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Curiosità

pubblicato il 27 novembre 2010

Come si sceglie un'auto della Polizia

Viaggio fra le procedure di acquisto delle "vetture in uniforme"

Come si sceglie un'auto della Polizia
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Un recente articolo di OmniAuto.it relativo all'acquisto da parte di Autostrade per l'Italia di un lotto di 58 Seat Exeo ST per la Polizia Stradale ha risollevato nei nostri lettori l'annosa polemica sull'opportunità di scegliere vetture italiane per servizi di pubblica sicurezza. "Perché non l'Alfa Romeo 159?" hanno scritto alcuni, sottolineando il fatto che l'utilizzo delle auto del Biscione avrebbe contribuito a risolvere parte dei problemi dell'Alfa e a dare lavoro agli operai italiani. In realtà la questione non è così semplice come appare e coinvolge una serie di motivazioni e procedure che meritano di essere approfondite.

IL MIGLIORE OFFERENTE VINCE
Parte del problema è sicuramente da attribuire ad una sempre più ampia e variegata offerta da parte delle marche automobilistiche straniere e da una contemporanea contrazione di quella di Alfa Romeo e del gruppo Fiat, storici fornitori delle "auto in uniforme", dalle Pantere della Polizia alle Gazzelle dei Carabinieri. Il resto della questione si gioca invece sui temi della libera concorrenza, della migliore offerta economica e della trasparenza, come stabilito dalle norme della comunità europea recepite anche dalla legislazione italiana (d.lgs. 163/2006). Un esempio chiarificatore di questa politica degli acquisti viene da uno degli ultimi appalti indetti dalla Polizia di Stato, dove il criterio d'aggiudicazione del contratto di fornitura di 60 station wagon a gasolio è chiaramente indicato come "il prezzo più basso".

ALFA ROMEO, NON PIU' REGINA
L'Alfa Romeo 159, modello che per ultimo ha raccolto l'eredità delle varie 156, 155, Giulietta,Alfetta e Giulia della "Squadra volante" e della Polstrada, è quella che subisce sempre più spesso la concorrenza delle varie BMW Serie 3, Subaru Legacy, Audi A4, Renault Laguna, Volvo V50 e Volkswagen Passat, soprattutto in versione familiare, ed ora anche della Seat Exeo ST. A rendere ancora più traballante il presente e il futuro dell' Alfa 159 ci si è messo poi lo stesso Sergio Marchionne, che in incontro con gli analisti finanziari l'ha semplicemente definita "un errore". Una tendenza simile, ancor più evidente a causa di una carente offerta nostrana, riguarda poi tutta la pubblica amministrazione, che potendo contare anche sull'attività del Consip, acquisisce le famose "auto blu" e tutte le auto di servizio senza poter più fare conto sulle scomparse Lancia Thesis, Lancia Lybra o sulla Fiat Croma a fine carriera. Il medesimo principio del "migliore offerente", a parità di pacchetto completo di servizi, guida la scelta di regioni, province, comuni ed enti statali in cerca di vetture con cui rinnovare il proprio parco veicoli, senza particolari preferenze fra auto italiane o straniere.

GARE D'APPALTO
Tornando al caso delle Seat Exeo ST 2.0 TDI 143 CV Style per la Polizia Stradale, occorre per prima cosa ribadire che si tratta di una fornitura decisa sulla base di un bando di gara indetto da Autostrade per l'Italia S.p.A. e vinto da Seat Italia, parte di Volkswagen Group Italia S.p.A. A tutti gli effetti si tratta quindi di una gara d'appalto fra aziende che, utilizzando la procedura a evidenza pubblica, coinvolge due società per azioni. Lo Stato, nella fattispecie il Ministero dell'Interno, ha voce in capitolo su questo tipo di contratti di fornitura in quanto la Polizia Stradale, specialità della Polizia di Stato, dipende proprio dal "Viminale" e le vetture in dotazione al servizio di pattugliamento autostradale devono rispondere a rigorosi criteri tecnici stabiliti da prescrizioni ministeriali e apposite convenzioni sottoscritte da forze dell'ordine e dalle varie società concessionarie autostrade.

