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Curiosità

pubblicato il 26 ottobre 2010

La Volt, in California è "solo" una ULEV

Secondo il CARB inquina più di alcune ibride. Per molti non è elettrica, ma 'solo' ibrida

La Volt, in California è "solo" una ULEV
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La Chevrolet Volt inquina più di Toyota Prius, Lexus HS 250h, Honda Insight e CR-Z, almeno secondo il CARB, il California Air Recources Board. Infatti l'ente - che all'interno del California Environmental Protection Agency, si occupa di misurare per conto dello stato americano la quantità di agenti inquinanti nei gas di scarico emessi dalle auto in vendita - ha classificato la sedicente elettrica ad autonomia estesa di General Motors solo come una ULEV, dunque un gradino al di sotto del SULEV ottenuto dai quattro modelli ibridi giapponesi citati e pari ad altre auto normali come la Jetta TDI a gasolio.

LO SMACCO
Dalla Casa Bianca non è arrivato nessun commento ufficiale, ma è facile immaginare che lo stesso Barack Obama non abbia gradito la notizia. Quell'auto, da noi ancora poco consciuta e che arriverà nel 2012 come Opel Ampera, è stata il perno su cui ha fatto leva GM, ai tempi della crisi fallimentare, per ricevere gli aiuti di stato. La task force di Obama aveva visitato lo stabilimento produttivo, testato l'auto e incontrato faccia a faccia gli operai a rischio licenziamento. E poi, dopo il finanziamento a GM (e Chrysler) e l'ordinazione di 100 esemplari "statali", Barack Obama si è recato personalmente a provarla, confessando di essere tornato al volante dopo tanto tempo. Passano solo tre mesi ed ecco lo smacco, che segue di qualche giorno le accuse suscitate negli USA sulla definizione di "elettrica ad autonomia estesa" in quanto distinta da "ibrida plug-in". GM infatti aveva sempre sostenuto durante il periodo prima del lancio che la Volt è mossa solo dal motore elettrico, senza collegamento con quello a scoppio, e dalla potenza fornita dalle batteria senza l'intervento del motore a scoppio della quale è dotata, se non dopo gli iniziali 40-80 km (a seconda della situazione di utilizzo secondo i dati rilevati dall'EPA) di autonomia ad emissioni zero assicurati dalla ricarica presso una qualsiasi presa di corrente domestica. La cartella stampa definitiva e le prime prove effettuate hanno invece evidenziato che, se vengono richieste le massime prestazioni e anche se le batterie sono perfettamente cariche, il motore a benzina deve intervenire e questo vuol dire che, se si preme a fondo l'acceleratore, gli accumulatori agli ioni di litio non sono autosufficienti per erogare i 111 kW richiesti dal motore elettrico. Oltre a questo, c'è l'ammissione che esiste un collegamento meccanico, anche se indiretto, tra l'unità elettrica e quella a pistoni. Tutto questo, all'occhio dei critici, declasserebbe la Volt da "elettrica ad autonomia estesa" a "ibrida plug-in". Niente di grave se non fosse che in America anche le piccole bugie vengono fatte pagare care dall'opinione pubblica e le specifiche di omologazione californiane non faranno che dare fiato ai detrattori della Volt.

PERCHE' QUEL VOTO?
Come spiegare però che un elettrica, anche da autonomia estesa, può inquinare più di un'ibrida, persino di quelle "mild" Honda? La cosa può essere spiegata con il fatto che il CARB adotta standard di rilevazione assai più severi di quelli federali dell'EPA con un ciclo che comprende anche forti accelerazioni, alta velocità e marcia con climatizzatore a tratti inserito. Insomma, con condizioni di utilizzo più estreme e - se vogliamo - più vicine alla realtà. Se dunque consideriamo che, con queste condizioni, il motore 1,4 litri deve intervenire più spesso, anche con le batterie cariche, si capisce perché c'è un innalzamento delle emissioni inquinanti a livelli superiori anche a quelli di un ibrido nel quale invece i due motori si danno una mano, anche meccanicamente parlando. C'è anche da dire che il grado di sofisticazione dei motori a benzina utilizzati è ben diverso. I motori giapponesi adottano infatti strategie molto raffinate per l'elettronica, la distribuzione e, nel caso di Toyota, c'è anche il ciclo di funzionamento Atkinson che riduce le perdite di pompaggio, in modo da innalzare il rendimento. Inoltre gli ibridi possono contare anche sull'apporto dell'elettrico nei transitori, ovvero le fasi più critiche, al contrario dell'1,4 litri da 86 CV della Volt concepito invece con il massimo della semplicità per girare a regimi stabiliti. Ecco che, se strapazzato da richieste superiori alla norma e previste dal progetto, il 4 cilindri americano fare gli straordinari facendo sollevare le lancette del banco di rilevazione del CARB.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Curiosità , Chevrolet , auto ibride


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