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pubblicato il 25 novembre 2010

Le Fiat saranno anche "Made in China" dal 2012

Oggi i fornitori italiani hanno visitato gli stabilimenti Fiat e Magneti Marelli a Shanghai

Le Fiat saranno anche "Made in China" dal 2012

Entro la metà del 2012 dalla linea produttiva della Provincia dello Hunan usciranno i primi modelli Fiat "Made in China". Lo ha confermato ad OmniAuto.it Claudio Barbero, Responsabile Ufficio Export Unione Industriale Torino, che si trova a Shanghai insieme ai rappresentati di Confindustria e ICE nell'ambito di un viaggio promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, ANFIA e UIT, per far incontrare una delegazione di aziende italiane di fornitura auto con le imprese locali. La mission è ridefinire il portafoglio clienti e sfruttare l'altissimo potenziale di crescita del primo mercato automobilistico del pianeta.

LA VISITA A MAGNETI MARELLI E AL FIAT POWERTRAIN R&D CENTER
Poche ore fa si è conclusa la visita della delegazione italiana presso lo stabilimento di Magneti Marelli nel distretto industriale di Jiading (Shanghai), nato dalla joint venture siglata nel 2009 fra la Magneti Marelli e la Shanghai Automobile Gear Works (SAGW, principale costruttore cinese di cambi per auto) e più tardi, nello stesso distretto, i 66 partecipanti all'iniziativa - "molto costruttiva e Business-oriented", come l'ha definita Barbero - hanno visitato il centro tecnico di Fiat Powertrain. Ed è qui, nel quartier generale del Gruppo Fiat in Cina, che è stata confermata alle aziende italiane la produzione di auto Fiat entro la metà del 2012, grazie alla joint venture paritetica stretta pochi anni fa tra il Lingotto e la Guangzhou Automobile Group (GAC), già partner di Honda e Toyota. Il Gruppo italiano e la GAC hanno infatti intrapreso nella Provincia della Hunan il più grande investimento automobilistico del territorio ed anche Pechino è tra i sostenitori dell'iniziativa (il Governo ha varato diverse manovre per favorire nuovi investimenti nelle sei province della Cina centrale).

ESSERE IN CINA PER UN BUSINESS GLOBALE
"Bisogna essere in Cina per produrre e vendere in Cina", ha sottolineato Barbero, riferendosi agli ovvi vantaggi in termini di costi, logistica e competitività. Da questo punto di vista è chiara l'importanza che ha questo viaggio per la delegazione di aziende italiane. La produzione di auto Fiat in Cina è per i fornitori del Lingotto non solo un'opportunità di business in più, ma anche una chiave che apre loro e ai nuovi fornitori del Gruppo torinese la porta verso un'attività globale e che, se basata nel primo mercato mondiale dell'auto, può portare loro nuovi clienti: i produttori di auto cinesi. "Competere ed allearsi" sono infatti le due facce della stessa moneta, quella del business automotive, e la firma, avvenuta poche ore fa, dell'accordo tra il Distretto Industriale di Jiading e l'Unione Industriale di Torino conferma la presenza di queste opportunità di business a 360 gradi basati sulla reciprocità. "Non sono esclusi investimenti cinesi nel nostro Paese", ha detto Barbero. E questo scambio paritetico tra Italia e Cina è altrettanto confermato dalla collaborazione stretta tra Università. Non a caso, l'ultima tappa del viaggio è stata rappresentata dalla visita al Tongji Automobile Collage, l'istituto cinese che da tempo collabora con il Politecnico di Torino nell'ottica anche di uno scambio di studenti.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , cina


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