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pubblicato il 24 novembre 2010

Michelin Pilot Super Sport

Un pieno di sensazioni a Dubai con il nuovo pneumatico high performance

Michelin Pilot Super Sport
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I forti temporali che stanno colpendo l'Italia in queste settimane rendono difficile la vita degli automobilisti, ma anche quella di chi le auto le deve guidare per mestiere. Noi, ad esempio, dovevamo provare il nuovo pneumatico della Michelin destinato ad auto sportive, il Pilot Super Sport. Parliamo di una gomma ad alte prestazioni che richiede una prova di guida al limite, sull'asfalto di una pista asciutta. Sono condizioni ambientali introvabili di questi tempi in Europa, il che ci ha obbligato a fare una scelta di campo, o meglio di continente: volare negli Emirati Arabi, destinazione autodromo di Dubai...

IL PILOT CHE E' VALSO UN VIAGGIO
Oggetto della nostra prova è appunto l'ultima evoluzione dello pneumatico high performance made in Clermont-Ferrand che dopo 3 anni di sviluppo prende il testimone dal Pilot Super Sport 2. La progettazione è stata ispirata dalle ultime partecipazioni di Michelin alla 24 Ore di Le Mans e a gare di Endurance minori, mentre i test per le coperture stradali si sono svolti nei principali Proving Ground internazionali, come Nardò, Papenburg ed il Nürburgring. Tanti chilometri percorsi in condizioni estreme hanno consentito un importante travaso di tecnologia dal mondo delle corse, come l'impiego di materiali compositi per la costruzione della carcassa della gomma e l'utilizzo di due mescole per l'area di contatto con il suolo. La cintura posta sotto il battistrada del Pilot Super Sport è ad esempio costruita con una fibra poliammidica denominata Twaron e le spalle laterali sono rinforzate con fibra di carbonio. Ma le aspettative crescono ulteriormente quando si legge che il nuovo Pilot è nato dalla collaborazione di Michelin con Porsche, BMW M Division e Ferrari...

UN LEGAME ESSENZIALE
Se è vero che molte auto possono montare le nuove Michelin Pilot Sport, i tre costruttori sopracitati sono gli unici che hanno richiesto al "gommista" francese di soddisfare i parametri che i propri telaisti deliberano per definire il comportamento dinamico di una vettura. Parliamo quindi di modelli specifici, come la Porsche 911, la BMW M3 e la Ferrari 599 GTO, macchina che ha fornito gli obiettivi di riferimento per caratterizzare questo pneumatico. Il lavoro di affinamento è poi continuato grazie alla pluriennale esperienza di collaborazione con Porsche, sia nelle competizioni (dal 2001) che per l'equipaggiamento delle sportive stradali (2005). Il Pilot Super Sport ha subìto così un tuning profondo delle caratteristiche peculiari di una gomma ad alte prestazioni. Una curiosità: sulla spalla del pneumatico è prevista una dicitura per identificare la mescola e la carcassa appositamente studiate per il modello di vettura.

LA PAROLA AI PROTAGONISTI
"A parità di resistenza al rotolamento", ci ha confidato l'ingegner Michael Haupt, responsabile Porsche per lo sviluppo degli pneumatici, "la nuova copertura migliora le caratteristiche di handling, comfort e durata del Pilot Sport 2, in tutte le condizioni di aderenza". Continua Haupt: "Il punto di partenza è stata la scelta della larghezza dello pneumatico, che Porsche definisce in base ai carichi verticali generati nei trasferimenti di carico e che si traducono in capacità di generare le forze a terra". Il testimone è passato quindi all'ingegner Olivier Bouhet, capo progettista Michelin per pneumatici sportivi, con cui abbiamo parlato di carcassa e mescole: "Gli step per lo sviluppo sono tre: si definisce la mescola e la sua rigidezza; si stabilisce la rigidezza delle tele sotto il battistrada e la struttura della spalla; il passo finale è quello di limitare il decadimento prestazionale all'aumentare della temperatura, ripensando anche all'utilizzo di materiali differenti". Abbiamo quindi chiesto quali benefici ha portato l'adozione della cintura in Twaron. "Il Twaron - risponde Bouhet - riduce la deformazione centrifuga della zona del battistrada alle alte velocità e garantisce di conseguenza un'ampia area di contatto con il suolo, uniformando la distribuzione di pressione e limitando i surriscaldamenti localizzati. Tutto ciò si traduce in un mantenimento delle prestazioni nel tempo e nell'abbattimento dell'usura". Il tecnico francese ci ha poi spiegato che il rinforzo in fibra di carbonio della spalla arriva dall'esperienza alla 24 Ore di Le Mans, per aumentare la resa chilometrica della gomma sotto le alte forze laterali richieste e far lavorare al meglio la mescola bi-compound.

