dalla Home

Attualità

pubblicato il 24 febbraio 2006

Dal mondo delle automobili arrivano anche messaggi rassicuranti

Dal mondo delle automobili arrivano anche messaggi rassicuranti

Retorica a parte, è opinione di molti che l'uomo per soddisfare i propri egoismi tenda a distruggere anche la natura che l'ha generato. Il che è parzialmente vero se non si tiene conto del fatto che la natura medesima di fronte alle aggressioni dell'uomo tende ad attivare automaticamente alcuni meccanismi di difesa partoriti dallo spirito di sopravvivenza che è alla base della vita. Tra questi non possiamo dimenticare la capacità da parte dell'uomo stesso di correggere i propri errori o i danni da lui provocati. Filosofia spicciola la nostra, ma non gratuita se confortata da esempi concreti.

Col passare dei secoli, l'uomo si evoluto allenandosi, giorno dopo giorno, a migliorare le proprie condizioni di adattabilità sul pianeta, lasciando traccia della sua genialità: scopre il fuoco per cucinare e difendersi dal freddo, impara prima a domarlo, poi a produrlo in quantità industriale usando vari elementi combustibili presenti in natura. Successivamente, inventa la mobilità accelerata, annullando le distanze sulla terra ferma, via mare e nel cielo. Soluzioni che hanno arricchito le condizioni di vita dell'umanità rendendo meno "maratre", matrigna, la natura stessa. Per dirla come alcuni illustri illuministi.

Tutto ciò però ha come prezzo l'inquinamento di alcune aree del pianeta che ci ospita. Un prezzo che valutato in rapporto ai benefici, rischia di far pendere la bilancia a sfavore del progresso. Fortunatamente, ed è questo il senso del nostro filosofare, l'uomo, organizzato in società, è in grado di riparare i propri danni applicando responsabilmente i correttivi necessari. E di questi esempi ce ne sono tutti i giorni e in tutte le latitudini.
Prendiamo le automobili, la cui diffusione esponenziale sul territorio, nei singoli paesi, è indicata come una delle cause dell'inquinamento. Scattato questo allarme, è subito nata una controffensiva da parte dei costruttori di veicoli consapevoli di dovere tutti insieme abbassare la percentuale dei tassi di inquinamento: identificati nelle polveri MP10 e negli eccessi di CO2. Chi più, chi meno, ha investito nelle tecnologie migliorative ipotizzando soluzioni a breve, a medio e nel lungo termine.

Il Guppo PSA ( Peugeot e Citroen), per esempio, ha inventato il filtro antiparticolato applicato ai suoi propulsori HDi, grazie al quale le emissioni di PM10 vengono eliminate. Altre marche hanno iniziato la commercializzazione delle vetture ibride (con propulsore benzina e/o diesel accoppiato al motore elettrico.

La Peugeot stessa si propone di lanciare sul mercato veicoli ibridi HDi già a partire dal 2010. In tale attesa, per il Gruppo automobilistico d'oltralpe, Peugeot 307 e Citroen C4 alimentate dal propulsore 1,6 litri dotato di sistema FAP, del sitema Stop & Start e del motore elettrico, completo di invertitore, rappresentano la realtà dell'ibrido, nell'immediato. Di più, i due modelli di vettura appena citati, li vedremo in anteprima al Salone dell'Automobile di Ginevra ai primi di marzo di quest'anno. Altre marche ancora stanno lavorando da tempo allo sviluppo di motori, alimentati ad idrogeno. Ma non in aperta concorrenza tra loro, dando per scontato che lo sviluppo compatibile è un bene comune.

In questo contesto, decisamente rassicurante, si giustificano iniziative nobili parallele nell'ambito della comunicazione, alle quali tocca il compito di andare dei segnali positivi circa l'opportunità di perseguire il business evitando con più determinazione le contraddizioni. Da anni il Gruppo PSA, ha dato vita in Brasile ad un progetto che prevedeva la piantumazione di 2 milioni di nuovi alberi al fine di costituire una sorta di "pozzo" capace di catturare un consistente volume di CO2 presente nell'aria, costantemenete monitorato. Mentre in Italia la Peugeot è sponsor di una serie di guide turistiche nate per valorizzare i parchi e le aree protette presenti in alcune regioni. La collana, edita da Il Verde Editoriale, comprende a tutt'oggi la Lombardia, il Piemonte e l'Emilia. Una prova ulteriore di sensibilità e di coerenza da parte della Marca francese che merita di essere seguita con simpatia.

Come dire, in fondo il "diavolo" non è necessariamente brutto come quello rappresentato dall'iconografia.

Autore: Claudio Casaroli

Tag: Attualità


Top