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pubblicato il 29 ottobre 2010

Firmata la Carta Europea della sicurezza stradale

Matteoli: "Questo è un punto di partenza, non di arrivo"

Firmata la Carta Europea della sicurezza stradale

Nessuno può più rimanere indifferente di fronte all'incidentalità stradale. E' questo che si evince dalla firma della Carta europea della sicurezza stradale, avvenuta questa settimana a Roma, dove società, istituzioni e associazioni hanno dichiarato nero su bianco il proprio impegno a diffondere una maggiore consapevolezza dei rischi sulle strade. "In Italia sono stati presi numerose iniziative a cominciare dalle modifiche al Codice della strada che hanno visto una quasi totale unanimità di voto alla Camera e al Senato", ha ricordato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. "Credo che sia l'unico atto in due anni e mezzo di governo che ha trovato un'intesa così ampia. Anche i controlli sono passati dai 200 mila del 2006 agli oltre 1,6 milioni del 2009", ha aggiunto, precisando però che c'è ancora molto da fare, "per questo il 2010 non deve essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza per i prossimi dieci anni".

Che molto è stato fatto per migliorare le infrastrutture stradali, ma c'è ancora da lavorare sui comportamenti, lo ha detto anche Lucio Battistoni, direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Ue. "Il programma Ue 2001-2010 ha dato i suoi frutti, ora il nuovo programma 2011-2020 deve incitare a fare di più", ha spiegato, mentre il direttore generale per la sicurezza stradale del ministero, Sergio Dondolini, ha messo in chiaro i numeri. "Il 77% degli incidenti si verifica in aree urbane con mortalità al 44% - ha detto -. Solo il 9% dei decessi avviene invece in autostrada, il resto sulle strade extraurbane. Forse non arriveremo all'obiettivo di dimezzare il numero degli incidenti come aveva programmato l'Europa, ma sicuramente siamo sulla buona strada".

Matteoli ha infine ricordato quali altre iniziative sono in corso per migliorare la sicurezza stradale. "Con il ministro Gelmini abbiamo avviato un comitato tecnico di coordinamento per educare alla sicurezza stradale nelle scuole e costituito un gruppo di lavoro interministeriale per il supporto e lo stimolo di iniziative con tutti i ministeri direttamente o indirettamente coinvolti - ha concluso -. Bisogna lavorare tutti insieme, perché in un mondo tascabile non può più bastare un comportamento virtuoso di un solo Stato, ma serve che l'Europa intera prenda delle decisioni condivise anche sui giovani".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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