SCENDIAMO IN PISTA, SU ASCIUTTO E BAGNATO
Michelin dichiara per il nuovo prodotto il tempo sul giro più veloce in condizioni di asciutto e sottolinea di aver ottenuto questo risultato confrontandosi con altri costruttori di pneumatici presso il centro prove del TUV SUD, noto organo tedesco specializzato in test ed omologazioni in campo automotive. A Dubai, però, toccava a noi constatare sul campo queste dichiarazioni, e allora siamo scesi in pista. La prima prova è stata di carattere oggettivo e ha quindi permesso di confrontare i Super Sport con alcuni suoi diretti concorrenti, come il Goodyear Eagle F1 e il Pirelli Pzero. Le auto utilizzate nella prova erano due Audi TT 3,2 V6 quattro e due BMW M3 e sono state impegnate in una simulazione di frenata di emergenza da 90 km/h a 0, sia su fondo bagnato che asciutto. Per eliminare ogni influenza da parte del pilota, la velocità era impostata dal cruise control, mentre una serie di coni posti sull'asfalto definivano il punto in cui iniziare a frenare. Massima concentrazione, quindi, e giù un bel pestone sul pedale del freno! Sul ricevitore GPS montato sopra la plancia leggiamo in tempo reale gli spazi d'arresto, che subiscono effettivamente una riduzione con i Michelin, specialmente sull'asciutto. A dire il vero, abbiamo discusso con i tecnici di come la prova si possa manipolare variando la pressione di gonfiaggio e giocando sul diverso stato di usura delle gomme. La loro disponibilità ad effettuare i controlli con il manometro è stata immediata, ma non potendo realisticamente controllare di persona queste variabili ci siamo concentrati sulla seconda prova, lo steering pad. Per cogliere l'efficacia di questo test sono tornate utili le tecniche che Loris Bicocchi ha insegnato ad OmniAuto.it nel corso per collaudatori della LB Academy. In particolare è stato fondamentale saper affrontare il piazzale bagnato mantenendo l'angolo volante costante, per poi accelerare in progressione fino al limite di sottosterzo. In questo modo i passaggi ripetuti effettuati con le due Audi TT ci hanno permesso di constatare in maniera affidabile come il Pilot Super Sport renda più direzionale l'avantreno e come comunichi meglio al pilota la perdita di aderenza al posteriore in una manovra di rilascio; aggiungiamo, però, che in quest'ultimo aspetto i Michelin perdono grip in maniera più repentina rispetto ai concorrenti.

FEELING NELLA GUIDA AL LIMITE
Le valutazioni soggettive "da collaudatori" sono poi continuate in un'altra area del tracciato, dove ci attendevano quattro Porsche 911 Carrera S, dotate di cambio a doppia frizione PDK e gommate Michelin Pilot Super Sport, Bridgestone S001 e Dunlop GT Max Series. Possiamo darvi più che altro un'impressione del comportamento degli pneumatici, perché il test si sviluppava su tre sessioni in pista, per un totale di soli sei giri con cambio intermedio di macchina (e quindi di gomme). Non eravamo inoltre autorizzati a disattivare il controllo elettronico di stabilità PSM (Porsche Stability Managemet system) e allora ci siamo concentrati sul feeling di sterzo della 911 al variare delle coperture. In fase di inserimento in curva con i Michelin si avverte un miglior grip, comunicato dallo sterzo con una limitata riduzione del carico volante. Non abbiamo avuto la stessa percezione sui pneumatici concorrenti, che tuttavia nel corso del nostro breve test equivalevano i francesi in termini di precisione ai piccoli angoli, progressività e center feeling in rettilineo.

A BORDO DELLE SUPERCAR CON I TEST-DRIVER MICHELIN
La quarta ed ultima prova che i Pilot Super Sport sono stati chiamati a sostenere è stata la più spettacolare ed impegnativa. Sulla Pit Lane, proprio come alla partenza di una 24 Ore di Le Mans, erano schierate supersportive del calibro della Ferrari 458 Italia, Mercedes SLS AMG, Lamborghini Gallardo LP 560-4 e Audi R8 V10. Le hypercars erano rappresentate dalla Gumpert Apollo e dalla Koenigsegg Agera e non sono mancate le BMW e Mercedes modificate dai tuner ALPINA, AC SCHNITZER e MKB. Questa volta il tasto ESP era in posizione OFF, ma a premerlo è stato Jérome Haslin, team leader dei collaudatori Michelin e specializzato nello sviluppo di Ferrari e Porsche. Mentre il test driver dava il meglio di sé alla guida della 458 Italia, dal posto del passeggero gli abbiamo chiesto come si sviluppa uno pneumatico di queste prestazioni. "Noi collaudatori ci confrontiamo con i colleghi di Ferrari e Porsche" inizia Jérome al termine di un prolungato controsterzo "e le persone scelte da Michelin e dai car-makers guidano insieme per molti giorni, a stretto contatto con i tecnici. Ogni Casa punta a raggiungere con le nostre gomme i propri obiettivi della dinamica del veicolo". E mentre il collaudatore calibrava i movimenti sul volante per sperimentare il significato di parametri come il ritardo di sterzo o la progressività, abbiamo scoperto che Ferrari cura molto l'ottenimento di limitati movimenti d'imbardata (cioè attorno all'asse verticale dell'auto) a seguito di repentini input di sterzo. Si percepiva infatti come la vettura al limite, con le gomme già molto calde, si inserisse nelle curve con pochissimo angolo volante e fosse davvero poco sensibile al lift-off (rilascio dell'acceleratore in curva). Salendo poi a bordo della Carrera 4S, un altro collaudatore Michelin ci ha fatto notare come Porsche punti ad avere un'auto molto stabile nei cambi di direzione ad alta velocità, considerando che il motore è montato a sbalzo sulle ruote posteriori. Aprendo il gas all'uscita delle curve, invece, abbiamo notato come il pilota dovesse lavorare molto con lo sterzo per sfruttare l'eccellente motricità della 911. "Questo è un punto chiave che dobbiamo raggiungere quando sviluppiamo le gomme per Porsche" ha detto mentre guidava con noi seduti al suo fianco "e cioè garantire direzionalità all'avantreno con un comportamento tendenzialmente sottosterzante". La nostra esperienza si è quindi conclusa con una serie di giri liberi in pista dove abbiamo potuto guidare le vetture gommate con i Pilot Super Sport, fino a quando il tramonto del sole di Dubai ha chiuso il sipario sulla nostra giornata nei panni di collaudatori Michelin...

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Tag: Accessori , pneumatici


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