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Mercato

pubblicato il 27 ottobre 2010

Jaguar e Land Rover sono sempre più Orientali

L'accordo per la produzione in Cina è vicino, ma senza chiudere nel Regno Unito

Jaguar e Land Rover sono sempre più Orientali

Tata ha avviato i colloqui con un costruttore cinese per produrre Jaguar e Land Rover nell'Estremo Oriente rafforzandone la posizione in quei mercati. Lo riporta il quotidiano economico americano Wall Street Journal il quale cita Carl-Peter Forster, amministratore delegato di Tata Auto che, intervenuto a un forum sull'industria tenutosi a Shanghai presso la China Europe International Business School, ha dichiarato espressamente di volere trovare un partner in Cina il prima possibile per produrre e commercializzare auto Jaguar e Land Rover all'ombra della Muraglia.

Forster ha quindi aggiunto che esistono già dei colloqui in merito con un costruttore, ma non ne ha fatto il nome e ha aggiunto che i due marchi inglesi possiedono enormi potenzialità in tutti i mercati mondiali non risparmiando critiche al management uscente. "Siamo onesti: (Jaguar e Land Rover, ndr) sono stati in qualche modo gestiti al di sotto delle loro possibilità - avrebbe detto Forster - non siamo forti come dovremmo essere, in particolar modo in Cina". L'ex capo di GM Europe avrebbe in mente di portare nel Paese di Mao dapprima Land Rover e successivamente Jaguar, ma non ha parlato di volumi.

Nel maggio scorso tuttavia il tedesco, parlando dell'intenzione di produrre i due marchi di lusso inglesi in Cina, aveva parlato di 40mila unità come obiettivo minimo, annuncio fatto senza peli sulla lingua visto che Forster aveva detto anche detto che si impone la chiusura di uno dei due stabilimenti tra Solihull (Land Rover) e Castle Bromwich (Jaguar) mentre grandi prospettive ci sono per Halewood, dove si fanno la Freelander e la Evoque e dove si prevede l'assunzione di altre mille persone.

Nel frattempo però la dirigenza e i sindacati hanno trovato un accordo per tenere aperti entrambi gli altri due stabilimenti, circostanza che eviterà il licenziamento di 1.500 dipendenti sommati agli altri 2.500 tagliati in questi due anni che hanno portato il totale della forza lavoro a circa 16mila persone. A riportare i vertici di JLR sui propri passi ci sarebbero piani per nuovi prodotti (si parla di una berlina compatta e di una cabriolet) e l'andamento positivo nelle vendite durante gli ultimi mesi nei mercati tradizionali ai quali gli stabilimenti del Regno Unito continueranno a essere dedicati con quello cinese a svolgere un ruolo puramente incrementale e locale.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , produzione , cina


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