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pubblicato il 8 novembre 2010

Emissioni di CO2: prima Fiat, seconda Toyota

Il Lingotto conferma la leadership europea e i giapponesi migliorano

Emissioni di CO2: prima Fiat, seconda Toyota

A livello europeo i 131 g/km di CO2 emessi in media dalla gamma Fiat confermano la supremazia continentale del gruppo torinese, avvicinato nel 2009 dai 132 g/km di Toyota. Il costruttore giapponese nel giro di un anno ha infatti saputo ridurre del 10% le emissioni di anidride carbonica (contro il -5,3% di Fiat) e guadagnare due posizioni in classifica. Questi sono i dati apparsi nella ricerca 2010 della European Federation for Transport and Environment (T&E), basati sulle performance di immatricolazione delle singole case automobilistiche nel corso del 2009.

PROGRESSO TECNOLOGICO ED INCENTIVI
Presi nel loro complesso i 14 principali costruttori attivi nel Vecchio Continente hanno ottenuto una riduzione media delle emissioni di CO2 pari al 5,1%, con punte massime del 10%, un minimo del 2% e un valore medio di 145,7 g/km. Per rientrare nel limite dei 130 g/km imposto dall'Unione Europea entro il 2015 le case automobilistiche hanno quindi avviato una serie di azioni e aggiornamenti di gamma che permettono di ottemperare alla normativa con un paio di anni d'anticipo. Lo studio dell'associazione con sede a Bruxelles attribuisce una metà del merito di questo "virtuosa" virata ecologica al continuo miglioramento tecnologico delle auto, sempre più pulite e parsimoniose. Non trascurabile è poi il contributo degli eco-incentivi europei che nel 2009 hanno spinto la vendita di vetture più piccole ed efficienti e la crisi globale che orienta i consumatori verso questo tipo di automobili.

TOYOTA IN GRANDE PROGRESSO
Nello speciale podio della CO2 media di gamma la Fiat rimane quindi al primo posto con 131 g/km, seguita a ruota da Toyota con 132 g/km e da Peugeot-Citroen a quota 136 g/km. A seguire ci sono poi Renault, Hyundai e Suzuki, rispettivamente a quota 140, 141 e 142 g/km. In termini di miglioramento percentuale delle emissioni di gamma la Toyota risulta la più performante (-10%), seguita da Suzuki (-9,1%), Mazda e Hyundai a pari merito (-5,4%). Un dato piuttosto chiaro che emerge da questo studio di T&E è la capacità dimostrata dalle singole case automobilistiche di ottimizzare in breve tempo il livello di emissioni dei propri prodotti, anche con ritmi più veloci di quelli preventivati dalla normativa europea. Proprio quest'ultima, infatti, comincia a mostrare una serie di debolezze e "falle" neanche troppo piccole, come ad esempio le varie eccezioni, postille e bonus che permettono di arrivare fino ai 140 gm/km di CO2 media con sanzioni ridotte o nulle.

ITALIA AL QUARTO POSTO
Dallo studio europeo emerge anche come i gruppi automobilistici che più si sono affidati al rinnovamento e all'ottimizzazione tecnologica della gamma sono Toyota, Suzuki, Daimler, Ford e Mazda, cui si contrappongono Hyundai, Suzuki e Fiat che hanno ottenuto una riduzione media delle emissione grazie alla vendita di vetture più piccole e parsimoniose sulla spinta degli eco-incentivi. A livello nazionale Francia, Portogallo e Malta si posizionano ai primi tre posti, mentre l'Italia perde una posizione e si piazza al quarto posto, con le immatricolazioni del 2009 che riportano una media di 136 g/km di CO2 (-5,8% rispetto al 2008).

L'EVOLUZIONE DEI DIESEL
Prendendo come riferimento solo alcuni modelli a gasolio delle varie case automobilistiche lo studio di T&E ha poi stilato uno speciale elenco delle vetture che più hanno ridotto i propri livelli di biossido di carbonio fra il 2007 e il 2009. Fra queste si segnalano in particolare Mercedes Classe S (-32%), Volvo V70 DrivE (-31%), Volkswagen Passat e Golf BlueMotion (-28 e -27%), Mercedes C220 BluEFFICIENCY (-25%), Volvo S40 DrivE (-23%) e BMW 118 Efficient Dynamics (-21%).

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Tag: Mercato , Fiat , mobilità sostenibile


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