SERVIZIO COMPLETO: AUTO E MANUTENZIONE
Semplificando al massimo i termini della spinosa tematica si può quindi dire che Autostrade per l'Italia, come le altre concessionarie che gestiscono i tratti autostradali su cui vengono utilizzate in servizio le auto della Polizia Stradale, pianifica i propri acquisti sulla base delle proprie esigenze e di quelle delle forze dell'ordine, puntando al massimo risparmio possibile. I termini economici di questi contratti di fornitura non includono il solo acquisto delle singole vetture, ma una serie di servizi come la manutenzione garantita per un certo numero di anni e la possibilità di appoggiarsi con facilità ad una rete service diffusa sul territorio. Il servizio di assistenza tecnica ordinaria e straordinaria esterna, un tempo affidata agli "autocentri" della Polizia (in perenne carenza di fondi), è ormai parte integrante della gara d'appalto e contribuisce in maniera pesante all'aggiudicazione della fornitura.

TEMA IMPORTANTE PER L'ASAPS
Per avere un'ulteriore conferma sul variegato panorama delle auto della Polizia Stradale abbiamo contattato anche Giordano Biserni, presidente dell'Asaps. Biserni ribadisce quanto importante sia questo tema e quanto stia a cuore al personale della Polstrada, "impegnato tutti i giorni sulle strade italiane". A titolo di esempio porta il caso dell'ultima gara d'appalto vinta da BMW per la fornitura di 196 auto e che tramite la metodologia della gara d'appalto europea ha già permesso di consegnare 40 vetture in colori d'istituto e in allestimento specifico e di avere 5 anni di manutenzione garantita. Una curiosità, meno nota al grande pubblico, è che alcune delle vetture più potenti e veloci sequestrate dalla Polizia vengono a volte impiegate in incognito come "auto civetta" per particolari servizi di pattugliamento che richiedono caratteristiche speciali.

CORSA AL RIBASSO
Un ultimo aspetto che merita di essere evidenziato è quello relativo all'aggressiva politica dei prezzi praticata da quasi tutte quelle case automobilistiche che intendono entrare nel business delle forniture alla pubblica amministrazione. In queste gare d'appalto la competizione è sempre più serrata e la corsa all' "euro in meno" spinge molti a ridurre drasticamente il margine di guadagno pur di poter vantare una propria flotta di auto fra i ranghi delle forze dell'ordine, delle forze armate o in uso ai politici più in vista. In tutti i casi si tratta di forniture che danno un buon ritorno d'immagine e ottima pubblicità, cosa affatto sgradita nei piani di un'azienda. Un'estremizzazione di questo concetto è quella della Lamborghini Gallardo della Polizia e la successiva LP560-4, regalate dalla Casa del Toro con un'abile strategia di marketing che pare aver offerto vantaggi ad entrambe le parti.

LIBERO MERCATO EUROPEO
Che piaccia o no l'Italia fa parte dell'Europa e per quanto possa far male vedere le nostre forze dell'ordine viaggiare su vetture prodotte e sviluppate all'estero, occorre ammettere che le procedure d'acquisto con gara d'appalto (introdotte ormai molti anni fa) forniscono una serie di garanzie di trasparenza, tracciabilità ed efficienza economica che dovrebbero, almeno in teoria, scongiurare gli sprechi di denaro pubblico derivanti da un regime di monopolio o da acquisti altrimenti "pilotati". In tutto il Vecchio Continente vige ormai questa regola e le polizie degli altri paesi comunitari viaggiano su vetture di tutte le nazionalità, esclusa forse la Germania dove il prodotto locale sembra vincere sempre. Anche nella Repubblica Federale esistono però casi contrari, come ad esempio le Moto Guzzi Norge acquisite lo scorso anno dalla Polizia di Berlino. Ben vengano quindi le Fiat Punto Evo, le Bravo, le Alfa Romeo Giulietta e 159 o le future Lancia/Chrysler nei colori azzurro e bianco e coi lampeggianti sul tetto: significherebbe che l'industria italiana dell'automobile è riuscita a ritrovare quella concorrenzialità che le permette di giocarsela ad armi pari con gli altri colossi europei ed asiatici che, almeno in questo particolare mercato, sembrano averla superata.

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Tag: Curiosità , auto italiane , polizia


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