dalla Home

Mercato

pubblicato il 2 novembre 2010

Fiat: nessuna proposta cinese per Termini Imerese

Romani all'Eicma smentisce le voci su Chery e parla dei 5 possibili acquirenti

Fiat: nessuna proposta cinese per Termini Imerese

Termini Imerese non sarà cinese. Le voci sulla possibile acquisizione da parte di Chery dello stabilimento siciliano che dal 2012 non produrrà più auto del Gruppo Fiat sono state smentite oggi dal ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani a margine del 68esimo Salone internazionale del ciclo e motociclo (Eicma 2010). Per lo stabilimento messo in vendita l'anno scorso, e su cui sta monitorando il governo, sono giunte 16 manifestazioni di interesse, ha detto il ministro, "di queste cinque sono state passate al vaglio perché ritenute concrete, provenienti da società italiane e straniere, ma non cinesi, e non tutte di automotive".

Resta quindi confermata la possibilità che a Termini Imerese non si producano più auto (le ultime indiscrezioni parlavano ad esempio della Einstein, la società che produce fiction per la Rai, che vorrebbe realizzare a Termini Imerese studi cinematografici e dell'azienda torinese di lamierati Map Engineering). Il ministro ha poi confermato che giovedì prossimo incontrerà l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, e ha detto di augurarsi che sarà un colloquio "lungo e approfondito".

Paolo Romani ha quindi ricordato che il tavolo Fiat è il più importante a cui sta lavorando. In ballo ci sono migliaia di posti di lavoro (tra gli impiegati diretti e quelli dell'indotto). Per questo si sta occupando del caso Invitalia, l'advisor del Governo, che sta esaminando uno ad uno tutti i candidati a rilevare lo stabilimento siciliano. Fra questi, lo ricordiamo, c'è anche - per l'auto - la De Tomaso, che ha già ricevuto il gradimento del presidente della Regione Raffaele Lombardo, e l'idea del finanziere Simone Cimino che vorrebbe produrre in Sicilia le auto elettriche.

Autore:

Tag: Mercato , produzione , cina


Top