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pubblicato il 15 novembre 2010

Sicurezza stradale: l'Italia ha fallito

Mancato l'obiettivo UE sul dimezzamento degli incidenti. Automobilisti nel mirino

Sicurezza stradale: l'Italia ha fallito

Automobilisti nel mirino. L'Italia non ha raggiunto l'obiettivo di dimezzare in 10 anni il numero degli incidenti mortali - come le era stato chiesto dall'Unione Europea - e il dito viene puntato su chi utilizza l'auto. Certo, l'Italia non è la sola a non essere riuscita nell'intento (per i dati definitivi bisognerà aspettare la fine del 2010, ma intanto ce l'hanno fatta solo Lettonia (-54%), Spagna (-53%), Estonia (-50%) e Portogallo (-50%), mentre l'Italia, all'ottavo posto dietro Francia, Lituania e Slovenia, si è fermata a circa il 30%), tuttavia i paragoni con gli altri Stati non sono utili in questi casi, come ha detto Mauro Fabris, Presidente della Commissione Studio sulla Sicurezza Stradale - Fondazione Caracciolo, ACI. Ovviamente l'automobilista non è il solo ingranaggio che non ha funzionato (lo Stato ad esempio ha ridotto nel corso degli anni il budget destinato alla sicurezza stradale), ma dal dibattito sull'argomento che si è tenuto oggi presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma (organizzato da BastaUnAttimo) è emerso che tutte le parti, da quelle istituzionali a quelle associative, hanno riscontrato una scarsa, se non nulla, sensibilità degli italiani sulla guida sicura.

L'ITALIA HA FALLITO. E' ANCHE COLPA "NOSTRA"
Il fallimento dell'Italia nel dimezzamento delle vittime della strada dimostra che per la sicurezza stradale non è stato fatto abbastanza. Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione sull'importanza della guida sicura, sono ancora troppi gli automobilisti che sottovalutano il problema, dimenticando che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani al di sotto dei 35 anni. Il fatto è, secondo Fabris, che "finché non si è toccati direttamente non gliene frega niente a nessuno", ma bisogna anche tener conto che se il trend continuerà ad essere quello attuale prima o poi ("è matematico") ognuno avrà una vittima di incidente stradale in famiglia o tra gli amici. Lo sa bene Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, Presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che ha visto un'auto travolvere la figlia di 17 anni uccidendola. Secondo lei, l'Italia ha fallito nel suo obiettivo "per sottovalutazione sociale del reato e del danno" e "si potrà superare tutto questo solo quando sentiremo vergogna per i comportamenti di trasgressione al volante".

ISTITUZIONI TROPPO LENTE
Se il fallimento dell'Italia induce a riflettere sulla responsabilità dell'automobilista, è altrettanto vero che bisogna ripensare al ruolo delle istituzioni e all'efficacia delle norme. Il nostro nuovo Codice della strada è, secondo Luca Montanari, Dirigente Nazionale ANVU (Polizia Locale d'Italia), "il più moderno d'Europa", tuttavia "ci sono errori di forma che in Italia prevalgono sulla sostanza". In altre parole, "per come è impostato il nostro sistema burocratico è così difficile applicare le sanzioni che rischia di saltare tutto", ha detto oggi Montanari. Il fallimento di oggi non deve tuttavia scoraggiare. Piuttosto deve essere una "nuova sfida da cui partire", ha detto Marcello Aranci, Presidente Consulta Provinciale di Roma per la Sicurezza Stradale, ricordando che le Istituzioni con le loro leggi sono troppo lente rispetto alla vera evoluzione della vita sociale (si pensi al caso delle targhe false accaduto in questi giorni e per cui non esiste una norma ad hoc). "La strada ha bisogno di regole certe - ha detto ancora Aranci - che vengano seguite come avviene nel traffico aereo. Perciò ciascuno è chiamato a fare la propria parte. E nessuno può permettersi il lusso di non sapere che il 70% degli incidenti avviene la sera, quando si esce dal lavoro. Per questo il tema della mobilità 'vero' è quello quotidiano, della mobilità urbana in cui gli incidenti mortali avvengono per infrazioni anche apparentemente 'banali' del Codice, come l'alta velocità o il passaggio con il rosso". In pratica, se ciascuno rispettasse di più le regole, più persone tornerebbero a casa.

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Tag: Attualità , codice della strada , incidenti , sicurezza stradale


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