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pubblicato il 8 novembre 2010

"Il problema di Fiat sono i modelli o gli operai?"

Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, pone il dubbio in TV

"Il problema di Fiat sono i modelli o gli operai?"

"Sono i modelli che fanno della Fiat un'azienda che non riesce a stare sul mercato o le ricadute sul lavoro?". Questo è l'interrogativo che ha aperto ieri sera Susanna Camusso, neo eletta segretaria generale della Cgil, che - ospite a "Che tempo che fa", la trasmissione tv in onda su Rai Tre e condotta da Fabio Fazio - si è cimentata in un ideale botta e risposta con l'amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne. Il 24 ottobre scorso il manager aveva detto, davanti a milioni di telespettatori, che "la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l'Italia", scatenando una valanga di reazioni da parte di sindacati, industria e ambiente politico (Berlusconi lo aveva sostenuto dicendo che per un'azienda è difficile fare profitti in Italia). Gli stessi operai avevano subito scritto a Fabio Fazio per chiedere di essere ospitati in trasmissione per replicare a Marchionne e raccontare il proprio lavoro. Tuttavia, a distanza di due settimane e a pochi giorni dall'incontro tra azienda e sindacati, è spettato alla neo eletta segretaria generale della Cgil rispondere a Marchionne. E la sigla sindacale non è stata scelta a caso: è legata alla Fiom, l'unica che non ha firmato l'accordo per il rilancio di Pomigliano d'Arco, e il suo rapporto con la Fiat è molto delicato. La Cgil è stata infatti esclusa dall'ultimo faccia a faccia tra azienda e sindacati e forse il dialogo si riaprirà quando sul tavolo ci saranno in discussione i turni di lavoro presso lo stabilimento Fiat di Melfi.

CAMUSSO: NON CHIEDERE AIUTO ALLO STATO E' "UNO STRANO VANTO"
Susanna Camusso pensa che "la responsabilità degli insuccessi Fiat" sia legata alla mancanza in Italia di una politica che sappia incentivare le imprese ad investire. "Non può venire scaricata sui lavoratori, così come, se per costruire un'autostrada in Italia ci vogliono 30 anni, non può essere colpa dell'operaio che deve asfaltare l'ultimo chilometro - ha detto la sindacalista -. Il punto, insomma, è la mancanza di autocritica innanzitutto, e poi di critica nei confronti di un governo inadeguato o del tutto assente". Il non aver chiesto aiuti di Stato, come dice Marchionne, non sarebbe quindi per Camusso un vanto. Il problema competitività, secondo la segretaria della Cgil, "riguarda l'intero sistema paese e non può essere scaricato sulle pause dal lavoro di 10 minuti e sui lavoratori alla catena di montaggio da 1.200 euro al mese". Per questo ha domandato a Marchionne: "Perché non dice piuttosto che un paese senza politica industriale mette in difficoltà le aziende? Che Fiat va a produrre in paesi dove la ricoprono d'oro, mentre qui non si attirano capitali e investimenti?".

IL PROBLEMA E' UNA GAMMA MODELLI CHE NON FUNZIONA?
"A parte il fatto che è difficile produrre utili quando si fa una quantità spropositata di ore di cassa integrazione", secondo Susanna Camusso il problema più grave per la Fiat sarebbe un altro. "Il tema non sono forse i modelli Fiat, che in Europa, tolta la 500, riesce a vendere poco altro?", ha chiesto ieri in TV. La neo eletta segretaria generale della Cgil ha poi voluto tirare le orecchie a Marchionne dicendo di aver letto alcune sue dichiarazioni in cui il manager annunciava di averle spedito le congratulazioni per la nomina. "Forse le ha spedite a Detroit e ha sbagliato indirizzo, perchè non ne abbiamo trovato traccia", ha detto Camusso, dirottando poi il discorso sulla manifestazione organizzata per il 27 novembre con lo slogan "Il futuro è dei giovani e del lavoro".

Camusso, Cgil, su Fiat e Marchionne

Susanna Camusso, neo eletta segretaria generale della Cgil, replica a distanza all'ad di Fiat, Sergio Marchionne, alla trasmissione TV "Che tempo che fa", in onda su Rai Tre e condotta da Fabio Fazio.

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