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Mercato

pubblicato il 26 novembre 2010

Mirafiori produrrà una berlina e un SUV con marchio Alfa e Jeep

Marchionne vuole farne "un impianto internazionale"

Mirafiori produrrà una berlina e un SUV con marchio Alfa e Jeep
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Mirafiori diventerà "un impianto di livello internazionale". Lo ha detto oggi l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, che inaspettatamente rispetto alle previsioni dei giorni scorsi ha partecipato questa mattina al vertice fra azienda e sindacati che si è svolto presso l'Unione Industriale di Torino alla presenza del responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, Paolo Rebaudengo, e di tutti i sindacati (Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e associazione Capi e Quadri Fiat). A loro il manager italo canadese ha confermato che dallo storico stabilimento nasceranno ogni anno 280mila modelli derivanti dall'Alleanza tra Fiat e Chrysler, ovvero una berlina e un SUV con marchio Alfa e Jeep.

MODELLI INTERNAZIONALI
La scelta di produrre proprio a Mirafiori vetture Jeep e Alfa Romeo non è casuale. Questi due infatti sono "i marchi più internazionali" dei due Gruppi uniti dall'Alleanza, come ha sottolineato lo stesso Marchionne, ovvero brand "che hanno potenzialità di sviluppo sul mercato globale". I modelli prodotti a Mirafiori, infatti, "non saranno venduti solo nell'Unione Europea, ma più della metà è destinata a raggiungere i mercati di tutto il mondo, al di fuori del'Europa, specialmente in America".

UNA NUOVA PIATTAFORMA DAGLI STATI UNITI
Tecnicamente a Torino sarà portata "una nuova piattaforma dagli Stati Uniti che servirà per produrre auto e SUV di classe superiore, sia per il marchio Jeep sia per l'Alfa Romeo", come ha spiegato Marchionne, sottolineando che questa "è l'architettura più avanzata di cui disponiamo, che è nata come base per l'Alfa Romeo Giulietta e che si è poi evoluta ed è stata perfezionata in Chrysler. Oggi è diventata la piattaforma universale comune ai due gruppi, da cui nasceranno tutte le future vetture dei segmenti C e D, automobili e SUV".

L'INVESTIMENTO DA OLTRE UN MILIARDO DI EURO
L'investimento che prevede il Gruppo Fiat è superiore a un miliardo di euro. "Siamo disponibili a partire subito per mettere in pratica il progetto - ha detto Marchionne -: se lo finalizziamo in tempi rapidi saremo in grado di adeguare l'impianto alle nuove produzioni nel giro di un anno e mezzo. In questo modo - ha concluso - potremo rispettare i tempi previsti per il lancio commerciale dei futuri modelli Jeep e Alfa Romeo che potrà avvenire nel corso del terzo o al massimo quarto trimestre del 2012".

UN REFERENDUM PER AVERE IL CONSENSO DEI LAVORATORI
Proprio come a Pomigliano d'Arco, anche a Mirafiori è confermato che si terrà un referendum per testare il gradimento del piano aziendale tra i lavoratori. Per Sergio Marchionne è importante che gli operai siano d'accordo. "Sono loro - ha detto oggi - che avranno la responsabilità e il privilegio di trasformare Mirafiori in un impianto di livello internazionale. Potrebbe essere utile a tutti noi, in questa sala, sapere direttamente da loro, magari tramite un referendum, che cosa ne pensano", ha concluso, aggiungendo che portare la nuova piattaforma americana a Mirafiori "vuol dire garantire allo stabilimento la possibilità di produrre più di 1.000 auto al giorno".

"LA POLITICA DEVE RESTARE FUORI DALLA PORTA"
L'incontro di oggi tra azienda e sindacati è servito anche per mettere in chiaro che tipo di rapporto il Lingotto vuole tenere con i suoi operai e che cosa si aspetta da loro. Marchionne si è detto disposto al dialogo, per rispondere ai mesi di alta tensione sindacale, ma ha anche messo le mani avanti dicendo ai sindacalisti: "L'appello che vorrei fare a tutti voi è quello di tenere la politica fuori dalla porta e gli estremismi lontani dalla fabbrica; di lasciare le prove di forza ai deboli. Portiamo invece a questo tavolo idee e proposte, portiamo la voglia costruttiva e l'impegno di fare qualcosa di valore", ha concluso chiedendo trattative rapide.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro , torino


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