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pubblicato il 8 marzo 2006

Saab 9-5 Wagon Aero

Saab 9-5 Wagon Aero
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Il lifting tecnico-estetico che ha recentemente interessato la gamma 9-5 può essere considerato un caso abbastanza raro. Ritoccare una vettura per mantenere quote di mercato è prassi ormai sempre più diffusa tra i costruttori europei. E' raro però assistere a modifiche così particolari. La scelta dei tecnici Saab è stata quella di in­ter­venire solo su frontale e pos­teri­ore, ma con modifiche talmente decise da tras­form­are com­pleta­mente la fisionomia della vettura.

Il giudizio su tale lavoro è, come ovvio, totalmente soggettivo; certo è che questo nuovo frontale risulta alquanto lontano dai soliti canoni stilistici...

La vettura provata è sostanzialmente identica a quella che abbiamo potuto testare nell'estate del 2004. Il motore ha ora 10 cavalli in più, ma lo spirito Aero non è mutato. Tra le due vetture l'unica vera differenza è data dal nuovo cambio automatico a cinque rapporti, scelto per questa MY 2005 in luogo del vecchio manuale sempre a 5 marce.

Le uniche modifiche che hanno interessato l'interno riguardano plancia e volante. La prima con l'inserimento di un navigatore dallo schermo più grande e di comandi ergonomici per l'impianto di climatizzazione, rimasto comunque immutato. Diverso invece il caso del volante, profondamente rivisto nel disegno e nei comandi. La corona è ora rifinita in plastica con finitura simil-metallo, una scelta estetica che mal si coniuga con la praticità d'utilizzo. L'inserto risulta fastidioso nella guida, senza contare che questo materiale è sempre soggetto ad uno sbiadimento nelle zone di maggior uso.
Per il resto tutto rimane invariato, compresi i tipici "tratti Saab", come il blocchetto d'accensione posizionato sul tunnel o il "famoso portabicchiere" made in Sweden.

I sedili, rivestiti in pregiata pelle, a regolazione elettrica e con memorie, sono comodi e perfettamente regolabili. Ma questa non è stata di certo una sorpresa: la 9-5 punta tutto su comodità e solidità svedese; nella versione Aero c'è poi il plus di un motore capace di prestazioni e comportamento da vera ammiraglia, in sostanza tutto quello che si può chiedere ad una vettura.

I difetti però ci sono. Duole parlarne perché la 9-5 è davvero una compagnia di viaggio fedele e molto onesta. Il primo è il consumo, elevato in quasi tutte le situazioni di marcia, ma d'altronde prestazioni di questo livello difficilmente si accompagnano a costi d'esercizio contenuti. Il vero problema è dovuto al cambio che peggiora di parecchio il dato di consumo: nel ciclo urbano, ad esempio, la nostra 9-5 brucia 3 litri di benzina in più ogni 100 Km rispetto ad una gemella equipaggiata con trasmissione manuale.

La tenuta di strada poi, soffre i classici problemi della trazioni anteriori molto potenti. Con un passo piuttosto lungo, e un peso leggermente sbilanciato sul posteriore rispetto alla berlina, la 9-5 fatica a trasferire a terra i 260 cavalli senza l'intervento del controllo di trazione. A ciò si somma il tipico alleggerimento dello sterzo che impone di tenere due mani salde sul volante quando si dà gas. Almeno in questo il cambio automatico aiuta, sia in modalità totalmente automatica, sia in modalità manuale, grazie ai pulsanti di selezione del rapporto posti sulle razze del volante. In entrambi i casi è infatti possibile guidare senza staccarsi dalla corona.

A conti fatti il vero tallone d'Achille della vettura sembra essere proprio il cambio. Rispetto alla manuale questa 9-5 sembra meno pronta, e dati alla mano ci si rende conto che non è solamente una sensazione. Le prestazioni diminuiscono significativamente, peggiorando di oltre un secondo lo scatto sullo zero-cento.
Anche in modalità manuale la vettura soffre una lentezza della cambiata, oltre ad una più banale, ma non meno importante, scomodità d'utilizzo dei pulsanti sul volante.

Oltre ai difetti però, ai già indicati pregi si aggiungono tutta una serie di caratteristiche tipiche delle vetture nordiche: solidità, resistenza, affidabilità, durata nel tempo. Anche il prezzo, certo non proprio popolare, non sfigura rispetto alla concorrenza tedesca che costa invece decisamente di più. Insomma la Saab continua a convincere; il lifting ha cercato di mascherare gli anni effettivi del progetto, ma in fondo anche la maturità ha il suo fascino.

Autore: Matteo Ortalda

Tag: Test , Saab


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