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pubblicato il 26 novembre 2010

Emergenza rifiuti: lo smaltimento degli pneumatici cambia

Il Direttore Generale di Ecopneus ci spiega come

Emergenza rifiuti: lo smaltimento degli pneumatici cambia

Dal dossier "Copertone Selvaggio" realizzato da Legambiente ed Ecopneus è emersa una realtà preoccupante: un pneumatico su quattro, quando esaurisce la sua vita su strada, finisce nelle mani della criminalità organizzata. A questo dato si aggiungono le 1.049 discariche illegali scoperte in tutta Italia nel corso degli ultimi anni (per una superficie complessiva grande quanto 800 campi da calcio) e gli oltre 2 miliardi di euro di danno economico complessivo, arrecato sia alle finanze pubbliche che all'imprenditoria legale. Per ovviare a questo l'Italia si è dotata di strumenti legali quali l'art. 228 del Decreto Legislativo 152/2006 e nel 2009 Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli hanno costituito Ecopneus, società consortile che rappresenta oltre l'80% del mercato nazionale e che ha il compito di gestire il rintracciamento dei PFU, la loro raccolta, il trattamento e la destinazione finale e anche di ottimizzarne la logistica, promuoverne nuovi impieghi ed evitare la loro dispersione verso flussi illegali. Il sistema di raccolta e smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso sta dunque cambiando e per capirne i prossimi sviluppi OmniAuto.it ha intervistato il Direttore Generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta.

OmniAuto.it: Dal rapporto di Legambiente sulle discariche illegali è emerso un quadro molto preoccupante... può spiegarci meglio l'attuale ciclo di vita di un pneumatico?
Giovanni Corbetta:Il pneumatico è un oggetto complesso e al tempo stesso familiare, che rende possibile la maggior parte degli spostamenti su strada della nostra vita quotidiana. Questa sua "prima vita" porta inevitabilmente all'usura, rendendo necessario una sostituzione da parte degli operatori preposti come gommisti e stazioni di servizio. In seguito al controllo degli operatori, quando un pneumatico non ha più le caratteristiche indispensabili per una prestazione sicura ed efficiente, neanche attraverso la ricostruzione, diventa rifiuto (Pneumatico Fuori Uso) ed avviato a un processo di raccolta e recupero di cui, in base al decreto atteso, Ecopneus sarà un importante responsabile. In questo processo rientrano tutte le tipologie di pneumatico, compreso dunque il pneumatico moto. Le uniche categorie escluse sono i pneumatici derivanti da biciclette e aeromobili, le "gomme solide", i cingoli gommati e le camere d'aria.

OmniAuto.it: Che ruolo hanno all'interno di questo ciclo di vita i pneumatici ricostruiti?
Giovanni Corbetta:Una volta staccato dal veicolo, quando le condizioni strutturali lo permettono, il pneumatico usurato può essere avviato a riutilizzo in mercati meno sofisticati e performanti oppure inviato a ricostruzione, per far si che continui la propria "seconda vita" su strada. In questo caso, grazie a macchinari e procedure specifiche viene ripristinato il battistrada per poter consentire una circolazione in tutta sicurezza. Tale pneumatico, quindi, non è un rifiuto, ma ancora un prodotto e non rientra nelle competenze di Ecopneus.

OmniAuto.it: Con la prossima emanazione del Decreto Ministeriale attuativo dell'art. 228 del D.Lgs. 152/06, Ecopneus sarà uno dei principali protagonisti dello sviluppo e gestione del sistema che dovrà garantire la raccolta, il recupero e il monitoraggio degli PFU su tutto il territorio nazionale, come vi state preparando?
Giovanni Corbetta:Da tempo Ecopnues lavora in vista dell'importante obiettivo: abbiamo creato un sito internet informativo dove chiunque possa richiedere maggiori delucidazioni, siamo presenti nelle principali Fiere di settore con il nostro staff a disposizione per chiarire qualsiasi necessità, abbiamo, per l'appunto, realizzato in collaborazione con Legambiente il dossier "Copertone Selvaggio" proprio per delineare e portare all'attenzione del grande pubblico la drammatica situazione attuale dovuta alla mancanza di un sistema nazionale integrato. Inoltre, poiché è importante che i principi su cui si fonda tutto il sistema siano condivisi dai principali attori in modo da poter concentrare gli sforzi in una direzione che sia accettata e condivisa da tutti, Ecopneus ha promosso un Protocollo di Intesa tra i principali attori della filiera dal titolo "La gestione dei Pneumatici Fuori Uso: tutelare l'ambiente e dare valore ad una risorsa preziosa", titolo che riassume in sé una nuova visione del pneumatico, non rifiuto ma eco-risorsa da valorizzare. Il Protocollo d'Intesa è stato firmato a Perugia lo scorso Aprile, ma la volontà degli operatori di iniziare a fare "sistema" ancora prima dell'uscita del Decreto Ministeriale ha reso necessaria la stesura e la firma di un secondo Protocollo, firmato a Rimini nel giorno della presentazione del dossier "copertone selvaggio", per allargare i principi condivisi anche a nuovi importanti attori della filiera del PFU.

OmniAuto.it: Quali saranno i vostri competitor?
Giovanni Corbetta:Al momento non ci sono realtà simili ad Ecopneus che si sono candidate per la gestione dei Pneumatici Fuori Uso sul territorio italiano, ma il decreto non pone limiti in questo senso.

OmniAuto.it: E' stata fissata la data di partenza del sistema?
Giovanni Corbetta:L'uscita del Decreto è prevista per la metà di Dicembre. Dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ci saranno tre mesi di tempo per prepararsi alla partenza del nuovo sistema. Dopo questo periodo il sistema dovrà essere attivo a tutti gli effetti. Possiamo quindi prevedere che la nostra realtà inizi la sua attività operativa nella primavera 2011.

OmniAuto.it: Quindi come cambierà il sistema di gestione degli PFU rispetto ad oggi?
Giovanni Corbetta:Ogni anno sono circa 350 mila le tonnellate di PFU prodotte nel nostro Paese e nel 2009 circa la metà è stata destinata al recupero energetico, il 20% è stata recuperata come materia prima seconda per utilizzi urbani e industriali (dato pari alla metà della media Europea) e la quota restante (circa il 25%) si è dispersa in traffici o pratiche illegali.
Questo è dovuto a una mancanza di visione integrata e di sistema sull'intera filiera e all'assenza di un soggetto unico preposto alla gestione. Ecopneus si prefigge l'obiettivo del recupero del 100% dei pneumatici immessi al mercato dalle aziende rappresentate, quota pari a oltre l'80% della produzione complessiva italiana. E' un obiettivo impegnativo, raggiungibile solamente grazie all'individuazione di tutti i punti di generazione del pneumatico-rifiuto, all'ottimizzazione della parte logistica del sistema, ad un appropriato utilizzo del sistema delle imprese specializzate presenti sul territorio e ad una rendicontazione puntuale e trasparente dei flussi di PFU, obiettivi che Ecopneus è pronta ad affrontare in una logica di efficienza ed efficacia, portando benefici ai cittadini, agli operatori della filiera e all'ambiente.

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Tag: Attualità , pneumatici , inquinamento


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