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pubblicato il 18 novembre 2010

Fiat, la Cgil minaccia lo sciopero nazionale

Il sindacato chiederà stasera al governo di aprire un dialogo sugli stabilimenti italiani

Fiat, la Cgil minaccia lo sciopero nazionale

Il rischio è quello di uno sciopero nazionale. Se la richiesta di un tavolo nazionale nel quale si affronti il problema del futuro degli stabilimenti Fiat in Italia rimarrà inascoltata, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha già deciso: sosterrà l'iniziativa di protesta e mobilitazione dei lavoratori Fiat proposta dalla Fiom. Oggi la stessa leader del sindacato di Corso Italia ha annunciato che chiederà al ministro dello Sviluopo economico, Paolo Romani, che il governo apra un tavolo a Palazzo Chigi sulla riorganizzazione del lavoro negli stabilimenti italiani del Lingotto. I sindacati infatti stasera hanno appuntamento con il ministro, che due settimane fa aveva incontrato Sergio Marchionne, per essere informati sui dettagli di Fabbrica Italia. Inoltre Camusso, in un intervento davanti ai delegati Fiat di Fiom, ha ricordato che se il governo si è appellato all'italianità per conservare la nuova Alitalia in mani italiane, lo stesso discorso vale per Fiat.

"E' altrettanto rilevante mantenere una azienda italiana che produce auto", ha detto Camusso, preoccupata, come alcuni fornitori del Lingotto, che con il passare del tempo, nonostante sia stata la Fiat a comprare la Chrysler, la "testa" della casa automobilistica di Torino si sposti a Detroit. "Chiederemo a Romani di aprire un tavolo governativo che parta dalla testa, cioè dove Fiat farà la sua produzione, e poi discuta a cascata degli stabilimenti e di quali saranno i rapporti fra Fiat Auto e Fiat Industrial dopo lo spin off", ha spiegato Camusso, che stasera incontrerà Romani, a cui chiederà anche aggiornamenti sulle trattative in corso per la cessione dello stabilimento di Termini Imerese.

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


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