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Attualità

pubblicato il 27 ottobre 2010

Gli operai Fiat scrivono a Fabio Fazio per replicare a Marchionne

In 600 hanno firmato per raccontare il proprio lavoro

Gli operai Fiat scrivono a Fabio Fazio per replicare a Marchionne

Come un sasso lanciato in uno stagno che continua a generare onde, le parole pronunciate da Sergio Marchionne durante la trasmissione Rai "Che tempo che fa" continuano a generare una polemica dopo l'altra. Alle prime reazioni di politici e sindacati, segue oggi quella "ufficiale" degli operai Fiat, che hanno firmato in 600 (tutti lavoratori iscritti alla Fiom) una missiva inviata al conduttore del programma Fabio Fazio. "Siamo lavoratori di Mirafiori e abbiamo visto l'intervento dell'ad di Fiat Sergio Marchionne nella puntata del 25 ottobre scorso in cui esprimeva il suo punto di vista rispetto ad argomenti importanti che ci riguardano direttamente - recita la lettera - Vorremmo raccontare la nostra vita di operai".

In pratica, dopo che la Fiom ha chiesto alla redazione di rai tre subito dopo la messa in onda della puntata di far intervenire alcuni operai per una replica, adesso - che non c'è stato alcun sì - sono gli stessi operai a farsi avanti. Dicono di voler parlare del proprio lavoro, "che è fondamentale per generare ricchezza per il Paese, vorremmo raccontare come funziona il ciclo produttivo - s'è scritto nella lettera -, come si costruiscono le auto e come prendono forma in officina, in linee di montaggio, e come questo avvenga a costo di grandi sacrifici da parte di persone che dedicano la vita a svolgere questo mestiere". In pratica vogliono replicare a Marchionne che ha detto: "La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l'Italia".

Al momento la Rai non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, ma dall'alto del Lingotto sono piombate oggi le parole dell'ex presidente di Fiat e di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ancora Presidente di Ferrari. "Al di là delle parole sappiamo benissimo quanto l'Italia sia importante per la Fiat e la Fiat importante per l'Italia", ha detto, riferendosi alle dichiarazioni di Sergio Marchionne. "Bisogna dirlo fuori dalle polemiche: l'Italia ha bisogno di una grande azienda automobilistica e la Fiat ha bisogno di un mercato, di un Paese. Non dimentico che Fiat significa Fabbrica italiana automobili Torino. C'è - ha sottolineato - un orgoglio reciproco". E mentre Torino pronuncia parole rassicuranti, Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, chiede di passare ai fatti. "La Fiat presenti le sue proposte e il sindacato sia pronto a realizzare una maggiore produttivita' per attivare maggiore investimenti ed avere quindi piu' salari", ha detto, parlando della vertenza tra Fiat e sindacati. A chi gli chiedeva un commento alle dichiarazioni di Guglielmo Epifani, secondo cui Marchionne in Germania sarebbe stato cacciato dopo le sue dichiarazioni, Sacconi ha invitato a "non esagerare i modi e guardare alla sostanza. La sostanza è che c'è un negoziato che per Fiat continua, mentre al Ministero dello Sviluppo Economico c'è il tavolo sulla mobilità".

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Tag: Attualità , VIP , produzione


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