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pubblicato il 17 novembre 2010

Marchionne chiede chiarezza ai politici italiani

Basta crisi, "per gestire l'industria italiana abbiamo bisogno di certezze"

Marchionne chiede chiarezza ai politici italiani

"O c'è una crisi o non c'è una crisi: la mancanza di chiarezza è quello che innervosisce il mondo intero". A parlare è l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, che da Los Angeles, dove è stato appena inaugurato il primo Motor Village Fiat-Chrysler e si tiene il Salone dell'auto, è intervenuto sull'attuale crisi di governo. Il fatto che a Montecitorio i lavori stiano rallentando per problemi interni alla maggioranza, mentre l'ipotesi di elezioni anticipate potrebbe avverarsi se il Pdl non recupererà consensi in Parlamento il 14 dicembre (giorno in cui, prima il Senato e poi la Camera, esprimeranno la loro fiducia al governo Berlusconi), non aiuta l'industria dell'auto.

Bocciata la decisione di andare al voto fra un mese e preoccupato per l'economia ("Le persone serie queste cose non le fanno", ha detto), Marchionne ha risposto ai giornalisti americani che gli chiedevano cosa pensa della crisi di governo in Italia: "Noi abbiamo bisogno di stabilità per fare le cose". "L'instabilità non aiuta a livello di clientela, ma non aiuta neanche la gestione industriale del paese - ha proseguito l'ad -. Abbiamo bisogno di certezze". Quelli che stanno arrivando, infatti, sono - secondo l'ad - "12 mesi di inferno", in cui la crisi delle immatricolazioni a livello internazionale si accentuerà. Non c'è quindi spazio, secondo il numero uno del Lingotto, per situazioni politiche poco chiare.

L'uscita dal sistema di incentivi non è facile per il mercato dell'auto ("E' un mondo che sta cercando di ritrovare equilibrio"), ha osservato Marchionne, spiegando che dopo aver "drogato il mercato con il sistema degli incentivi per 24 mesi è normale che, se si stacca la spina, tutto torna come prima. Lo sapevamo, lo avevo detto all'inizio dell'anno e non mi sorprende neanche il calo della quota di mercato", ha proseguito, riferendosi agli ultimi dati sul mercato europeo. Il problema quindi non è soltato italiano. "E' una situazione non facile che va a impattare anche sull'atteggiamento dei consumatori e dei clienti. La gente ha paura. Si è visto benissimo l'impatto a livello occupazionale in Italia, a Mirafiori e in altri impianti. L'ho sempre detto che avremmo adeguato la produzione alla domanda. Lo ripeto da anni che c'è un problema di sovracapacità. Nessun produttore europeo sta guadagnando".

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Tag: Attualità , VIP , roma


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