq".

MA QUANTI SUV CIRCOLANO A PADOVA?
I dati forniti da Adiconsum dicono che su 166.533 SUV circolanti in Veneto 7.000 di questi si muovano nel territorio del Comune di Padova. Monitorando per cinque giorni (nelle fasce orarie 7.00-10.30/16.30-19.30) i flussi di traffico in entrata nel centro storico dai principali varchi cittadini (via Cavalletto, p.le Pontecorvo, p.zza Mazzini, via Falloppio direzione Gabelli e direzione Boschetti) si è appurato che su un totale di 47.530 veicoli transitati solo il 4% erano SUV, cioè 1.907 vetture. Un provvedimento rivolto solo ai veicoli con ruote di diametro superiore a 73 cm, come si vorrebbe fare a Padova sulla falsariga del provvedimento in vigore dal 2005 a Firenze, dunque non sarebbe risolutivo. Firenze, ha detto l'assessore Massimo Mattei, intervenendo al dibattito via telefono "ha sì vietato il traffico nel cuore cittadino, senza però discriminare tra categorie di veicoli, e lo ha anche aperto a un disegno di mobilità sostenibile ad ampio spettro". "La storia - ha sottolineato Roberto Nardo, presidente di Adiconsum Padova - è piena di provvedimenti sbagliati. Basti ricordare, tra gli altri, il superbollo che penalizzava i veicoli alimentati a GPL, che oggi, al contrario, sono utilmente incentivati. La verità è che appare più semplice colpevolizzare l'auto piuttosto che organizzare efficaci alternative di mobilità urbana, cavalcando peraltro quell'antipatia che una fetta di padovani nutre verso i SUV".

QUESTIONE DI EDUCAZIONE
Un'altra accusa che molti cittadini padovani rivolgono ai proprietari di SUV è quella di intralciare il traffico. In un sondaggio pubblicato da Il Mattino di Padova infatti l'84% si è dichiarato favorevole al divieto proposto qualche settimana fa dall'assessore Alessandro Zan. "Anche perché - ha sottolineato Nardo - e pure questo è un fatto, talora li si trova a intralciare il traffico all'uscita delle scuole". "Ma un conto - gli ha fatto eco il vice cooordinatore provinciale del PDL Raffaele Zanon - è l'educazione di chi è alla guida, un altro è provvedere in maniera discriminatoria. Certo, porta più voti schierarsi contro l'auto e, in un periodo di crisi, scagliarsi contro i SUV, ancora percepiti da alcuni come status symbol, può essere popolare".

ELETTRICA PERO' SAREBBE MEGLIO
"Buttare la croce addosso all'auto - ha affermato Fabio Orecchini, docente, giornalista e coordinatore scientifico di H2Roma- equivale a sollevare un polverone che oscura la realtà dei fatti; vietare ha ben poco senso, anche perché è meglio ragionare in un'ottica di medio-lungo periodo, decidendo fin d'ora quali auto vogliamo avere tra dieci anni. E l'auto elettrica, che non inquina, è già qui".

CASADEI: LE CASE SI IMPEGNANO
L'importanza del dibattito in tema è fuori discussione, "ed è per questo - ha aggiunto Loris Casadei, direttore generale di Porsche Italia e presidente UNRAE - che non ci si può sottrarre al confronto. Invece di ricorrere a divieti frettolosi e superficiali, è opportuno affrontare la complessità che vi si lega. Ed è giusto riconoscere l'impegno delle Case che ogni anno investono complessivamente 50 miliardi di euro a vantaggio della sicurezza e dell'ambiente. Tutto questo anche nel difficile contesto attuale, stringendo i denti per mantenere l'occupazione: in caso contrario l'impatto sull'economia sarebbe devastante".

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Tag: Attualità , Porsche , mobilità sostenibile , blocco traffico , inquinamento


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